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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15050/2025 del 05/06/2025

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

La controversia

La controversia nasce da due avvisi di addebito con cui l'INPS ha recuperato contributi riferiti a periodi tra novembre 2016 e dicembre 2017 e a marzo 2018, sul presupposto del mancato rilascio del DURC per irregolarità contributive della società. La Corte d'appello ha ritenuto legittimo il DURC negativo perché, dopo l'invito alla regolarizzazione del 20 marzo 2018 ex art. 4 DM 30 gennaio 2015, la società non aveva presentato tempestivamente la domanda di rateazione breve entro il termine di quindici giorni, mentre l'istanza è stata presentata il 18 aprile 2018, quando il procedimento di irregolarità era già definito; inoltre risultava un'ulteriore irregolarità per l'invio di Uniemens provvisori. In cassazione la società ha proposto quattro motivi: 1) omesso esame di documenti decisivi ex art. 360 n. 5 c.p.c.; 2) nullità della sentenza per omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. sull'inesistenza del DURC negativo e sulla regolare trasmissione degli Uniemens/pagamento contributivo; 3) violazione dell'art. 115 c.p.c., deducendo un'erronea valutazione del materiale probatorio; 4) violazione dell'art. 1, commi 1175 e 1176, L. 296/2006 e dell'art. 3 DM 30 gennaio 2015, sostenendo che la rateazione breve chiesta entro tre mesi dall'omissione avrebbe dovuto mantenere la regolarità contributiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché formulato fuori dal perimetro del n. 5 dell'art. 360 c.p.c., essendo diretto in realtà a sollecitare una rivalutazione dei documenti e del fatto; ha rigettato il secondo perché non vi era omessa pronuncia, avendo la sentenza impugnata deciso sulle domande ed eccezioni, mentre le doglianze miravano solo a una diversa lettura delle prove; ha dichiarato inammissibile il terzo perché la violazione dell'art. 115 c.p.c. è configurabile solo se il giudice abbia posto a base della decisione prove non dedotte o acquisite d'ufficio illegittimamente, non quando si contestino gli apprezzamenti di merito; ha infine respinto il quarto, affermando che, una volta attivato il procedimento di invito alla regolarizzazione previsto dal DM 30 gennaio 2015, la sanatoria delle irregolarità può avvenire solo nei tempi e modi ivi stabiliti, e che la richiesta di rateazione breve presentata oltre il termine non impediva il DURC negativo, anche a prescindere dall'ulteriore rilievo degli Uniemens provvisori. Nessuna statuizione sulle spese per difetto di sostanziale attività difensiva dell'INPS; è stata inoltre data atto dei presupposti per il doppio contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il vizio è configurabile solo come omesso esame di un fatto storico decisivo; non consente di censurare la valutazione dei documenti o una pluralità di fatti omessi come rivalutazione del merito.

  • art. 112 c.p.c.

    Non c'è omessa pronuncia se il giudice di merito ha comunque deciso sulle domande ed eccezioni proposte; la doglianza non può trasformarsi in richiesta di nuova valutazione delle prove.

  • art. 115 c.p.c.

    La violazione ricorre solo se il giudice utilizza prove non dedotte dalle parti o acquisite d'ufficio fuori dai limiti legali; non basta denunciare errori nella valutazione del materiale probatorio.

  • art. 1, comma 1175, L. 296/2006

    I benefici normativi e contributivi sono subordinati al possesso del DURC e al rispetto degli ulteriori obblighi di legge e contrattuali.

  • art. 1, comma 1176, L. 296/2006

    Rinvia alle disposizioni regolamentari per le modalità di rilascio del DURC.

  • art. 3 DM 30 gennaio 2015

    La regolarità sussiste anche in caso di rateizzazioni concesse dagli enti competenti, ma nel procedimento di regolarizzazione avviato dall'ente previdenziale valgono i tempi e i modi specifici previsti dal decreto.

  • art. 4 DM 30 gennaio 2015

    In presenza di irregolarità l'ente deve invitare alla regolarizzazione entro quindici giorni; la mancata regolarizzazione nel termine legittima il DURC negativo.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    Sono stati ravvisati i presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il vizio di omesso esame ex art. 360 n. 5 c.p.c. non può essere usato per ottenere una rivalutazione dei documenti e delle risultanze istruttorie; occorre l'omissione di un fatto storico decisivo, non di una pluralità di elementi di prova.
  • La denuncia di omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. è infondata quando la sentenza di merito ha comunque deciso sulle domande e sulle eccezioni delle parti; le contestazioni sulla lettura del materiale probatorio restano estranee al vizio processuale.
  • La violazione dell'art. 115 c.p.c. sussiste solo se il giudice fonda la decisione su prove non introdotte dalle parti o acquisite illegittimamente d'ufficio; non è configurabile per il solo dissenso sulla ponderazione delle prove.
  • In materia di DURC, una volta attivato il procedimento di invito alla regolarizzazione previsto dal DM 30 gennaio 2015, la sanatoria delle irregolarità contributive è possibile solo rispettando i termini e le modalità stabiliti dal decreto; richieste tardive di rateazione non impediscono il rilascio del DURC negativo.
  • La previsione generale che considera regolare la posizione contributiva in presenza di rateazioni concesse va coordinata con il procedimento speciale di regolarizzazione: se l'ente ha già invitato alla regolarizzazione, prevalgono i tempi e le forme di quel procedimento.
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