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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41630/2025 del 29/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale impugna l'assoluzione pronunciata in grado d'appello nei confronti di Binetti, Ester e Gioacchino Spezzacatena rispetto ai capi A), C) e D) (delitti di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale). Denuncia violazione di legge e vizi di motivazione per avere la Corte d'appello: 1) travisato la natura della bancarotta documentale (confondendo la fattispecie specifica con una generica) e non valutato correttamente l'elemento soggettivo (dolo) degli amministratori formali; 2) offerto motivazioni stringate e incongrue sulla mancanza di consapevolezza degli amministratori rispetto alle distrazioni patrimoniali e alla sottrazione della contabilità; 3) adottato statuizioni contraddittorie (es. assoluzione di Binetti "per non aver commesso il fatto" vs. assoluzione di Gioacchino "per non sussistenza del fatto") e omesso di valutare elementi probatori quali rapporti di parentela, ruoli di amministrazione prolungati, partecipazione alle operazioni distrattive e legami tra gli imputati.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto fondato. La Corte ha annullato la sentenza impugnata nei confronti di Pierluigi Binetti, Ester Spezzacatena e Gioacchino Spezzacatena limitatamente ai capi A), C) e D) e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Bari. Sono rimaste ferme le statuizioni definitive non impugnate (in particolare le condanne e le assoluzioni divenute definitive per altri capi e per altri imputati, e l'esclusione della circostanza aggravante del danno di rilevante gravità, che incide anche sul calcolo della prescrizione). La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello presentava lacune, contraddizioni logiche e omissioni di valutazione di elementi probatori rilevanti, sicché era necessario un nuovo esame di merito.

Norme richiamate

  • art. 219, primo comma, legge fallimentare

    art. 219, primo comma, legge fall.

    La circostanza aggravante del "danno patrimoniale di rilevante gravità" è stata esclusa nella fase di merito; tale esclusione influisce sulla determinazione della pena e sul termine massimo di prescrizione.

  • art. 223, primo comma, legge fallimentare

    La fattispecie di bancarotta fraudolenta "specifica" richiede dolo specifico (scopo di procurare ingiusto profitto o recare pregiudizio ai creditori). La Corte ha chiarito che non è richiesto un orientamento esplicito della condotta alla procedura concorsuale: non è elemento costitutivo interno il prevedere il fallimento.

  • art. 2392 cod. civ.

    Richiamato per affermare che l'organo amministrativo è destinatario degli obblighi relativi alla regolare tenuta e conservazione dei libri contabili; ciò fonda, in capo all'amministratore formale, un dovere di vigilanza che può tradursi in responsabilità penale se omesso.

  • artt. 216 comma 1 n. 2), 217 comma 2 e 220 legge fallimentare

    Norme citate per delineare i destinatari delle fattispecie di bancarotta documentale e patrimoniale e per stabilire che l'assunzione formale della carica non esclude automaticamente responsabilità penale: chi delega la gestione deve comunque vigilare.

  • art. 40, comma 2, cod. pen.

    Ricordata la responsabilità omissiva: l'amministratore che, pur avendo poteri-doveri di controllo e vigilanza, omette di esercitarli, può rispondere penalmente per il contributo omissivo al reato.

  • art. 611 cod. proc. pen.

    Il ricorso, proposto dopo il 30 giugno 2024, è stato trattato in camera di consiglio secondo la nuova formulazione dell'art. 611 c.p.p. (d.lgs. n. 150/2022 e succ. mod.).

Massime di principio

  • La presenza di un "amministratore di fatto" non determina automaticamente l'innocenza dell'amministratore formale: quest'ultimo può essere ritenuto responsabile se emerge che era consapevole dello scopo fraudolento o omise il dovere di vigilanza, con conseguente responsabilità anche in forma omissiva.
  • Per la bancarotta fraudolenta documentale "specifica" è necessario il dolo specifico (scopo di ingiusto profitto o di pregiudizio ai creditori); non è richiesto che l'agire sia orientato alla procedura concorsuale in senso formale.
  • La prova del dolo per l'amministratore formale richiede un'analisi concreta e motivata delle circostanze (ruolo effettivo, durata della carica, partecipazione ad operazioni distrattive, rapporti personali e operativi): mere deduzioni astratte o la sola carica formale non sono sufficienti.
  • Il giudice d'appello deve fornire motivazioni puntuali e coerenti: omissioni, contraddizioni logiche o valutazioni generiche circa il coinvolgimento dell'amministratore di fatto/di diritto possono determinare l'annullamento con rinvio da parte della Corte di legittimità.
  • In contestazioni riguardanti distrazioni patrimoniali e sparizione di documentazione contabile è essenziale stabilire la temporalità degli eventi (quando sono avvenute le distrazioni e la sottrazione della contabilità) per collegare le condotte alle rispettive gestioni e responsabilità.
  • La pianificazione della difesa dovrebbe puntare a dimostrare o smentire consapevolezza e vigilanza: documentazione contabile, evidenze di delega delle funzioni, comunicazioni interne e movimenti finanziari sono elementi decisivi.
  • Quando vi sono statuizioni contraddittorie nell'impugnata sentenza (es. diverso tenore delle formule assolutorie tra coimputati) il rimedio è l'annullamento e il rinvio per nuovo esame del merito.

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