Cassazione Civile, Ordinanza n. 28368/2022 del 29/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente (editore)
La controversia
Il figlio dell'autore dei disegni lamentava che un libro successivo, edito da una casa editrice e scritto da un terzo autore, avesse inserito riproduzioni dei disegni realizzati dal proprio dante causa e già apparsi in precedenti edizioni di un classico della narrativa per l'infanzia. Sosteneva che tale uso violasse il diritto morale d'autore, perché i disegni sarebbero stati ceduti soltanto per l'abbinamento all'opera originaria, non per essere utilizzati in un'opera diversa; inoltre deduceva che non fosse stata chiarita l'esatta estensione della cessione dei diritti patrimoniali, con particolare riferimento ai disegni dell'edizione 1937, e che la Corte territoriale avesse omesso di pronunciarsi su alcuni fatti decisivi. Con il ricorso per cassazione articolava cinque motivi, denunciando: motivazione apparente e violazione delle norme sul contenuto della motivazione e sul diritto morale d'autore; violazione dell'art. 20 l. aut. per non avere la Corte riconosciuto anche un mero appannamento dell'onore e del prestigio dell'autore; omessa pronuncia/omesso esame di fatti decisivi relativi alla cessione e alla digitalizzazione dei disegni; e sostanzialmente una errata lettura della portata del contratto di cessione e dell'asserita lesione morale derivante dall'inserimento dei disegni nell'opera contestata.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i motivi e ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la sentenza di appello non fosse affetta da motivazione apparente, poiché aveva esaminato i punti controversi e dato ragione dell'adesione alla decisione di primo grado; ha inoltre osservato che la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. era comunque preclusa dalla doppia conforme e, in ogni caso, generica. Quanto alla dedotta violazione dell'art. 20 l. aut., la Corte ha rilevato che il ricorrente mirava in realtà a una nuova valutazione delle risultanze istruttorie e a spostare il focus dalla lesione del diritto morale alla questione della cessione dei diritti patrimoniali, tema ritenuto non decisivo rispetto alla domanda proposta. Conseguentemente ha condannato il ricorrente alle spese e ha dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
tutela il diritto morale d'autore solo quando l'uso dell'opera comporti una lesione dell'onore o della reputazione dell'autore; non può essere invocato per far rivivere in via surrettizia diritti patrimoniali già ceduti.
richiamato dal ricorrente come norma sulla cessione, ma la Corte non ne sviluppa una specifica interpretazione autonoma, ritenendo la censura incentrata su un tema di fatto e di merito.
art. 111 Cost.
la motivazione è costituzionalmente sufficiente se rende percepibile il fondamento della decisione; non è richiesta una motivazione ampia o analitica in ogni passaggio.
art. 6 CEDU
richiamato insieme ai parametri sulla motivazione, senza una specifica elaborazione distinta dal requisito del "minimo costituzionale" della motivazione.
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
la violazione di legge non può essere utilizzata per sollecitare una rivalutazione del merito o delle prove.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
dopo la riforma del 2012 il vizio è limitato all'omesso esame di un fatto decisivo, non al mero difetto di sufficienza della motivazione o alla sua sinteticità; è inoltre inammissibile in caso di doppia conforme se non si indicano le diverse rationes di fatto delle due decisioni di merito.
in presenza di doppia conforme preclude la deduzione del vizio ex art. 360, n. 5, c.p.c. salvo che il ricorrente indichi le diverse ragioni di fatto poste a base delle decisioni di primo e secondo grado.
richiamato dal ricorrente per lamentare omessa pronuncia, ma la Corte ha ritenuto che la questione fosse in realtà riconducibile a una diversa valutazione del thema decidendum e non a un vero omesso esame.
la resistente ne aveva chiesto l'applicazione, ma dalla sentenza non emerge accoglimento di tale richiesta.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
in caso di rigetto del ricorso, la Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002
richiamato come parametro per la quantificazione dell'ulteriore contributo unificato dovuto in caso di soccombenza.
Massime di principio
- Il diritto morale d'autore tutela l'onore e la reputazione dell'autore, non la permanenza o la riespansione di diritti patrimoniali già trasferiti a terzi.
- La motivazione è apparente solo quando, pur esistente graficamente, non consente di comprendere il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; non basta che sia sintetica o per relationem se contiene un'effettiva risposta alle censure.
- Il vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. non consente di ottenere una nuova valutazione del merito o delle prove; dopo la riforma opera solo per l'omesso esame di un fatto decisivo e non per insufficienza motivazionale.
- In presenza di "doppia conforme", il ricorso per cassazione non può dolersi del vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. se non indica specificamente le diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni di merito.
- La denuncia di violazione di legge non può essere trasformata, sotto la forma dell'art. 360, n. 3, c.p.c., in una richiesta di rivalutazione delle risultanze istruttorie.
- La censura di omessa pronuncia o omesso esame non è ammissibile quando mira in realtà a contestare la qualificazione giuridica della vicenda o a reimpostare il tema decisorio su un profilo diverso da quello dedotto in causa.
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