Cassazione Penale, Sentenza n. 16571/2026 del 08/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Salerno che ha confermato il sequestro preventivo di un complesso immobiliare a Castellabate. La ricorrente deduce tre motivi: (1) errata applicazione dell'art. 30, comma 10, d.P.R. n. 380/2001 sostenendo che i frazionamenti seguiti da donazioni ai figli rientrano nell'esenzione dalla qualificazione come lottizzazione abusiva; (2) errata qualificazione dell'area come ricadente in zona C2 del Piano del Parco (anziché in zona D), con conseguente incidenza sulla valutazione della legittimità degli interventi edilizi; (3) errata valutazione della carenza del titolo soggettivo di chi ha richiesto i permessi di costruire, contestando che Spinelli Gennaro non fosse legittimato come imprenditore o conduttore agricolo e che quindi i titoli sarebbero stati illegittimi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo, confermando che la donazione a parenti in linea retta non esclude automaticamente la rilevanza penale se inserita in un disegno unitario di trasformazione del territorio (frazionamenti, pluralità di titoli edilizi, opere). Ha respinto il secondo motivo come valutazione in fatto non sindacabile in Cassazione e ha rilevato che, anche prescindendo dalla qualificazione C2, il Tribunale aveva fondamenti autonomi e sufficienti (classificazione PRG in zona E4, assenza dei requisiti soggettivi e varie illegittimità dei permessi) per confermare il sequestro. Il terzo motivo è stato ritenuto una valutazione di fatto non idonea in sede di legittimità. Conseguentemente il sequestro preventivo è stato confermato, il ricorso dichiarato inammissibile, la ricorrente condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Norma che disciplina il sequestro preventivo; utilizzata come titolo di legittimazione del provvedimento cautelare adottato dal GIP per preservare i beni oggetto di presunta lottizzazione abusiva.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 30, comma 10
La norma esclude dalla nozione tipica di lottizzazione alcuni atti (tra cui, in parte, donazioni tra parenti in linea retta), ma la Corte ha interpretato che tale esclusione non è assoluta: le donazioni possono avere valore indiziario se inserite in un disegno unitario che complessivamente realizza una trasformazione urbanistica vietata.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, art. 44 comma 1 lett. c)
Richiamato nel quadro delle fattispecie edilizie contestate come riferimento alle norme sull'edificabilità e titoli edilizi; la Corte ha valutato la loro violazione nell'ambito della lottizzazione abusiva.
d.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 181 commi 1 e 1-bis, lett. b)
Norme sul vincolo paesaggistico richiamate per sottolineare la protezione del territorio e la rilevanza del regime vincolistico nella valutazione della illegittimità degli interventi edilizi.
Norma penale richiamata tra le fattispecie contestate, utilizzata per inquadrare profili di reato connessi alle opere abusive.
legge 6 dicembre 1991, n. 394, artt. 13 e 30 (Piano del Parco)
Richiamata per il regime normativa delle aree protette e per il rapporto tra disciplina del Piano del Parco e pianificazione comunale; la Corte ha ribadito che va applicata la disciplina che assicura la maggiore tutela ambientale e paesaggistica.
Piano regolatore generale del Comune di Castellabate (classificazione E4)
Normativa urbanistica comunale (PRG) cui il Tribunale ha fatto riferimento come fondamento principale per ritenere l'illegittimità degli interventi: l'area era classificata E4 agricola speciale con vincoli edificatori stringenti e requisiti soggettivi per i titoli.
Massime di principio
- La donazione a parenti in linea retta non esclude automaticamente la configurazione di lottizzazione abusiva: va valutata nel contesto delle condotte complessive (frazionamenti, volture, pluralità di titoli edilizi, esecuzione di opere) che possano rivelare un disegno unitario di trasformazione urbanistica.
- La lottizzazione abusiva è una fattispecie a struttura aperta e progressiva: deve essere valutata unitariamente, considerando sia gli atti negoziali sia le attività materiali che, complessivamente, incidono sull'assetto del territorio.
- In aree protette o soggette a vincolo paesaggistico prevale la disciplina che garantisce la maggiore tutela ambientale; la pianificazione comunale più restrittiva può essere applicata se assicura maggiore tutela rispetto a strumenti sovraordinati.
- La legittimità dei titoli edilizi dipende anche da requisiti soggettivi e presupposti oggettivi: la loro assenza o la loro falsificazione può costituire motivo autonomo di illegittimità e giustificare misure cautelari reali.
- In sede di Cassazione il sindacato sui provvedimenti cautelari è limitato: non è consentito un nuovo apprezzamento del merito fattuale se non per vizio di legge o motivazione radicalmente insufficiente.
- Frazionamenti, volture e rilascio-utilizzo di molteplici permessi, se coordinati temporalmente e funzionalmente, costituiscono elementi indiziari rilevanti per la sussistenza di un progetto lottizzatorio unitario.
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