Cassazione Penale, Sentenza n. 08635/2026 del 04/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La contestazione riguardava l'uso, tra il 2017 e il 2020, di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da società "cartiere" tramite la OUTLET Carburanti (amministrata formalmente da Immig Anja e di fatto gestita dai fratelli Manetti), con una evasione IVA pari a circa 1 milione di euro; i proventi sarebbero stati impiegati per estinguere debiti tributari e bancari (autoriciclaggio). Il GIP aveva disposto sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente; il Tribunale del riesame aveva annullato il sequestro ritenendo che le società buffer fossero fiscalmente neutre (applicazione del principio di neutralità IVA) e quindi prive di profitto. Il Procuratore ha impugnato sostenendo che il Tribunale ha erroneamente applicato la neutralità IVA nonostante avesse accertato la consapevolezza degli indagati della frode, e che la giurisprudenza comunitaria e nazionale (Kittel, Mahagében, Cassazione) nega il diritto alla detrazione quando l'acquirente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Pubblico Ministero, ritenendo fondato il motivo di violazione di legge. Ha censurato il Tribunale del riesame per la contraddizione logico-giuridica di aver riconosciuto la consapevolezza degli indagati della frode carosello e, al contempo, aver applicato il principio di neutralità IVA alle operazioni della società OUTLET, escludendo il profitto del reato presupposto. La Cassazione ha annullato con rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto che il Tribunale del riesame rivaluti la questione, alla luce dei principi esposti, sia sul fumus commissi delicti sia (in sede di nuovo giudizio) sul periculum in mora che non era stato esaminato in precedenza.
Norme richiamate
art. 648-ter, comma 1, cod. pen.
art. 648-ter, comma 1, cod. pen.
Definisce il reato di autoriciclaggio: richiede il profitto di un reato presupposto e il suo reimpiego; la Corte ritiene che, se il diritto alla detrazione IVA è escluso per consapevolezza di frode, nasce il profitto che può alimentare l'autoriciclaggio.
art. 2 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
art. 2, d.lgs. n. 74/2000
Sanziona la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o documenti per operazioni inesistenti; la norma comprende sia l'inesistenza oggettiva sia soggettiva delle fatture, rilevanti ai fini penali.
art. 8 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
art. 8, d.lgs. n. 74/2000
Rilevante nel quadro delle fattispecie fiscali connesse all'uso di fatture inesistenti; la giurisprudenza considera integrata la fattispecie anche per fatture soggettivamente inesistenti.
art. 168 Direttiva 2006/112/CE
art. 168 Direttiva 2006/112/CE
Stabilisce il principio di neutralità dell'IVA lungo la catena imponibile; la Corte ricorda che tale principio opera soltanto in presenza di operazioni lecite e non può essere invocato se il soggetto sapeva o avrebbe dovuto sapere di partecipare a una frode.
art. 19 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633
art. 19, d.P.R. n. 633/1972
Disciplina il meccanismo di detrazione dell'IVA; la Corte afferma che il diritto alla detrazione non sorge quando la fatturazione non corrisponde all'effettiva operazione economica o quando c'è consapevolezza della frode.
art. 21, comma 7, d.P.R. n. 633/1972
art. 21, comma 7, d.P.R. n. 633/1972
Prevede che l'IVA esposta in fatture per operazioni inesistenti sia comunque dovuta dall'emittente e trattata fuori conto, incidendo sulla valutazione del profitto e sulla detraibilità.
art. 12-bis, d.lgs. n. 74/2000
Norma rilevata in relazione alla legittimità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente in materia tributaria; utile nella valutazione delle condizioni per l'adozione della misura cautelare.
art. 43 d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600
art. 43, d.P.R. n. 600/1973
Disciplina la decadenza del potere di accertamento; citata in relazione agli effetti degli atti di accertamento tributario sulle annualità interessate e alla possibile estinzione del potere di recupero fiscale.
Massime di principio
- Se il giudice accerta la consapevolezza del soggetto circa la partecipazione a una frode carosello, non può contemporaneamente applicare il principio di neutralità IVA: la consapevolezza esclude il diritto alla detrazione e può far emergere un profitto illecito.
- Il principio di neutralità IVA (Direttiva 2006/112/CE e art.19 DPR 633/1972) opera solo per operazioni lecite e reali; in presenza di fatture soggettivamente inesistenti accompagnate da consapevolezza o colpevole ignoranza, la detrazione va negata in conformità alla giurisprudenza comunitaria (Kittel, Mahagében) e nazionale.
- La riconducibilità di una società al ruolo di 'buffer' non esclude automaticamente la sussistenza del profitto del reato presupposto: se quella società e i suoi gestori erano a conoscenza della frode, possono essere considerati beneficiari del vantaggio fiscale indebito.
- In temi di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente è necessario accertare sia il fumus commissi delicti sia il periculum in mora; la valutazione del periculum spetta al giudice del merito e deve essere motivata su elementi oggettivi e soggettivi concreti (rischio di dispersione, modalità di utilizzazione dei fondi, operazioni societarie recenti).
- La prova della fittizietà del fornitore e della consapevolezza del cessionario può essere fornita anche per presunzioni gravi, precise e concordanti: una volta assolto questo onere, grava sul contribuente dimostrare di avere adottato tutte le misure di diligenza per non essere coinvolto nella frode.
- Accordi o pagamenti fiscali successivi (concili, adesioni, estinzione o rateizzazione del debito) possono influire sulla valutazione del periculum e sull'effettiva immediata necessità del sequestro, ma non cancellano automaticamente la configurabilità del profitto penale se la consapevolezza della frode è provata.
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