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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 16837/2022 del 25/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

i fideiussori hanno impugnato il decreto ingiuntivo e la successiva decisione di merito lamentando: 1) insufficiente prova del saldo reclamato dalla banca per lacune temporali negli estratti conto e presunta inversione dell'onere della prova; 2) mancata prova, da parte della banca, dell'inadempimento del debitore ceduto (società francese) e quindi inesigibilità del credito; 3) omissione da parte della banca di informare i fideiussori circa la sorte dei crediti ceduti a garanzia e conseguente richiesta di dichiarazione di estinzione della fideiussione per fatto del creditore (presunta prescrizione o trattenimento abusivo dei crediti). I ricorrenti hanno inoltre richiamato precedenti sul tema dello sconto e sull'onere probatorio a carico della banca.

La decisione

la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che: 1) la ricostruzione delle movimentazioni del conto effettuata dal consulente tecnico d'ufficio (CTU) dai riassunti scalari fosse idonea e correttamente valorizzata dal giudice di merito, in mancanza di controdeduzioni specifiche; pertanto non sussiste violazione degli artt.115 e 2697 c.p.c.; 2) la censura relativa all'onere della prova dell'inadempimento del debitore ceduto è infondata perché la cessione in concreto aveva funzione di garanzia (non si trattava di uno sconto): nella cessione a scopo di garanzia il cessionario può agire direttamente contro il cedente senza dover provare l'infruttuosa escussione del debitore ceduto; 3) la richiesta di estinzione della fideiussione per fatto del creditore è infondata: ai sensi dell'art.1955 c.c. l'estinzione per fatto del creditore richiede un fatto idoneo a causare una perdita giuridica della possibilità di surrogazione (non la sola perdita economica), e la surrogazione riguarda i diritti contro il debitore principale, non i diritti verso terzi debitori ceduti; inoltre l'eccezione relativa alla prescrizione dei crediti ceduti è stata ritenuta nuova e quindi inammissibile. Sono state inoltre liquidate spese a carico dei ricorrenti in favore della controricorrente.

Norme richiamate

  • art. 115 c.p.c.

    limita il potere del giudice di fondare la decisione su prove non prodotte dalle parti o disposte fuori dai poteri officiosi; la Corte ha ritenuto che non sia stato violato perchè il giudice di merito ha deciso sui mezzi di prova acquisiti in istruttoria

  • art. 2697 c.c.

    disciplina l'onere della prova; la Corte ha escluso inversione dell'onere della prova perché la valutazione è avvenuta sui documenti prodotti e secondo il prudente apprezzamento del giudice

  • art. 116 c.p.c.

    consente al giudice di valutare le prove secondo il prudente apprezzamento; principio richiamato per giustificare la valutazione del giudice di merito sulle conclusioni del CTU

  • art. 1858 e art. 1859 c.c. (sconto)

    nelle operazioni di sconto l'esigibilità del credito dalla banca verso il cliente dipende dall'inadempimento del debitore ceduto; principio usato per distinguere il caso di sconto dalla cessione a scopo di garanzia

  • art. 1198 c.c.

    riferito alla cessione pro solvendo/solutoria: differenziazione tra cessione solutoria e cessione a garanzia, utile per stabilire quando l'inadempimento del terzo rende esigibile il credito

  • art. 1949 c.c.

    regola la surrogazione del fideiussore che ha pagato; la Corte ricorda che la surrogazione riguarda i diritti del creditore contro il debitore principale

  • art. 1955 c.c.

    prevede l'estinzione della fideiussione quando, per fatto del creditore, non può operare la surrogazione: la Corte richiede un fatto che provochi una perdita giuridica della possibilità di surrogazione, non una mera perdita economica

  • art. 1204 c.c.

    norma sulla subentro del soggetto che ha pagato nei diritti di credito, richiamata nella valutazione dei limiti della surrogazione in presenza di crediti ceduti a terzi

  • art. 13 DPR 115/2002

    previsione sul contributo unificato di giustizia; la sentenza dà atto della ricorrenza dei presupposti per il versamento del contributo

Massime di principio

  • La produzione di estratti conto è prova utile del saldo purché integrata, se necessario, da altri mezzi probatori (ammissioni, documenti, CTU): il giudice può rielaborare i conteggi e, in mancanza di elementi iniziali, valorizzare lo saldo iniziale a zero solo se non vi sono prove che attestino un credito iniziale del correntista
  • Il consulente tecnico d'ufficio può, mediante riassunti scalari e altri documenti, ricostruire le movimentazioni e fornire elementi idonei di prova; la valutazione tecnica spetta al giudice di merito nel suo apprezzamento insindacabile in Cassazione salvo vizi di diritto
  • Nelle cessioni a scopo di garanzia il cessionario può agire direttamente contro il cedente senza dover dimostrare l'infruttuosa escussione del debitore ceduto: diversamente dal contratto di sconto, l'esigibilità del credito non è subordinata automaticamente all'inadempimento del terzo ceduto
  • La fideiussione si estingue per fatto del creditore solo se il comportamento del creditore ha determinato una perdita giuridica della possibilità di surrogazione (non una mera difficoltà economica): è necessario un fatto colposo o illecito che abbia concretamente pregiudicato i diritti del garante
  • La surrogazione del fideiussore riguarda i diritti del creditore nei confronti del debitore principale e non si estende, in generale, ai diritti che il creditore vantava contro terzi (es. debitori ceduti), salvo specifiche condizioni di accessorietà
  • Questioni o eccezioni non sollevate in precedenza nel processo di merito (ad es. nuove doglianze sulla prescrizione) possono essere considerate inammissibili in sede di legittimità

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