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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33085/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

L'oggetto della lite era il recupero di IVA e accise su carburante acquistato nel territorio extradoganale di Livigno e trasportato oltre il valico di Passo Foscagno da un automezzo dell'impresa, in quantità ritenuta eccedente la franchigia prevista per i carburanti contenuti nei "serbatoi normali". L'Amministrazione aveva emesso due avvisi di accertamento, poi annullati in primo grado e successivamente ripristinati in appello. La società ricorrente ha impugnato la sentenza d'appello con cinque motivi: 1) violazione dell'art. 107 del Regolamento (CE) n. 1186/2009, sostenendo che la nozione di serbatoio normale dovesse ricomprendere anche i serbatoi installati e omologati sul veicolo, purché funzionali all'uso diretto del carburante; 2) omesso esame di un fatto decisivo, per non avere la CTR effettuato la comparazione tecnica tra i serbatoi del mezzo e quelli fissati dal costruttore su tutti i veicoli dello stesso tipo; 3) violazione dell'art. 10 della L. n. 212/2000 sul legittimo affidamento, con riferimento soprattutto a interessi e conseguenze accessorie, deducendo che la mancanza di precedenti controlli avesse indotto a ritenere lecito il comportamento; 4) violazione dell'art. 5 del D.Lgs. n. 472/1997, assumendo la mancanza di colpa in ragione dell'omologazione e immatricolazione del veicolo; 5) violazione dell'art. 6 del D.Lgs. n. 472/1997, per l'asserita incertezza normativa oggettiva sulla disciplina applicabile.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo perché, in materia di dazi doganali sul carburante, il "serbatoio normale" va interpretato in senso restrittivo come quello installato dal costruttore su tutti i veicoli dello stesso tipo; ha escluso che la giurisprudenza unionale richiamata potesse applicarsi alla diversa materia dei dazi doganali. Ha dichiarato inammissibile il secondo motivo, perché la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. non può riguardare questioni o argomentazioni, ma solo un fatto storico decisivo, e comunque non consente alla Cassazione una nuova valutazione delle prove. Ha respinto il terzo motivo, chiarendo che il legittimo affidamento può incidere su sanzioni e accessori, ma non sulla debenza del tributo; ha aggiunto che la mera mancata contestazione per un certo periodo non genera affidamento tutelabile. Ha respinto il quarto motivo, precisando che ai fini della responsabilità tributaria ex art. 5 D.Lgs. n. 472/1997 basta la condotta cosciente e volontaria, gravando sul contribuente la prova dell'assenza di colpa; l'omologazione del mezzo non vale a superare la nozione restrittiva di serbatoio normale. Ha respinto il quinto motivo, ribadendo che l'incertezza normativa oggettiva richiede una condizione di inevitabile incertezza oggettiva, da valutarsi con criteri rigorosi e non sulla base di un apprezzamento soggettivo del contribuente. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, poiché l'Agenzia intimata non ha svolto difese.

Norme richiamate

  • art. 107 Regolamento (CE) n. 1186/2009

    "serbatoi che sono fissati in modo stabile dal costruttore su tutti gli autoveicoli dello stesso tipo del veicolo considerato"

    La nozione di serbatoio normale va intesa restrittivamente e coincide con il serbatoio installato originariamente dal costruttore su tutti i veicoli dello stesso tipo, escludendo serbatoi aggiuntivi o maggiorati anche se compatibili e omologati.

  • Direttiva 1992/81/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992

    Richiamata dalla parte ricorrente a sostegno di una nozione più ampia di serbatoio normale, ma ritenuta non decisiva nel caso concreto.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio è configurabile solo per l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non per questioni o argomentazioni; non consente una rivalutazione del materiale probatorio.

  • art. 10 L. n. 212/2000

    Il legittimo affidamento può escludere sanzioni e conseguenze accessorie in presenza di comportamento incolpevole indotto dall'Amministrazione, ma non incide sulla debenza del tributo, che dipende dai presupposti oggettivi dell'imposizione.

  • art. 5 D.Lgs. n. 472/1997

    Per la responsabilità amministrativa tributaria è sufficiente una condotta cosciente e volontaria; la colpa si presume e il contribuente deve provare l'assenza assoluta di colpa.

  • art. 6 D.Lgs. n. 472/1997

    L'esimente dell'incertezza normativa oggettiva richiede un'incertezza inevitabile, oggettiva e rigorosamente verificabile, non un mero dubbio soggettivo del contribuente.

  • art. 3 Cost.

    Invocato unitamente agli artt. 53 e 97 Cost. a sostegno della tesi dell'affidamento, ma non accolto.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente, senza che la Corte ne ricavasse un diverso esito.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dalla ricorrente, senza che la Corte ne ricavasse un diverso esito.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato nel dispositivo per le conseguenze sul contributo unificato in caso di rigetto, nei limiti previsti dalla norma.

Massime di principio

  • In materia doganale, la franchigia sul carburante contenuto nei serbatoi degli autoveicoli va riferita ai soli serbatoi installati in origine dal costruttore sui veicoli dello stesso tipo; non rilevano serbatoi supplementari o comunque diversi, anche se tecnicamente compatibili e omologati.
  • La giurisprudenza unionale favorevole a una nozione più ampia di serbatoio normale in tema di tassazione dei prodotti energetici nel mercato interno non è automaticamente estensibile ai dazi doganali, in presenza di una disciplina e di una finalità differenti.
  • Il vizio di omesso esame ex art. 360, n. 5, c.p.c. riguarda un fatto storico decisivo e non può essere utilizzato per sollecitare una nuova valutazione delle prove o per censurare la mancata condivisione di una determinata lettura istruttoria.
  • Il legittimo affidamento del contribuente può incidere sulle sanzioni e sugli accessori, ma non elimina il tributo dovuto quando il presupposto impositivo risulti oggettivamente integrato.
  • In tema di sanzioni tributarie, la responsabilità del contribuente può fondarsi su una condotta cosciente e volontaria, operando una presunzione di colpa superabile solo con la prova dell'assoluta assenza di colpevolezza.
  • L'esimente dell'incertezza normativa oggettiva richiede una reale e inevitabile equivocità della disciplina, accertabile in modo oggettivo e rigoroso, non la mera soggettiva incertezza del contribuente o dell'operatore professionale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaTutela del legittimo affidamentoNullità

Testo integrale

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