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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29606/2025 del 20/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I fatti riguardano un presunto intervento nella gara del Comune di Giugliano per l'affidamento della gestione delle aree di sosta a pagamento, con la sostituzione dell'offerta economica di Piparking S.r.l. da parte di un tecnico comunale non identificato, e l'ipotetico accordo corruttivo con corresponsione periodica di somme (circa 25-30.000 euro) e promessa di assunzioni. Aggravanti: contratto interessante l'amministrazione e finalita di agevolazione del clan Mallardo. Il Pubblico Ministero ha impugnato l'ordinanza del tribunale del riesame denunciando inosservanza degli artt. 273, 274 e 275 cod. proc. pen. e carenza o illogicita della motivazione, sostenendo tra l'altro che le intercettazioni non sono state lette per intero e dimostrerebbero il coinvolgimento attivo di Guarino (conoscenza dell'esito, uso del plurale, partecipazione a riunione del 17/01/2020) e l'esistenza dei pagamenti in favore degli indagati (espressioni quali che avrebbero dovuto essere portati i soldi; riferimenti di terzi a importi 25-30.000 euro). Ha inoltre invocato il pericolo di reiterazione per la stabile contiguita con la criminalita organizzata.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato il principio secondo cui il sindacato di legittimita sulla motivazione del tribunale del riesame e limitato e non puo sostituirsi alla valutazione di merito. Ha ritenuto la decisione del Tribunale logicamente coerente: il riesame ha annullato in parte l'ordinanza cautelare del GIP del 20/12/2024. In particolare, quanto al capo 22) (turbativa d'asta): annullamento per carenza di gravita indiziaria nei confronti di Andrea Guarino e annullamento per mancanza di esigenze cautelari nei confronti di Paolo Liccardo; quanto al capo 23) (corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio): annullamento per mancanza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti di entrambi. La Cassazione ha ritenuto non manifestamente illogica la ricostruzione del Tribunale che ha qualificato Guarino come mero ricettore di informazioni e non quale concorrente morale, e ha evidenziato l'ambiguita e l'indeterminatezza delle intercettazioni e delle affermazioni riferite ai pagamenti, non idonee a reggere il giudizio di gravita indiziaria o le esigenze cautelari.

Norme richiamate

  • art. 273 cod. proc. pen.

    Invoke dal ricorrente come presunta violazione procedurale; la Corte ha considerato la censura in realta come vizio di motivazione, non idoneo a superare i limiti del sindacato di legittimita.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiamato nel motivo di ricorso; la Corte ha ritenuto che le censure attengono alla valutazione di merito e non alla manifesta illogicita della motivazione, dunque inammissibili.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Parte della doglianza procedurale del ricorrente; la Corte ha ribadito i limiti del controllo di legittimita sulle decisioni di merito afferenti la consistenza degli indizi.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Richiamato implicitamente come parametro del sindacato della Corte di Cassazione: il controllo sulla motivazione e possibile solo per mancanza, contraddittorieta o illogicita manifeste.

  • art. 416-bis, comma 1, cod. pen.

    Norma citata in relazione all'aggravante indicata nell'imputazione (finalita di agevolazione della criminalita organizzata); la Corte ha valutato che la prova non dava sufficiente corpo al collegamento aggravante.

Massime di principio

  • La Corte di legittimita non puo sostituirsi al giudice del merito nella valutazione delle intercettazioni: l'interpretazione del contenuto e del linguaggio e questione di fatto riservata ai giudici di merito, sindacabile in Cassazione solo se la motivazione e manifestamente illogica o contraddittoria.
  • Perche le intercettazioni costituiscano base di gravita indiziaria occorre che i contenuti siano chiari, univoci e non meramente indiziari o allusivi; frasi ambigue o di tipo relazionale (es. riferimenti de relato, cifre non collegate a beneficiari o causali) non sono sufficienti a reggere misure cautelari gravi.
  • La semplice conoscenza dell'esito di una procedura o una manifestazione successiva di approvazione non implica automaticamente concorso morale nella turbativa; bisogna dimostrare efficacia causale, istigazione o rafforzamento dell'altrui proposito criminoso.
  • L'uso del 'noi' o del plurale nei colloqui non basta da solo a provare la comunanza di azioni criminose; occorre contestualizzare linguisticamente e processualmente l'espressione con altri elementi probatori.
  • Per la configurazione del reato di corruzione e per la misura cautelare collegata e necessaria evidenza di pagamenti effettivi o di impegni chiari e riferibili agli indagati; formule come 'li deve portare' prive di indicazione di beneficiario e causale possono risultare insufficienti.
  • La valutazione delle esigenze cautelari richiede valutazione concreta del pericolo di reiterazione e delle attuali capacita di influenza degli indagati; dimissioni o perdita di cariche possono incidere sulla sussistenza delle esigenze cautelari quando non vi siano prove che le relazioni criminose permangano in grado di operare.
  • Le contestazioni basate su ricostruzioni alternative dei fatti, senza mostrare manifesti vizi logici nella motivazione del giudice di merito, sono generalmente inammissibili in sede di Cassazione.

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