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Cassazione Penale, Ordinanza n. 20735/2025 del 04/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto avverso la sentenza della Corte di appello di Catania che aveva confermato la condanna dell'imputato per violazione della misura di prevenzione personale. La Corte di merito aveva ritenuto responsabile il soggetto per essersi allontanato dall'abitazione nonostante il divieto di uscire, in violazione delle prescrizioni impostegli. Nel ricorso non emergono motivi autonomamente articolati nel testo trascritto; la decisione di legittimità dà conto che l'impugnazione si fondava sulla giustificazione addotta dall'imputato circa le ragioni dell'allontanamento, ritenuta non convincente dai giudici di merito, e conteneva anche contestazioni implicite sulla mancata concessione delle attenuanti generiche e sull'applicazione della recidiva.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto congrua e immune da vizi la motivazione della Corte di appello, che aveva spiegato perché la giustificazione dell'allontanamento non fosse credibile, perché le esigenze addotte avrebbero potuto essere soddisfatte prima dell'orario in cui vigeva il divieto di uscire, e perché fossero legittimamente negate le circostanze attenuanti generiche. Ha inoltre ritenuto corretta l'applicazione della recidiva, valorizzando i precedenti come indice di omogenea e spiccata insofferenza verso le prescrizioni dell'autorità. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 75, comma 2, d.lgs. n. 159/2011

    La violazione delle prescrizioni imposte dalla misura di prevenzione è stata ritenuta integrativa del reato contestato; la decisione di legittimità non entra nel merito della norma, ma ne conferma l'applicazione alla condotta di allontanamento dall'abitazione in violazione del divieto.

  • art. 62-bis c.p.

    Le circostanze attenuanti generiche possono essere negate con motivazione congrua quando il giudice di merito escluda elementi positivi tali da giustificarne il riconoscimento.

  • art. 99 c.p.

    La recidiva può essere applicata valorizzando i precedenti penali come indice di persistente insofferenza alle prescrizioni dell'autorità, se la motivazione del giudice di merito è coerente e non manifesta illogicità.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità è inammissibile il ricorso manifestamente infondato quando la sentenza impugnata abbia fornito una motivazione compiuta e non illogica sui punti decisivi della decisione.
  • La giustificazione dell'allontanamento in violazione di prescrizioni restrittive va valutata in concreto: è non credibile se le esigenze addotte potevano essere soddisfatte in un momento compatibile con il divieto.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimo se il giudice di merito espone ragioni specifiche e coerenti che escludono elementi di meritevolezza.
  • La recidiva può essere correttamente applicata quando i precedenti rivelino una stabile e omogenea inclinazione a disattendere le prescrizioni dell'autorità.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento alla Cassa delle ammende, salvo ipotesi eccezionali non emerse nel caso.

Come è indicizzato

MaterieResistenza e oltraggio a pubblico ufficiale
RamiReati contro la PA
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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