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Sentenza

Sentenza del 04/10/2022 n. 799 - Corte di giustizia tributaria di primo grado di Genova

Accertamento - gravità e sistematicità delle omissioni - inattendibilità delle scritture contabili - metodo induttivo puro - sussiste - deducibilità dei costi direttamente utilizzati per la commissione di reati dolosi (cosiddetti "costi da reato") - non ammessa

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di un avviso di accertamento relativo all'anno 2015: l'Ufficio ha ricostruito, con metodo induttivo puro, ricavi non dichiarati derivanti dalla rivendita "in nero" di consistenti quantitativi di carne sottratti a G tramite una manipolazione informatica dei DDT operata da dipendenti infedeli. I ricorrenti contestano la legittimità dell'accertamento induttivo puro e chiedono che l'Ufficio, oltre ai ricavi induttivamente stimati, riconosca anche i costi correlati (anche in via forfettaria). Inoltre deducono che i costi non sarebbero assoggettati alla disciplina di indeducibilità prevista per i "costi da reato" e chiedono l'annullamento delle sanzioni per presunta incertezza normativa.

La decisione

Il giudice ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittimo il ricorso al metodo induttivo puro in presenza di omissioni e violazioni gravi, ripetute e sistematiche che rendono inattendibile la contabilità. Ha inoltre escluso la deducibilità dei costi descritti dai ricorrenti perché qualificati come costi direttamente sostenuti per la consumazione dei reati (acquisto/ottenimento illecito della merce) e, in ogni caso, non provati nella loro entità. Le sanzioni sono state confermate per assenza di oggettiva incertezza; le spese di lite sono compensate.

Norme richiamate

  • D.P.R. 633/1972, art. 55, comma 2

    Riferimento normativo richiamato in relazione alla ricostruzione dei documenti e delle operazioni ai fini dell'imposizione indiretta; evocata per legittimare la ricostruzione dei volumi di affari quando la documentazione è anomala

  • D.P.R. 600/1973, art. 39, comma 2

    Norma che disciplina l'accertamento sintetico/induttivo: interpretata come fondamento per l'applicazione del metodo induttivo puro quando le scritture contabili sono così inattendibili da non poter essere utilizzate

  • Legge 537/1993, art. 14, comma 4-bis

    Stabilisce l'indeducibilità dei costi o spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato; interpretata in senso sostanziale per escludere la deducibilità dei costi direttamente utilizzati per la commissione di delitti non colposi

  • Cost. art. 53 (richiamato)

    Principio della capacità contributiva evocato quale parametro interpretativo: l'accertamento non deve tassare il profitto lordo anziché il netto, salvo che la legge escluda la deducibilità (come per i costi da reato)

  • Cass. Sez. 5, Ordinanza n. 33604 del 18/12/2019

    Giurisprudenza richiamata per confermare i criteri che legittimano l'uso dell'accertamento induttivo puro quando le scritture sono gravemente inaffidabili

  • Cass. Sez. 6 - 5, Ordinanza n. 26748 del 23/10/2018

    Precedente richiamato riguardo all'obbligo, in sede di accertamento induttivo, di tenere conto anche delle componenti negative o, in difetto, di determinarle induttivamente salvo che la legge precluda la deducibilità

  • Cass. Ordinanza n. 32587 del 12/12/2019

    Giurisprudenza che precisa che l'indeducibilità prevista opera con riferimento ai costi inerenti l'acquisto di beni o servizi direttamente utilizzati per la commissione di delitti non colposi

  • Cass. Ordinanza n. 15860 del 08/06/2021

    Richiamata per ribadire l'indeducibilità dei costi in contrasto con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità e per confermare l'orientamento in casi penalmente rilevanti

Massime di principio

  • Il metodo induttivo puro è legittimo quando omissioni, falsità o inesattezze nelle scritture contabili sono così gravi, ripetute e sistematiche da rendere inattendibile l'intero sistema contabile: in tale caso l'amministrazione può prescindere dalle scritture e ricostruire il reddito anche su base meramente indiziaria
  • In un accertamento induttivo l'Amministrazione deve, di regola, considerare anche le componenti negative (costi); tuttavia la legge può escludere la deducibilità di taluni costi (costi "da reato") e, in tal caso, questi non possono essere portati in deduzione
  • I "costi da reato" sono indeducibili se consistono in beni o servizi acquistati e direttamente utilizzati per la commissione di delitti non colposi; non basta che i costi siano solo genericamente riferibili a un'attività dalla quale è derivato un illecito
  • La prova dell'effettivo sostenimento e dell'entità dei costi spetta al contribuente: una mera differenza di valutazione del valore della merce (es. perizia sul danno subito dal fornitore) non sostituisce la prova specifica dei pagamenti o dei costi effettivamente sostenuti
  • Per ottenere l'annullamento delle sanzioni il contribuente deve dimostrare un grado di oggettiva incertezza normativa tale da rendere le violazioni non evitabili con un normale sforzo di diligenza; la mera complessità fattuale non è sufficiente
  • In situazioni analoghe è strategico per il contribuente: 1) documentare puntualmente l'origine lecita dei beni (fatture, pagamenti tracciati, contratti); 2) conservare elementi probatori degli effettivi costi (pagamenti, buste paga, ricevute); 3) contestare la sistematicità delle omissioni mostrando affidabilità della contabilità salvo anomalie isolate; 4) richiedere e proporre contraddittorio tecnico (CTU, verifiche alternative) per rideterminare i quantitativi/valori; 5) distinguere costi ordinari da spese direttamente funzionali al reato per dimostrare la deducibilità

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