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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48548/2022 del 21/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente chiedeva la revoca del sequestro disposto il 26.02.2020 su somme ritenute riferibili al marito Ciro Maurizio Di Liberto, sostenendo di essere cointestataria dei conti interessati e di vantare una quota pari al 53,91% (Euro 40.024,57) dei saldi. La richiesta di restituzione era fondata su una ricostruzione contabile di parte che avrebbe individuato flussi tracciabili riconducibili esclusivamente alla Benigno.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato l'ordinanza del Tribunale di Palermo che aveva respinto la revoca del sequestro. Il Collegio ha ritenuto congrua la motivazione del Tribunale: i conti erano risultati confluiti e disponibili in via piena al Di Liberto, il quale ne aveva sempre disposto liberamente; la prova offerta dalla difesa della ricorrente non ha dimostrato la esclusiva disponibilità delle somme contestate. È richiamata la consolidata giurisprudenza secondo cui, ai fini del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente (art. 322-ter c.p.), rileva la reale disponibilità delle somme da parte dell'indagato anche se depositate su conti cointestati. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata in relazione ai rimedi contro i provvedimenti cautelari; nel testo è stata utilizzata per inquadrare il procedimento di impugnazione della misura di sequestro.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Norma sulla confisca per equivalente: la Corte la interpreta nel senso che il sequestro preventivo può estendersi ai beni comunque nella disponibilità dell'indagato (anche somme su conti cointestati) quando la misura è funzionale alla confisca del profitto o del prezzo del reato.

  • art. 240 cod. pen.

    Norma penale richiamata nell'originaria imputazione/procedura; nel contesto la sua citazione riguarda il quadro normativo dei reati da cui può derivare profitto da confiscare.

  • art. 640-quater cod. pen.

    Norma penale specifica richiamata con riferimento al procedimento originario; la sentenza menziona l'articolo nell'elencazione delle norme pertinenti al caso.

  • art. 23, comma 8, D.L. 137/2020

    Norma procedurale richiamata per giustificare la trasmissione della requisitoria scritta della Procura Generale come memoria ai fini della trattazione; ha valore procedurale/organizzativo nel processo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'obbligo di versamento alla Cassa delle Ammende a carico del soccombente; la Corte ha applicato tale sanzione alla ricorrente.

  • artt. 1289 e 1834 cod. civ.

    Norme del codice civile relative alla contitolarità e al contratto di deposito; la Corte osserva che eventuali presunzioni o vincoli civilistici tra cointestatari non ostano al sequestro preventivo quando il bene è nella disponibilità dell'indagato.

Massime di principio

  • La mera cointestazione di un conto non impedisce, in sede cautelare, il sequestro dell'intero importo se l'indagato ha concreta e piena disponibilità delle somme.
  • Il terzo cointestatario che chiede la restituzione ha l'onere di provare in modo concreto e non ipotetico l'esclusiva pertinenza delle somme (tracciabilità e impossibilità di disposizione da parte dell'indagato).
  • I profili civilistici (regole su conti cointestati o depositi) non costituiscono in generale un ostacolo al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente; valgono come elementi difensivi che possono essere fatti valere in sede di accertamento successivo per ottenere la restituzione.
  • La proporzionalità tra valore dei beni sequestrati e profitto del reato è un profilo valutabile, ma non è di per sé sufficiente ad ottenere la revoca se è dimostrata la piena disponibilità dell'indagato sui beni sequestrati.
  • In situazioni simili, è preferibile raccogliere e produrre prove documentali solide e non speculative (movimenti periodici, documentazione di entrate lecite direttamente imputabili al terzo) per sottrarre somme al sequestro o ottenere la restituzione in fase successiva.

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