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Cassazione Civile, Ordinanza n. 28138/2021 del 14/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pensionata)

La controversia

La controversia nasce dal riconoscimento, in appello, del diritto di una pensionata alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto ex art. 13 L. n. 257/1992 in due periodi lavorativi indicati in sentenza, con conseguente ricalcolo della posizione assicurativa e pagamento delle differenze pensionistiche maturate, oltre interessi. L'INPS ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando la violazione dell'art. 112 c.p.c. perché la Corte d'appello non avrebbe esaminato né deciso l'eccezione di prescrizione quinquennale delle differenze pensionistiche, eccezione che l'Istituto assumeva di aver già sollevato in primo grado e riproposto in appello. La ricorrente ha richiamato la prescrizione di cui all'art. 47-bis d.P.R. n. 639/1970, come modificato dall'art. 38 d.l. n. 98/2011, sostenendo che l'eccezione fosse stata ritualmente dedotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha rilevato che, sebbene la sentenza impugnata non avesse esaminato l'eccezione di prescrizione, dagli atti risultava che l'INPS l'aveva riproposta in appello soltanto con memoria di costituzione depositata il 19 dicembre 2018, quindi tardivamente rispetto all'udienza fissata per il 20 dicembre 2018 ai sensi dell'art. 436 c.p.c. Ne consegue che, trattandosi di eccezione in senso stretto rilevabile solo su istanza di parte, essa non poteva considerarsi validamente riproposta in appello. L'argomento dell'INPS fondato sulla giurisprudenza sulla necessità di impugnazione o mera riproposizione non è stato ritenuto pertinente. L'Istituto è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112 c.p.c.

    La doglianza di omessa pronuncia è infondata quando l'eccezione non sia stata ritualmente e tempestivamente riproposta nel grado di appello.

  • art. 436 c.p.c.

    Nel rito del lavoro, l'eccezione in senso stretto non si considera riproposta in appello se non è dedotta formalmente e tempestivamente nella memoria di costituzione prima dell'udienza di discussione.

  • art. 47-bis d.P.R. n. 639 del 1970

    È richiamato come base normativa dell'eccezione di prescrizione quinquennale delle differenze pensionistiche.

  • art. 38 d.l. n. 98 del 2011

    È richiamato come norma modificativa del regime della prescrizione delle prestazioni pensionistiche.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È applicato per dare atto dei presupposti processuali dell'ulteriore contributo unificato a carico del ricorrente soccombente.

Massime di principio

  • Nel rito del lavoro, l'eccezione di prescrizione è eccezione in senso stretto e, se non viene ritualmente riproposta con la memoria di costituzione in appello nei termini dell'art. 436 c.p.c., resta preclusa.
  • L'omessa pronuncia del giudice d'appello su un'eccezione non integra vizio decisivo se l'eccezione stessa era ormai tardiva o non validamente devoluta al giudice di secondo grado.
  • La disciplina sulla riproposizione delle eccezioni in appello attiene agli oneri delle parti e alla delimitazione del thema decidendum del grado di gravame, non al diverso tema dell'obbligo di impugnazione o di mera riproposizione delle questioni da parte del litigante vittorioso nel primo grado.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPensioni
RamiProcesso civilePrevidenza
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaPrescrizione

Testo integrale

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