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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27404/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (proprietario)

La controversia

I ricorrenti avevano citato in giudizio il convenuto chiedendo l'accertamento dell'usucapione di un immobile sito in Asiago. Esponevano di aver acquistato il bene in comunione nel 1984, di averlo poi trasferito con un atto simulato a terzi e di averlo continuato a detenere e curare nel tempo. Sostenevano che il bene fosse rimasto nella loro disponibilità, che lo avessero ristrutturato, che possedessero le chiavi e che uno di essi avesse perfino dichiarato alle autorità di esserne proprietario. Il Tribunale e la Corte d'appello avevano però escluso l'usucapione, ritenendo mancante la prova di un possesso pacifico e di un animus domini, anche perché la disponibilità del bene era maturata in pendenza di una causa di simulazione sugli atti di trasferimento, poi rigettata con giudicato. Con il ricorso per cassazione i ricorrenti hanno dedotto: 1) violazione degli artt. 1140, 1141 e 1163 c.c., per avere la Corte territoriale escluso il possesso utile nonostante gli elementi di fatto allegati; 2) violazione dell'art. 2909 c.c., assumendo che il giudicato formatosi sulla precedente sentenza di rigetto della simulazione non si estendesse alla proprietà e non potesse incidere sull'usucapione; 3) omesso esame di fatto decisivo e violazione dell'art. 1165 c.c., lamentando che la Corte d'appello avesse valorizzato in modo errato la difesa del convenuto nel giudizio di simulazione, senza considerare che il semplice contrasto processuale non interrompe il possesso ad usucapionem.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati congiuntamente tutti i motivi, affermando che chi invoca l'usucapione deve provare tutti gli elementi costitutivi del possesso utile, compreso l'animus possidendi, e che nel caso concreto i ricorrenti non avevano dimostrato una relazione qualificata con il bene idonea a integrare possesso, né un atto di interversione opponibile al proprietario. La Corte ha condiviso la conclusione del giudice di merito secondo cui la disponibilità del bene, mantenuta dopo la vendita a terzi, era riconducibile a mera detenzione e non a possesso uti dominus. Ha inoltre precisato che il giudicato sul rigetto della simulazione non valeva come accertamento della proprietà in favore dei ricorrenti, ma ciò non mutava l'esito della controversia, perché difettava comunque la prova del possesso utile all'usucapione. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, per mancata attività difensiva dell'intimato; è stato invece dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 1140 c.c.

    Il possesso utile all'usucapione richiede una relazione di fatto con la cosa accompagnata dall'animus possidendi; la mera disponibilità materiale non basta se manca la volontà di esercitare il potere di fatto uti dominus.

  • art. 1141 c.c.

    La detenzione non si trasforma in possesso per un semplice atteggiamento interno: l'interversione richiede una manifestazione esterna e un'opposizione specifica al possessore.

  • art. 1163 c.c.

    L'acquisto per usucapione presuppone un possesso non interrotto e qualificato, non una semplice disponibilità del bene mantenuta in relazione a vicende negoziali o contenziose.

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato formatosi su una domanda di simulazione non si estende automaticamente alla titolarità dominicale del bene, se tale accertamento non è contenuto nella decisione passata in giudicato.

  • art. 1165 c.c.

    Ai fini dell'usucapione rilevano le cause di interruzione compatibili con la disciplina del possesso; non basta la sola difesa del convenuto in un giudizio diverso da quello di rivendica o recupero del bene.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per denunciare la violazione di legge nei motivi di ricorso.

  • art. 360, n. 5 c.p.c.

    È il parametro processuale invocato per dedurre l'omesso esame di un fatto decisivo.

  • art. 13, comma 1 quater, DPR 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, ricorrono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, DPR 115/2002

    Serve da base di calcolo per l'ulteriore importo del contributo unificato richiamato dalla Corte.

Massime di principio

  • Chi agisce per usucapione deve provare tutti gli elementi costitutivi del possesso utile, compreso l'animus possidendi; la sola detenzione materiale o la mera disponibilità del bene non sono sufficienti.
  • Quando il soggetto che ha la disponibilità del bene lo ha ottenuto o mantenuto in un contesto di trasferimenti a terzi, occorre dimostrare un fatto esterno di interversione del possesso, specificamente opposto al proprietario o possessore originario.
  • Il possesso non si presume automaticamente dalla custodia, dalla manutenzione o dall'uso del bene: tali elementi possono rilevare solo come indizi, ma non valgono se la situazione concreta è compatibile con una detenzione nomine alieno.
  • Il giudicato su una sentenza che rigetta una domanda di simulazione non si estende oltre il suo oggetto e non equivale, di per sé, a un accertamento positivo della proprietà in capo alla parte che ha proposto la simulazione.
  • La mera pendenza o la difesa in un giudizio relativo alla simulazione di atti di trasferimento non interrompe, di per sé, il possesso utile; tuttavia, se manca la prova di un possesso originario qualificato, la domanda di usucapione resta comunque infondata.

Come è indicizzato

MateriePossessoImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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