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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45106/2023 del 08/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che ha rigettato il riesame del decreto di convalida del sequestro probatorio, deducendo la violazione dell'art. 253 c.p.p. per due profili: a) insufficiente descrizione della condotta criminosa ascritta (mera indicazione normativa, alternativamente art. 73 d.P.R. n. 309/1990 o art. 648-bis c.p., senza descrivere la condotta e il nesso con i beni sottoposti a vincolo); b) omessa o generica indicazione delle finalità probatorie, limitata a generici accertamenti sui telefoni cellulari e sulle somme sequestrate.

La decisione

La Corte ha rigettato i ricorsi ritenendoli infondati. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata contiene una descrizione adeguata degli elementi fattuali ricavati dal decreto di convalida (rinvenimento nell'auto di 10.000 euro in un portadocumenti con un foglietto manoscritto recante la parola "Mohani"; ulteriori 3.700 euro nel cassetto portaoggetti; 5.490 euro nel vano del bracciolo; 625 euro in possesso di Chahir; cocaina rinvenuta nell'auto, gr. 1,10, e indosso a Houda, gr. 5,40; telefoni cellulari sequestrati). Su tale base il Tribunale ha adeguatamente illustrato il fumus del reato — formulato in via alternativa come traffico di stupefacenti ai sensi dell'art. 73 d.P.R. n. 309/1990 ovvero come riciclaggio ai sensi dell'art. 648-bis c.p. — e il nesso di pertinenzialità dei beni sequestrati, valorizzando la sproporzione del denaro rispetto alle condizioni personali (disoccupati e pregiudicati) e la presenza di un manoscritto-registrazione. La motivazione circa le finalità probatorie (rilievi sul denaro e sugli altri elementi) è stata ritenuta concisa ma sufficiente. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 253 cod. proc. pen.

    La norma richiede che il provvedimento di sequestro contenga una descrizione del fumus del reato e delle finalità probatorie; tuttavia la Corte accetta una motivazione concisa purché i fatti indicati (anche ricavati dal decreto di convalida) consentano di ricostruire il fumus e il nesso di pertinenzialità dei beni.

  • art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990

    Utilizzata come ipotesi alternativa di reato (illecita detenzione e traffico di stupefacenti). La Corte ha ritenuto che gli elementi materiali (quantitativi di denaro, annotazioni contabili, presenza di stupefacente) fossero compatibili con la qualificazione del denaro come provento di spaccio.

  • art. 648-bis cod. pen.

    Inserita come alternativa alla fattispecie di cui all'art. 73 d.P.R. 309/1990 (ipotesi di riciclaggio). La Corte ha ammesso la formulazione alternativa dell'imputazione in fase investigativa e ha ritenuto che il denaro potesse essere considerato anche come bene riconducibile all'ipotesi di reato di riciclaggio, atteso il contesto fattuale.

Massime di principio

  • La descrizione del fumus del reato e delle finalità probatorie nel provvedimento di sequestro può essere concisa ma deve emergere in modo sufficientemente chiaro dai fatti indicati; non è necessaria una formula particolarmente dettagliata se il contesto fattuale è descrittivo e coerente.
  • È legittima la formulazione dell'imputazione in forma alternativa (es. traffico di stupefacenti o riciclaggio) nella fase investigativa; il sequestro può essere fondato su entrambe le ipotesi se i fatti materiali lo giustificano.
  • La presenza di ingenti somme di denaro sproporzionate rispetto alle condizioni personali, unitamente a elementi quali annotazioni contabili e stupefacente, giustifica il fumus del reato e il nesso di pertinenzialità dei beni sequestrati (provento di spaccio o beni riconducibili a riciclaggio).
  • Le finalità probatorie possono essere indicate in termini generici se è chiaro quale accertamento si intende svolgere (ad es. rilievi sul denaro e sugli apparecchi sequestrati) e se tali finalità sono funzionali all'accertamento delineato dai fatti.
  • Il rigetto del ricorso contro il sequestro comporta, di regola, la condanna alle spese processuali da parte dei ricorrenti.

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