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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40620/2024 del 05/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della confisca di euro 1.970,00 disposta con la sentenza di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p.; il difensore ha contestato l'applicabilità dell'art. 240 c.p. (affermando che il denaro non può essere ritenuto "provento" del reato in quanto la fattispecie è stata qualificata come mera detenzione ai fini di cessione ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990) e ha sostenuto che neppure l'art. 240-bis c.p. è applicabile ratione legis o che, comunque, la confisca è priva di motivazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente alla confisca del denaro: ha annullato la statuizione di confisca e ha disposto il rinvio al Tribunale di Frosinone, ufficio del GIP, perché valuti nuovamente la confiscabilità alla luce dei principi esposti. La Corte ha chiarito che l'art. 240 c.p. non è applicabile alla mera detenzione, ma che l'art. 240-bis c.p. può trovare applicazione alla fattispecie di cui all'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 in virtù della modifica normativa intervenuta con il d.l. 15/9/2023 n. 123 (conv. L. 159/2023), essendo la nuova disciplina applicabile alla sentenza di primo grado resa il 5 maggio 2024. Tuttavia, la confisca per sproporzione può essere disposta solo se ricorrono i requisiti dell'art. 240-bis (condanna per reato presupposto, possesso di denaro/beni sproporzionati rispetto al reddito/attività, mancata giustificazione della provenienza lecita, nonché il requisito non scritto della "ragionevolezza temporale").

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti; qui richiamata in relazione all'applicazione della pena a seguito di patteggiamento o richiesta ex articolo.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    Fattispecie di illecito amministrativo/penale relativa alla detenzione di stupefacenti per la quale il ricorrente era stato condannato; la Corte valuta tale fattispecie alla luce della sua possibile rilevanza quale delitto presupposto per la confisca per sproporzione dopo la modifica normativa del 2023.

  • art. 240 cod. pen.

    Confisca del prezzo o del profitto del reato: la Corte afferma che non è applicabile alla mera detenzione di stupefacenti, poiché manca il nesso necessario tra il denaro e il reato di detenzione.

  • art. 240-bis cod. pen.

    Confisca per sproporzione: la Corte ricorda i requisiti (condanna per reato presupposto, possesso di beni/denaro sproporzionati, mancata giustificazione della provenienza) e ne ammette l'applicabilità anche alla fattispecie di cui all'art. 73, comma 5, DPR 309/1990 in seguito alla modifica normativa del 2023, purché i requisiti siano accertati.

  • art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990 (modificato)

    Richiamato per spiegare che la fattispecie di cui all'art. 73, comma 5, è stata inclusa tra i delitti presupposto per la confisca per sproporzione tramite la modifica legislativa citata.

  • d.l. 15/9/2023 n. 123, convertito L. 13/11/2023 n. 159

    Intervento normativo che ha esteso l'ambito applicativo dell'art. 240-bis includendovi la violazione dell'art. 73, comma 5, DPR 309/1990; la Corte ne dichiara l'applicabilità alla sentenza di primo grado resa il 5 maggio 2024.

  • art. 200, comma 1, cod. pen.

    «Le misure di sicurezza sono regolate dalla legge in vigore al tempo della loro applicazione»

    Principio di retroattività della norma più favorevole alle misure patrimoniali applicate in sede decisionale: la Corte utilizza tale principio per ritenere applicabile la modifica del 2023 alla decisione di primo grado del 5 maggio 2024.

  • art. 236 cod. pen.

    Disciplina le misure di sicurezza patrimoniali e richiama il principio di cui all'art. 200, comma 1; la Corte lo richiama per stabilire quale legge regola la confisca.

  • art. 12-sexies dl. n. 306/1992 conv. I. 356/1992 (richiamato storicamente)

    Norma storica che precedeva l'attuale disciplina dell'art. 240-bis; citata per spiegare l'evoluzione della confisca per sproporzione.

Massime di principio

  • La confisca ex art. 240 c.p. (prezzo o profitto del reato) non è applicabile alla mera detenzione di stupefacenti in assenza di nesso tra il denaro e l'attività di cessione.
  • Dopo la modifica normativa del 2023, l'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 può costituire reato presupposto per la confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p., se la decisione di primo grado è resa dopo l'entrata in vigore della modifica e nei limiti di applicazione retroattiva previsti dall'art. 200, comma 1, c.p.
  • Per disporre la confisca per sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis sono necessari: condanna per un reato presupposto, possesso di denaro/beni sproporzionati rispetto a reddito/attività, mancata giustificazione della provenienza lecita e la verifica della "ragionevolezza temporale" dell'acquisizione del bene.
  • La motivazione sulla confisca deve essere specifica e comprovare il collegamento o la sproporzione; in assenza di adeguata motivazione la misura viene annullata e la causa rinviata per nuovo esame.
  • In sede di rinvio il giudice dovrà valutare puntualmente la documentazione e gli elementi probatori circa l'origine del denaro e la sua sproporzione rispetto al reddito/attività del condannato, applicando i criteri giurisprudenziali indicati.

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