Cassazione Civile, Ordinanza n. 08995/2024 del 04/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (proprietari)
La controversia
La controversia nasceva da un conflitto tra proprietari confinanti di terreni siti in Marentino. Il ricorrente aveva agito in giudizio per far dichiarare l'inesistenza di una servitù di passaggio sul proprio fondo, per ottenere il risarcimento dei danni asseritamente causati da molestie al suo diritto di proprietà e per regolare i confini tra i fondi, sostenendo che la controparte avesse apposto unilateralmente recinzioni e un cancello in violazione del confine reale. I resistenti, al contrario, chiedevano il riconoscimento di una servitù di passaggio pedonale e carraio per destinazione del padre di famiglia, in subordine per servitù coattiva, oltre al risarcimento dei danni per l'impedimento del transito e al mantenimento dei confini così come da loro individuati. Il Tribunale aveva accertato reciproci sconfinamenti, ordinato rilasci di porzioni di terreno e dichiarato costituita la servitù di passaggio sul fondo dell'attore. La Corte d'appello aveva confermato, ritenendo integrati i presupposti dell'art. 1062 c.c. e irrilevante che la separazione dei fondi fosse avvenuta in sede esecutiva. Con il ricorso per cassazione il proprietario soccombente denunciava: 1) omesso esame e violazione degli artt. 112, 115, 116 c.p.c. e 111 Cost. per asserito travisamento del contenuto del primo motivo di appello e delle risultanze istruttorie; 2) violazione dell'art. 1062 c.c. e dell'art. 112 c.p.c. perché la Corte d'appello avrebbe erroneamente ritenuto l'unicità del proprietario dei fondi, nonostante la dedotta comproprietà di uno dei fondi; 3) ulteriore violazione dell'art. 1062 c.c., dell'art. 112 c.p.c. e dell'art. 111 Cost. per avere la Corte affermato che la servitù poteva sorgere anche a seguito di divisione disposta dal giudice dell'esecuzione mediante decreto di trasferimento. La parte ricorrente, inoltre, insisteva nella memoria sul fatto che non vi sarebbe stata doppia conforme e che la servitù non poteva costituirsi in una vendita forzata.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le censure che, sotto la veste di violazione di legge, miravano in realtà a una rivalutazione del merito e delle prove, e ha escluso la dedotta violazione dell'art. 112 c.p.c. perché la Corte territoriale aveva deciso coerentemente con il petitum e la corretta ricostruzione del confine, accertando reciproci sconfinamenti e ordinando rilascio a entrambe le parti delle porzioni illegittimamente occupate. Quanto al merito della servitù per destinazione del padre di famiglia, la Corte ha ribadito che il requisito dell'unicità del diritto dominicale può sussistere anche in caso di comproprietà complessiva dei fondi e che la servitù può sorgere anche quando la divisione sia avvenuta in sede di esecuzione forzata con decreto di trasferimento, salvo volontà contraria del giudice dell'esecuzione. In conseguenza del rigetto, ha condannato il ricorrente alle spese e, trattandosi di definizione conforme alla proposta ex art. 380-bis c.p.c., anche alle ulteriori somme previste dall'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. e al raddoppio del contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
La servitù per destinazione del padre di famiglia può costituirsi quando, prima della divisione, i fondi appartenevano a un unico soggetto o a più comproprietari considerati unitariamente; può operare anche se la divisione è disposta dal giudice dell'esecuzione con decreto di trasferimento, salvo volontà contraria espressa o desumibile dal provvedimento.
La censura di ultrapetizione o violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato è infondata quando il giudice, accertato il corretto confine, disponga il rilascio delle porzioni di terreno illegittimamente occupate sulla base delle domande effettivamente proposte.
La violazione è deducibile solo se il giudice abbia posto a fondamento della decisione prove non introdotte dalle parti o acquisite al di fuori dei poteri officiosi; non quando si contesti il diverso peso attribuito alle prove ritualmente acquisite.
La censura è ammissibile solo se il giudice abbia attribuito a una prova un valore legale diverso da quello previsto o abbia dichiarato di applicare il prudente apprezzamento in presenza di una regola probatoria diversa; non quando si contesti il mero cattivo esercizio del prudente apprezzamento.
art. 111 Cost.
Richiamato come parametro del giusto processo e del dovere di motivazione; le doglianze sono state respinte perché dirette in realtà a una rivalutazione del merito o non idonee a evidenziare una reale nullità.
Richiamato per la "doppia conforme": quando appello e primo grado sono fondati sul medesimo iter logico-argomentativo sui fatti principali, è preclusa la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. per omesso esame di fatti decisivi.
n. 3, n. 4 e n. 5 del primo comma
Le censure formalmente di violazione di legge o omesso esame sono state dichiarate inammissibili o infondate perché volte, nella sostanza, a contestare l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove.
Il ricorso è stato deciso in conformità alla proposta del consigliere delegato, con applicazione delle conseguenze previste dalla norma in tema di condanna aggravata.
Norma procedurale che ha regolato la trattazione in camera di consiglio dopo la richiesta di decisione della parte ricorrente.
Poiché il ricorso è stato rigettato in conformità alla proposta ex art. 380-bis c.p.c., la Corte ha applicato la condanna al pagamento di una somma equitativa in favore della controparte e di un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
comma 1-quater e comma 1-bis
È stato dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso principale, se dovuto.
La servitù per destinazione del padre di famiglia non è esclusa dal fatto che la divisione del fondo sia avvenuta per effetto di vendita forzata e decreto di trasferimento; la regola opera salvo contraria volontà desumibile dal provvedimento giudiziale.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità, le censure formalmente formulate come violazione di legge non possono essere usate per ottenere una nuova valutazione del merito o delle prove: se il motivo mira solo a rimettere in discussione l'accertamento fattuale, esso è inammissibile o comunque infondato.
- La doppia conforme preclude il ricorso per cassazione ex art. 360, n. 5, c.p.c. quando la decisione di appello conferma quella di primo grado sul medesimo nucleo fattuale, anche se aggiunge argomenti ulteriori di rafforzamento.
- La violazione dell'art. 115 c.p.c. è configurabile solo se il giudice utilizza prove non introdotte dalle parti o acquisite fuori dei poteri officiosi; non basta contestare la diversa lettura delle prove ritualmente acquisite.
- La violazione dell'art. 116 c.p.c. è deducibile soltanto quando il giudice attribuisca a una prova un valore legale diverso da quello previsto dall'ordinamento; non è invece censurabile in cassazione il semplice dissenso sulla valutazione del materiale probatorio.
- La servitù per destinazione del padre di famiglia può sorgere anche in presenza di comproprietà dei fondi considerati nel loro complesso, poiché il requisito decisivo è l'unicità del diritto dominicale sui fondi collegati da un rapporto di subordinazione di fatto.
- La servitù per destinazione del padre di famiglia può costituirsi anche quando la separazione dei fondi sia avvenuta per effetto di esecuzione forzata e decreto di trasferimento, salvo che il giudice dell'esecuzione esprima una volontà contraria, ad esempio ordinando la rimozione delle opere apparenti che ne costituiscono il segno.
- Quando, all'esito della regolazione dei confini, il giudice accerta reciproci sconfinamenti, può disporre rilascio delle porzioni di terreno occupate da entrambe le parti senza violare il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, se tale pronuncia resta entro il perimetro delle domande e delle difese svolte.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 4 apr 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 08863/2024 del 04/04/2024
- ordinanza_civile · 4 apr 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 08864/2024 del 04/04/2024
- ordinanza_civile · 4 apr 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 08865/2024 del 04/04/2024
- ordinanza_civile · 4 apr 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 08866/2024 del 04/04/2024
- ordinanza_civile · 4 apr 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 08867/2024 del 04/04/2024
- ordinanza_civile · 4 apr 2024Cassazione Civile, Ordinanza n. 08868/2024 del 04/04/2024
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →