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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30769/2022 del 19/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero contabile)

La controversia

La controversia nasce da un giudizio di responsabilità amministrativa per danno erariale relativo al conferimento, con deliberazione della giunta regionale, dell'incarico di segretario generale della Regione Siciliana a una dirigente esterna. La Procura contabile aveva contestato la violazione della disciplina sul conferimento di incarichi dirigenziali esterni, in particolare la mancata previa verifica dell'esistenza di professionalità interne equivalenti e l'assenza di una procedura pubblica di interpello/comparazione. I giudici contabili di merito hanno ritenuto illegittima la nomina, ravvisato la colpa grave degli autori della delibera e quantificato il danno nelle retribuzioni erogate alla dirigente nominata, con riparto della condanna tra i componenti della giunta. Nel ricorso per cassazione il soccombente ha denunciato eccesso di potere giurisdizionale, sostenendo che la Corte dei conti avrebbe sconfinato nei limiti esterni della giurisdizione, perché la disciplina regionale non imporrebbe procedure selettive o comparative per gli incarichi apicali e la scelta sarebbe stata fiduciaria, di alta amministrazione, rimessa al vertice politico.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le censure del ricorrente si risolvessero in un dissenso interpretativo sulla disciplina applicabile al conferimento dell'incarico e sulla legittimità della procedura seguita, dunque in un possibile errore di giudizio e non in un eccesso di potere giurisdizionale. Ha inoltre affermato che il giudice contabile può sindacare la manifesta irragionevolezza e l'esorbitanza dell'azione amministrativa ai fini della responsabilità erariale, senza invadere la sfera riservata all'amministrazione o al legislatore. Conseguentemente, il ricorso è stato respinto in rito; è stato anche disposto l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 19, commi 1-bis e 6, d.lgs. n. 165 del 2001

    La norma è letta come applicabile anche alla verifica interna preventiva prima del conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni, con necessità di interpello e di accertamento dell'assenza di professionalità presenti nei ruoli dell'amministrazione.

  • art. 9 l.r. 15 maggio 2000, n. 10

    Richiamato come base della disciplina regionale sugli incarichi dirigenziali, in coordinamento dinamico con la normativa statale.

  • art. 11, comma 4, l.r. 3 dicembre 2003, n. 20

    È considerato espressivo della competenza dell'organo politico a conferire l'incarico, ma non nel senso di esonerarlo dal rispetto della procedura e dei vincoli posti dalla disciplina applicabile.

  • art. 1, comma 1-ter, l. n. 20 del 1994

    L'esimente politica non opera quando la scelta sia viziata da violazione evidente della normativa di riferimento e da manifesta irragionevolezza del procedimento di nomina.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato come parametro di efficienza, buon andamento e giustificazione della spesa pubblica, a sostegno della lettura della disciplina sugli incarichi esterni.

  • art. 1, comma 3, d.lgs. n. 165 del 2001

    Le disposizioni del decreto sono qualificate come principi fondamentali, rilevanti anche per le autonomie speciali nei limiti della compatibilità costituzionale.

  • art. 117 Cost.

    Richiamato per qualificare i principi del decreto legislativo come principi fondamentali dell'ordinamento.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È applicato per disporre il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • L'eccesso di potere giurisdizionale del giudice contabile ricorre solo se il giudice crea una norma inesistente o invade la sfera riservata al legislatore o all'amministrazione; non ricorre quando la decisione si fonda su un'interpretazione, anche sistematica, delle norme esistenti.
  • Nel giudizio di responsabilità amministrativa, la Corte dei conti può verificare la legittimità sostanziale dell'azione amministrativa, la sua ragionevolezza, l'adeguatezza degli strumenti prescelti e il rispetto dei principi di legalità, economicità, efficacia e buon andamento, senza sconfinare nel merito amministrativo.
  • Per il conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti esterni, la disciplina va letta in modo da imporre una previa verifica interna effettiva e trasparente, con esclusione del ricorso all'esterno se non dopo aver constatato l'assenza di professionalità interne adeguate.
  • Quando la violazione della disciplina sul conferimento dell'incarico è evidente e il procedimento risulta irragionevole o viziato, la spesa per le retribuzioni corrisposte al soggetto illegittimamente nominato può integrare danno erariale.
  • L'esimente politica non opera ove la decisione dell'organo politico sia adottata in violazione manifesta dei vincoli normativi che regolano la nomina, poiché la discrezionalità politica non comprende la possibilità di disapplicare la procedura imposta dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniResponsabilità della PA
RamiProcesso civileResponsabilità civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicatoBuona fede e correttezza

Testo integrale

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