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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33034/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere contestando la sussistenza della gravità indiziaria rispetto al delitto di importazione di cocaina (capo C6) e la sua effettiva qualifica di partecipe dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Sosteneva che le espressioni intercettate esprimevano solo solidarietà familiare e non prova di partecipazione al finanziamento del carico; che l'ospitalità fornita al cugino e la disponibilità della pizzeria fossero atti neutri e non funzionali all'associazione; che il materiale criptato (Sky ECC) fosse inammissibile; e che il tempo trascorso e la limitata partecipazione al singolo delitto ostassero la sussistenza del pactum sceleris e delle esigenze cautelari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure fossero, in larga parte, tentativi di rinnovata valutazione di fatto non consentita in sede di legittimità e ha confermato che il Tribunale aveva correttamente motivato la sussistenza dei gravi indizi sia per il reato di importazione di sostanze stupefacenti sia per l'associazione. La Corte ha ritenuto legittimo l'uso delle comunicazioni Sky ECC, ha valorizzato il complesso delle intercettazioni (non singole frasi) e gli elementi investigativi indicati dal Tribunale: contributo finanziario al carico da 40 kg di cocaina, uso della pizzeria come base logistica, organizzazione di pick-up money e collegamenti transnazionali. Ha ritenuto altresì provati il pericolo di reiterazione criminosa e il concreto pericolo di fuga (residenza in altro Stato UE e vincoli transnazionali), nonché l'inidoneità di misure alternative. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende; sono stati disposti gli adempimenti di cancelleria previsti.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309/1990 (Testo Unico stupefacenti)

    art. 74; artt. 73 e 80, comma 2

    Le norme del T.U. stupefacenti sono state richiamate per inquadrare i reati contestati: art. 74 per l'illecito traffico di stupefacenti, artt. 73 e 80(2) come reato fine e relative aggravazioni. La Corte ha ritenuto sussistenti gravi indizi rispetto a tali fattispecie.

  • Codice di procedura penale

    art. 275, comma 3; art. 616

    Art. 275(3) è richiamato in ordine alla presunzione prevista per talune fattispecie in tema di esigenze cautelari (sussistenza del pericolo di reiterazione). Art. 616 disciplina le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso (condanna alle spese e sanzione pecuniaria).

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    art. 94, comma I-ter, disp. attuaz. c.p.p.

    Disposizione richiamata per gli adempimenti di cancelleria successivi alla decisione.

  • Giurisprudenza costituzionale

    Corte cost., 13 giugno 2000 n. 186

    Richiamata sul punto che non sussistevano ragioni di esonero dall'obbligo di versamento della somma a titolo di sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità.

  • Giurisprudenza della Cassazione (sul limite del sindacato in Cassazione)

    Sez. 2, n. 31553 del 17/05/2017; Sez. 6, n. 11194 dell'8/3/2012

    Richiamati i principi per i quali il ricorso per cassazione avverso misure cautelari è ammissibile solo per violazione di norme o manifesta illogicità della motivazione; non è consentita la rinnovata valutazione di merito dei fatti.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso misure cautelari è limitato: la Corte verifica violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione, ma non procede a rivalutazioni di fatto o della prova.
  • Le intercettazioni e le comunicazioni tramite sistemi criptati possono essere utilizzate se ritenute lecite nell'istruttoria: il loro contenuto deve essere valutato nel complesso e non per singole frasi isolate.
  • Frasi emotive o di solidarietà familiare non escludono automaticamente responsabilità: il loro significato va valutato nel contesto complessivo delle comunicazioni e delle condotte (contributi finanziari, logistica, contatti transnazionali).
  • La messa a disposizione di una sede (es. una pizzeria) o l'ospitalità possono integrare la partecipazione all'associazione se risultano reiterate e funzionali all'attività criminale.
  • Per la custodia cautelare nei reati di narcotraffico, elementi considerati rilevanti sono: il carattere organizzato e continuativo dell'attività, il volume di stupefacente importato, la partecipazione a ruoli logistici/finanziari, la presenza di collegamenti internazionali e la residenza all'estero (rischio di fuga).
  • In sede difensiva, per ottenere successo in Cassazione occorre puntare su profili di diritto e motivazione manifestamente illogici o violazioni normative, non su una semplice richiesta di diversa valutazione delle prove.

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