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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23265/2024 del 10/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma di condanna per il reato previsto dall'art. 7, comma 1, D.L. n. 4/2019. I motivi di ricorso sono: 1) nullità per omessa traduzione in lingua conosciuta dall'imputato di tutti gli atti delle indagini preliminari, del decreto di giudizio immediato e dell'avviso di fissazione dell'udienza camerale, censurando che la scelta del rito abbreviato non abbia potuto sanare tale nullità; 2) mancata sospensione del processo in attesa di pronunce costituzionali/UE rilevanti rispetto ai requisiti per la fruizione del beneficio (reddito di cittadinanza); 3) applicazione della lex mitior per l'abrogazione dell'art. 7 (assenza del reato) e mancanza del dolo per incomprensione del modello compilato dal CAF; 4) omessa pronuncia sulla richiesta di messa alla prova e omissione di restituzione degli atti al P.M. dopo presunta contrarietà sul capo di imputazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati tutti i motivi: il rito abbreviato, richiesto prima di eccepire la nullità, ha effetti sananti e preclude questioni sulle nullità processuali non assolute (salvo l'incompetenza per territorio); la questione costituzionale/UE non era rilevante per il ricorrente (cittadino marocchino) o non è stata dimostrata la sua rilevanza; l'abrogazione dell'art. 7 D.L. 4/2019 è efficiente dal 1/1/2024 e la disciplina penale era applicabile per i fatti commessi fino al 31/12/2023 (legislatore ha disposto la salvaguardia), perciò non opera la lex mitior nel senso invocato; non è stata dimostrata la mancanza di dolo; non risultano in atti richieste di messa alla prova né modifica dell'imputazione che obbligassero alla restituzione degli atti al P.M. Conseguentemente il ricorrente è condannato alle spese e, per colpa nella determinazione dell'inammissibilità, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 1, D.L. n. 4/2019

    Norma incriminatrice che punisce le false indicazioni nell'autodichiarazione per il Reddito di Cittadinanza; la Corte ha ritenuto applicabile la norma per i fatti commessi fino al 31/12/2023.

  • art. 458 cod. proc. pen.

    si "applicano le disposizioni di cui all'art. 438, comma 6 bis. Con la richiesta l'imputato può eccepire l'incompetenza per territorio del giudice"

    La richiesta del giudizio abbreviato richiama disposizioni che hanno effetto sanante: dopo la richiesta sono precluse le eccezioni sulle nullità (salvo quelle assolute e l'incompetenza per territorio espressamente tutelata).

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    Richiamato per spiegare l'effetto sanante del giudizio abbreviato: questioni relative a nullità e inutilizzabilità non possono essere più dedotte dopo la richiesta di rito abbreviato, salvo eccezioni previste.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c) e lett. c), cod. proc. pen.

    Norme di deduzioni di gravame in Cassazione: la Corte ha ritenuto i motivi dedotti manifestamente infondati ai sensi di tali disposizioni.

  • art. 421 cod. proc. pen.

    Norma sulla restituzione degli atti al P.M. per riformulazione dell'imputazione; la Corte ha rilevato che non è intervenuta modifica dell'imputazione che obbligasse alla restituzione.

  • art. 1, comma 318, L. n. 197/2022

    Disposizione che abroga l'art. 7 D.L. n.4/2019 con efficacia differita al 1/1/2024; interpretata come misura che conserva l'efficacia penale per fatti fino al 31/12/2023.

  • art. 8, D.L. 48/2023

    Nuova incriminazione, strutturata in termini sostanzialmente identici per i benefici futuri, che dimostra la volontà legislativa di mantenere tutela penale su analoghe condotte.

  • art. 13, comma 3, D.L. 48/2023

    "al beneficio di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4... continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 7 del medesimo decreto-legge, vigenti alla data in cui il beneficio è stato concesso, per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023"

    Norma di salvaguardia che rende esplicita la continuità applicativa delle sanzioni dell'art. 7 per i fatti sino al 31/12/2023.

  • art. 47, comma 3, cod. pen.

    Richiamato in motivazione per escludere che l'errore o l'ignoranza circa i requisiti per il beneficio possa costituire inevitabilità dell'ignoranza della legge penale: l'errore riguarda la legge penale e non è invocabile come scriminante.

Massime di principio

  • La richiesta del giudizio abbreviato, se proposta senza avere previamente eccepito nullità processuali non assolute (es. omessa traduzione), comporta di norma la rinuncia a far valere tali nullità: chi intende sollevarle deve farlo nelle sedi e nei tempi previsti (p.es. nel giudizio immediato).
  • La contestazione dell'assenza o insufficienza dell'assistenza di interprete richiede l'indicazione del pregiudizio concreto e specifico subito nella difesa; mere affermazioni di principio sono insufficienti.
  • L'abrogazione di una norma penale può essere disposta con efficacia differita: se il legislatore ha espressamente previsto la salvaguardia per fatti commessi fino a una certa data, non opera la lex mitior prima di tale data.
  • Le questioni di legittimità costituzionale o questioni preordinate alla Corte di Giustizia UE sono rilevanti in cassazione solo se il ricorrente dimostra la loro diretta incidenza sul proprio caso personale (es. appartenenza alla categoria di soggetti cui la questione si riferisce).
  • Per ottenere la restituzione degli atti al P.M. ai sensi dell'art. 421 c.p.p. è necessaria una effettiva modifica dell'imputazione o altra causa prevista dalla norma; la mera contestazione del capo non basta se non segue modifica.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e, se sussiste colpa nella presentazione, ammenda equitativamente determinata.

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