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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29611/2025 del 20/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere del 14/03/2025. I difensori hanno contestato: (i) la competenza territoriale per i capi 9 e 11 (sostenendo che gli accordi si sarebbero perfezionati fuori da Palermo o a mezzo "criptofonini" e non de visu); (ii) la sussistenza dell'aggravante dell'"ingente quantità" ex art. 80 d.P.R. 309/1990 e la mancata derubricazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, per il cd. "provino"; (iii) la configurazione dell'aggravante ex art. 416-bis1 cod. pen. (contestando la valutazione del fine di agevolazione mafiosa e richiamando Sez. U Chioccini); (iv) la carenza di gravità indiziaria in generale e la manifestata illogicità nell'interpretazione delle intercettazioni; (v) la mancanza di attualità e concretezza delle esigenze cautelari (pericolo di fuga e di reiterazione), anche per la sussistenza di ragioni familiari per il viaggio in Spagna.

La decisione

La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi come infondati. Ha confermato che il Tribunale del riesame ha adeguatamente motivato la gravità indiziaria e la competenza territoriale (richiamando il principio secondo cui l'accordo per la cessione si perfeziona con l'intesa su oggetto e condizioni, senza necessità di consegna materiale). Ha ritenuto corretta la valutazione dell'aggravante dell'"ingente quantità" sulla base del complessivo compendio probatorio (anche nel quadro della "droga parlata") e l'applicazione dell'aggravante collegata all'agevolazione della famiglia mafiosa, valorizzando l'espressione "vi faccio comandare a Palermo" come indice di consapevolezza dell'utilità per la compagine mafiosa. Ha altresì confermato la fondatezza delle esigenze cautelari: il rischio di fuga è ritenuto concreto per i contatti esteri e la presenza di familiari all'estero e il pericolo di reiterazione è supportato dalla gravità dei delitti, dai precedenti e dalla rapidità della ripresa dell'attività delittuosa dopo la scarcerazione. La Corte ha ricordato i limiti del sindacato di legittimità sulle valutazioni probatorie e interpretative delle intercettazioni, sindacabili solo per manifesta illogicità o travisamento della prova.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata in relazione all'istanza cautelare: disciplina gli atti conseguenti alla richiesta di misure cautelari e procedure connesse

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in rapporto alla declaratoria di incompetenza e alle successive determinazioni del giudice che hanno portato all'adozione dell'ordinanza restrittiva

  • d.P.R. 309/1990 (art. 73)

    Dispone le fattispecie di detenzione, importazione, offerta e messa in vendita di stupefacenti; il comma 4 è stato applicato per il delitto relativo all'importazione/detenzione e vendita di ingenti quantità, il comma 1 per la detenzione/offerta, il comma 5 è richiamato come possibile diversa qualificazione (derubricazione) per il "provino"

  • d.P.R. 309/1990 (art. 80)

    art. 80 (circostanza aggravante "ingente quantità")

    Aggravante per le sostanze in 'ingente quantità'; applicata dalla Corte sulla base del complessivo compendio probatorio e dei criteri giurisprudenziali per il calcolo della soglia

  • cod. pen. (art. 416-bis1)

    Aggravante soggettiva collegata all'agevolazione di associazioni mafiose: può essere attribuita anche al concorrente nel reato che sia consapevole del vantaggio procurato al gruppo; la Corte ha ritenuto sussistente la consapevolezza dell'indagato

  • cod. proc. pen. (artt. 274 e 275)

    art. 274, art. 275, comma terzo

    Disposizioni sulle esigenze cautelari: art. 274 richiede concretezza e attualità del pericolo di fuga e di reiterazione; art. 275 contiene presunzioni relative per talune fattispecie e modalità di prova delle esigenze cautelari

Massime di principio

  • In materia di cessione/offerta di stupefacenti la competenza territoriale può farsi valere nel luogo in cui si è manifestata l'offerta o l'accordo, anche se la consegna materiale non è avvenuta; l'accordo de visu o con accordi successivi via telefono può entrambi costituire elementi validi per la competenza.
  • La qualificazione dell'"ingente quantità" può essere fondata sul complessivo quadro indiziario ("droga parlata") e non solo sul sequestro materiale, purché la valutazione rispetti i criteri giurisprudenziali e sia motivata con rigore.
  • L'aggravante per finalità di agevolazione mafiosa (art. 416-bis1) può operare anche per concorrenti che non siano formalmente associati, quando risultino elementi concreti che dimostrino la consapevolezza del vantaggio procurato all'organizzazione; non è sempre richiesto il dolo specifico coordinato con i vertici associativi.
  • Il sindacato di legittimità sulle interpretazioni di intercettazioni è limitato: la Corte di legittimità verifica la logicità e la coerenza della motivazione, non riformula valutazioni probatorie di merito, salvo casi di manifesta illogicità o travisamento della prova.
  • Per contrastare efficacemente misure cautelari in casi analoghi, la difesa dovrebbe proporre elementi specifici e documentati che scalfiscano la gravità indiziaria (prove di assenza di contatti/accordi, giustificazioni verificabili per viaggi esteri, elementi che smentiscano la disponibilità di stupefacente) e, se possibile, dimostrare l'esistenza di un travisamento puntuale e incontestabile delle intercettazioni.

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