Cassazione Civile, Ordinanza n. 25499/2022 del 30/08/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
L'associazione ricorrente aveva ottenuto, all'esito di una procedura selettiva, la concessione per la gestione di una certosa. Successivamente l'amministrazione aveva annullato d'ufficio il provvedimento di approvazione della graduatoria e la conseguente concessione, ordinando il rilascio dell'immobile, sul presupposto che alla scadenza del termine per la domanda la concorrente non fosse in possesso dei requisiti richiesti dall'avviso di gara e che alcune dichiarazioni rese fossero non veritiere. In appello il Consiglio di Stato aveva ritenuto legittimo l'annullamento, escludendo anche l'affidamento tutelabile della concessionaria. In cassazione la ricorrente ha dedotto un unico motivo, formulato come eccesso di potere giurisdizionale: ha sostenuto che il Consiglio di Stato avrebbe illegittimamente accertato la falsità delle dichiarazioni, materia riservata al giudice penale; avrebbe invaso il merito dell'azione amministrativa nella verifica dei requisiti; e avrebbe inciso su un eventuale profilo di dolo civile riservato al giudice ordinario, con violazione del doppio grado e del giusto processo. Ha inoltre contestato l'applicazione degli artt. 21-nonies l. 241/1990 e 75 d.P.R. 445/2000.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure, pur formalmente prospettate come eccesso di potere giurisdizionale, mirassero in realtà a contestare l'interpretazione e l'applicazione delle norme sulla legittimità dell'annullamento d'ufficio e sulla verifica dei requisiti di partecipazione, quindi profili interni alla giurisdizione amministrativa e non sindacabili ex art. 111 Cost. Le Sezioni Unite hanno inoltre chiarito che l'art. 21-nonies, comma 2-bis, non disciplina il riparto di giurisdizione; che l'accertamento amministrativo della non veridicità delle dichiarazioni è compatibile con la giurisdizione del giudice amministrativo sull'impugnazione dell'annullamento; e che la convenzione di concessione di un bene culturale demaniale è parte di una fattispecie complessa, strettamente collegata al provvedimento autoritativo presupposto, sicché la sua sorte segue l'illegittimità dell'atto concessorio. La ricorrente è stata condannata alle spese.
Norme richiamate
art. 21-nonies l. 7 agosto 1990, n. 241
Il termine di diciotto mesi tutela il legittimo affidamento, ma le censure sull'applicazione della norma attengono alla legittimità del provvedimento e non al riparto di giurisdizione. Il comma 2-bis introduce una deroga per i provvedimenti conseguiti mediante false rappresentazioni o dichiarazioni mendaci costituenti reato accertate con sentenza penale passata in giudicato.
art. 21-octies l. 7 agosto 1990, n. 241
Richiamato come parametro dell'illegittimità del provvedimento annullabile d'ufficio.
art. 75 d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445
Le dichiarazioni non veritiere comportano la decadenza dai benefici ottenuti, indipendentemente dalla condizione soggettiva del dichiarante.
art. 97 Cost.
L'esercizio dell'autotutela, come ogni potere amministrativo, è soggetto al principio di legalità.
art. 111, ottavo comma, Cost.
Il sindacato delle Sezioni Unite sulle sentenze del Consiglio di Stato è limitato ai soli limiti esterni della giurisdizione e non include gli errores in iudicando o in procedendo.
art. 133, comma primo, lett. a), n. 2, cod. proc. amm.
Le controversie sugli accordi/convenzioni connessi all'esercizio del potere concessorio rientrano nella giurisdizione amministrativa esclusiva.
art. 133, comma primo, lett. b), cod. proc. amm.
Richiamato quale ulteriore base della cognizione del giudice amministrativo sull'esercizio del potere pubblico.
art. 11 l. 7 agosto 1990, n. 241
Gli accordi integrativi del contenuto del provvedimento amministrativo restano espressione di potere discrezionale della pubblica amministrazione.
Massime di principio
- Nel giudizio ex art. 111, ottavo comma, Cost., l'eccesso di potere giurisdizionale è configurabile solo quando il giudice speciale invada la giurisdizione altrui o si spogli della propria; non è invece deducibile per contestare la mera interpretazione delle norme o la valutazione della legittimità dell'atto.
- La verifica del possesso di requisiti di partecipazione a una procedura selettiva o per l'accesso a benefici, quando si risolva in un accertamento di fatti oggettivi e non discrezionali, resta nel sindacato di legittimità del giudice amministrativo e non integra sconfinamento nel merito.
- L'art. 21-nonies l. 241/1990 disciplina i presupposti e i termini dell'autotutela amministrativa, ma non regola il riparto di giurisdizione sull'accertamento dei fatti posti a base dell'annullamento d'ufficio.
- L'annullamento d'ufficio di un provvedimento attributivo di un vantaggio economico può fondarsi anche sull'accertamento amministrativo di dichiarazioni non veritiere, ferma la possibilità di eventuali profili penali; la pendenza o meno del procedimento penale incide sulla legittimità dell'atto, non sulla giurisdizione sull'impugnazione.
- La concessione di gestione di un bene culturale demaniale integra una fattispecie complessa, composta da una fase pubblicistica di scelta del concessionario e da una fase negoziale/convenzionale; l'illegittimità del provvedimento presupposto si riflette sulla convenzione e sulle sorti del rapporto, con giurisdizione del giudice amministrativo sulle relative controversie.
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