Cassazione Civile, Ordinanza n. 28428/2022 del 29/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (organo di autogoverno)
La controversia
L'organo di autogoverno della giustizia tributaria ha impugnato la sentenza del Consiglio di Stato che, in riforma della decisione del T.A.R., aveva affermato la giurisdizione del giudice amministrativo sulla controversia promossa contro la delibera con cui il medesimo Consiglio aveva dichiarato la decadenza di un proprio componente laico, nominato dal Parlamento, per ritenuta incompatibilità ex art. 17, comma 2-ter, d.lgs. n. 545/1992. Secondo il ricorrente, il giudice di appello aveva errato nel qualificare l'atto come provvedimento sanzionatorio discrezionale e nel ritenere conseguentemente configurabile un interesse legittimo. La controversia, invece, riguardava l'accertamento della causa di incompatibilità e la conseguente decadenza da una carica originata da designazione parlamentare, quindi una situazione riconducibile al diritto soggettivo perfetto di elettorato passivo ex art. 51 Cost. Il ricorso denunciava violazione degli artt. 111 Cost., 362 c.p.c. e 110 c.p.a., sostenendo che la delibera fosse un atto meramente ricognitivo, adottato in applicazione di una previsione legale, e che la giurisdizione spettasse al giudice ordinario.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso e ha cassato la sentenza del Consiglio di Stato sul punto della giurisdizione, dichiarando che la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario. Ha ritenuto che la delibera di decadenza, adottata in applicazione dell'art. 17, comma 2-ter, d.lgs. n. 545/1992, non esprimesse un potere autoritativo discrezionale, ma costituisse un atto ricognitivo della sussistenza di un'incompatibilità legale e della conseguente perdita della carica. La domanda del componente decaduto mirava infatti alla conservazione del munus pubblico elettivo, incidendo sul diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo. Le spese sono state compensate in ragione della novità della questione.
Norme richiamate
art. 111, ottavo comma, Cost.
Richiamato come parametro del ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato in tema di giurisdizione.
Indicato come norma fondante il ricorso per cassazione per motivi inerenti alla giurisdizione.
Richiamato quale base normativa del ricorso per cassazione avverso le sentenze del Consiglio di Stato.
art. 17, commi 1, 2 e 2-ter, d.lgs. n. 545/1992
La disposizione disciplina composizione, durata, incompatibilità e divieti per i componenti del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria; la Corte la qualifica come fonte diretta della causa legale di incompatibilità e del conseguente accertamento di decadenza.
art. 18, commi 1 e 2, d.lgs. n. 545/1992
Richiamato per la durata in carica del Consiglio e per la sostituzione dei componenti cessati.
art. 20, comma 1, d.lgs. n. 545/1992
Richiamato quale esempio di causa di ineleggibilità/esclusione dall'elettorato attivo prevista dalla disciplina di settore.
art. 51 Cost.
La Corte ribadisce che le controversie su ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dalla carica elettiva riguardano il diritto soggettivo perfetto di elettorato passivo, anche quando la questione sia introdotta tramite impugnazione di un atto amministrativo.
Citato dal Consiglio di Stato nella tesi poi disattesa dalla Cassazione, per fondare la giurisdizione amministrativa sulla pretesa natura autoritativa dell'atto.
artt. 54 e 97 Cost.
Richiamati dal ricorrente come principi di imparzialità, buon andamento e doveri del pubblico ufficio, ma non assunti dalla Corte come autonomo fondamento decisivo della giurisdizione.
Massime di principio
- Nel riparto di giurisdizione, occorre avere riguardo al petitum sostanziale e alla causa petendi, non alla qualificazione formale data dalle parti o al nome dell'atto impugnato.
- Nelle controversie relative a ineleggibilità, incompatibilità e decadenza da cariche elettive, la giurisdizione appartiene al giudice ordinario quando la domanda tutela il diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo, compresa la conservazione dello status elettivo.
- La circostanza che la pretesa sia proposta mediante impugnazione di un provvedimento non sposta di per sé la giurisdizione al giudice amministrativo, se il giudizio verte in realtà sulla sussistenza o meno dei presupposti legali della carica.
- Quando l'organo competente si limita ad accertare la sussistenza di una causa di incompatibilità prevista dalla legge e a trarne le conseguenze sulla permanenza in carica, l'atto ha natura ricognitiva e non autoritativa discrezionale.
- Il sindacato sulla correttezza dell'operazione di sussunzione del fatto nella norma, una volta individuata la giurisdizione, attiene al merito e non può essere risolto come questione di giurisdizione.
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