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Cassazione Civile, Ordinanza n. 11232/2025 del 29/04/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (cessionaria credito)

La controversia

Un soggetto che aveva prestato fideiussione in favore di una società debitrice ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza d'appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva ridotto il credito bancario solo limitatamente agli interessi anatocistici anteriori al terzo trimestre 2000, confermando per il resto l'ingiunzione di pagamento. La lite nasceva da un'opposizione a decreto ingiuntivo emesso per lo scoperto di conto corrente imputato alla società debitrice e azionato anche nei confronti del fideiussore. Il ricorrente ha dedotto cinque motivi: (1) violazione dell'art. 2697 c.c., sostenendo che la banca non avesse prodotto tutti gli estratti conto e che, in mancanza, dovesse applicarsi il criterio del saldo zero; (2) violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c., contestando la qualificazione di una dichiarazione ricognitiva come riconoscimento del debito; (3) violazione dell'art. 117 TUB, lamentando il riconoscimento di interessi ultralegali relativi a un precedente rapporto senza adeguata documentazione; (4) violazione dell'art. 1815 c.c., contestando il superamento della disciplina antiusura e deducendo l'esistenza di un secondo rapporto sorto dopo la legge n. 108/1996; (5) violazione degli artt. 1283 c.c. e 117 e 120 TUB, contestando la legittimità dell'anatocismo successivo al terzo trimestre 2000 e la mancanza di specifica approvazione del regime peggiorativo. La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo, ha dichiarato inammissibile il secondo per difetto di interesse, il terzo e il quarto per novità/estraneità al vizio dedotto, e il quinto per difetto di specificità e novità della questione. Ha quindi respinto integralmente il ricorso, condannando il ricorrente alle spese e dando atto dei presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

La decisione

La Corte ha respinto integralmente il ricorso per cassazione. Ha ritenuto corretta la decisione d'appello nella parte in cui aveva valorizzato, ai fini della ricostruzione del saldo di conto corrente, non solo gli estratti conto ma anche una perizia di parte e una dichiarazione ricognitiva del debito, escludendo la necessità di applicare in via residuale il criterio del saldo zero. Ha inoltre affermato che alcune censure erano inammissibili perché dirette a questioni non trattate nei gradi di merito o formulate in modo generico, e ha confermato la regolazione delle spese in favore della resistente, con ulteriore statuizione sul contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2697 c.c.

    L'onere probatorio non impone necessariamente la produzione integrale di tutti gli estratti conto, potendo il saldo essere ricostruito anche con altri mezzi di prova certi e completi; il criterio del saldo zero è rimedio residuale.

  • artt. 2727 e 2729 c.c.

    La censura sul riconoscimento del debito è stata ritenuta inammissibile perché la decisione si fondava anche su autonoma ratio non specificamente impugnata.

  • art. 117 TUB

    La questione sugli interessi ultralegali è stata dichiarata inammissibile per novità, quindi non è stata esaminata nel merito.

  • art. 1815, secondo comma, c.c.

    La Corte d'appello aveva ritenuto inapplicabile la disciplina antiusura alle pattuizioni originarie di un rapporto sorto prima della legge n. 108/1996; la Cassazione non ha esaminato nel merito la censura perché attinente al fatto e/o nuova.

  • l. 108/1996

    La disciplina antiusura introdotta dalla legge non è stata ritenuta applicabile dalla Corte territoriale alle pattuizioni originarie di un rapporto sorto nel 1994.

  • art. 1283 c.c.

    La censura sull'anatocismo successivo al terzo trimestre 2000 è stata dichiarata inammissibile per difetto di specificità e novità della questione.

  • artt. 117 e 120 TUB

    Richiamati dal ricorrente per contestare il regime di capitalizzazione degli interessi, ma la doglianza è stata ritenuta generica e nuova.

  • delibera CICR 9 febbraio 2000

    La Corte territoriale aveva ritenuto legittima la capitalizzazione successiva in quanto il rapporto risultava adeguato alle indicazioni della delibera.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    Accertata la soccombenza del ricorrente, la Corte ha dichiarato i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.

Massime di principio

  • Nei rapporti bancari, la produzione integrale degli estratti conto costituisce prova privilegiata ma non prova legale esclusiva: il saldo può essere ricostruito anche mediante ulteriori elementi documentali e argomenti di prova, purché certi e completi.
  • Il criterio del saldo zero è uno strumento residuale, utilizzabile solo quando il saldo non sia altrimenti documentabile; non opera automaticamente in presenza di lacune documentali se il rapporto può essere ricostruito con altri mezzi.
  • Quando la decisione di merito si fonda su più rationes decidendi autonome e ciascuna idonea a sorreggerla, l'omessa impugnazione anche di una sola di esse rende inammissibili, per difetto di interesse, le censure sulle altre ragioni.
  • In sede di legittimità non sono proponibili questioni nuove, cioè non trattate nei precedenti gradi di merito; il ricorso per cassazione deve limitarsi a censure di diritto effettivamente riferibili alla motivazione impugnata.
  • La denuncia di violazione di legge deve essere specifica: il ricorrente deve indicare la norma asseritamente violata, confrontarla con la concreta affermazione di diritto contenuta nella sentenza e spiegare il contrasto, non essendo sufficiente una critica astratta o esplorativa.
  • Le censure che richiedono una rivalutazione del merito o una diversa lettura delle risultanze istruttorie non sono ammissibili in cassazione, salvo il controllo sui vizi consentiti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieConto correnteMutuoImpugnazioniProve
RamiBancario e finanziarioProcesso civile
SottomaterieInteressi usurariAnatocismoRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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