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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27201/2022 del 14/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per il delitto previsto dagli artt. 110 cod. pen. e 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Le censure principali sono: 1) nullita' del giudizio di appello per non aver consentito ai detenuti sottoposti al divieto di dimora nella provincia di Ancona di entrare per partecipare allappello (violazione artt. 178, 420-bis, 601 c.p.p.); 2) errata esclusione della fattispecie di lieve entita' ai sensi dellart. 73 comma 5 d.P.R. 309/1990 e manifesta illogicita' della motivazione, lamentando che la Corte avrebbe considerato solo il dato ponderale definendolo "discreto" e non altri parametri rilevanti; 3) indebita negazione delle circostanze attenuanti generiche, con motivazione insufficiente e non valutazione dei fattori positivi (tra cui lincensuratezza di Ali Shafaqat); 4) eccessivita' della pena; 5) (solo per Ali Shahbaz) illegittima ordinanza di espulsione a pena espiata, senza adeguata valutazione della pericolosita' sociale e della condizione soggettiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali. In particolare: 1) sulla presunta nullita' del giudizio di appello la Corte ha rilevato che nessuna autorizzazione a entrare nella provincia di Ancona era stata richiesta dagli imputati e che il giudizio si era svolto in rito camerale ai sensi dellart. 599 c.p.p., senza partecipazione degli imputati e senza eccezioni sollevate dal difensore; 2) sulla fattispecie di lieve entita' la Cassazione ha confermato la valutazione della Corte di merito che ha considerato la detenzione complessiva di circa 110 grammi di eroina (circa 330 dosi), il valore del principio attivo, la modalita' professionale del trasporto (ampolla rettale) e linserimento in ambienti criminali, elementi idonei a escludere la lieve entita'; 3) il diniego delle attenuanti generiche e' stato ritenuto adeguatamente motivato, richiamando la mancanza di elementi positivi e, per Ali Shahbaz, un precedente specifico; 4) la pena e' stata ritenuta proporzionata e motivata, collocata piu' vicina ai minimi edittali ma giustificata dai fatti; 5) lordinanza di espulsione per Ali Shahbaz e' stata confermata in quanto sorretta da una motivazione che ha evidenziato personalita', propensity alla recidiva, rapporti con ambienti criminali e instabilita' abitativa e lavorativa. La sentenza impugnata e la pronuncia di primo grado sono dunque confermate.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    La partecipazione al delitto in concorso e' stata ritenuta applicabile ai fatti contestati; la valutazione della responsabilita' e del concorso e' stata condivisa dalla Corte di Cassazione insieme alla Corte di merito.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (comma 5)

    d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La norma sulla fattispecie di lieve entita' e' stata interpretata alla luce degli elementi oggettivi e soggettivi: la Corte ha ritenuto che la quantita' (110 g di eroina, circa 330 dosi), il valore del principio attivo, le modalita' di trasporto professionale e il collegamento ad ambienti criminali escludessero lapplicabilita' della lieve entita'.

  • art. 599 cod. proc. pen.

    Il rito camerale puo' svolgersi senza la partecipazione dellimputato; in assenza di richiesta di autorizzazione da parte dellimputato e di eccezioni formalizzate, non vi e' nullita' per violazione del diritto di difesa.

  • artt. 178, 420-bis, 601 cod. proc. pen.

    Le norme processuali indicate dai ricorrenti come violate non hanno trovato applicazione alla luce del fatto che non e' stata richiesta l'autorizzazione a entrare nella provincia e che il procedimento di appello si e' svolto con rito camerale senza eccezioni; pertanto non e' stata riscontrata nullita' del giudizio.

Massime di principio

  • Se un imputato e' sottoposto a divieto di dimora o obbligo di soggiorno in altra provincia, e vuole partecipare a unudienza che si svolge nel territorio proibito, deve chiedere formalmente lautorizzazione: lobbligo di richiesta e lassenza di essa possono precludere una dilazione della tutela per presunte violazioni processuali.
  • Il rito camerale ex art. 599 c.p.p. consente la celebrazione senza la presenza degli imputati; se il difensore non solleva eccezioni in udienza e non e' stata chiesta lautorizzazione, non sussiste automaticamente una violazione del diritto di difesa.
  • In tema di lieve entita' degli stupefacenti, la valutazione e' complessiva: la mera quantita' non e' isolata, ma conta il numero di dosi che puo' ricavarsi, il valore del principio attivo, le modalita' di occultamento e trasporto e lindizio di attivita' professionale o collegamenti con reti criminali.
  • Le circostanze attenuanti generiche richiedono elementi positivi concreti e motivati; precedenti specifici, status di irregolari sul territorio e la scarsa rilevanza del comportamento processuale possono giustificare il loro diniego.
  • Ladozione di misure amministrative accessorie come l'espulsione puo' essere motivata dalla valutazione della personalita' dellimputato, dalla propensione alla recidiva, dai legami con ambienti criminali e dall'instabilita' socio-economica; una motivazione articolata e basata su elementi oggettivi rende la misura legittima.

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