Cassazione Penale, Sentenza n. 40996/2023 del 09/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Reggio Calabria che, in parziale riforma del primo grado, aveva dichiarato estinti per prescrizione alcuni reati, esclusa l'aggravante di cui all'art. 219 L.F., ordinato trasmissione atti su altri capi e confermato/reso più lieve la pena per taluni reati tra cui bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale (con rideterminazione della pena per Scambia Gianni). I ricorsi contestano in primo luogo la valutazione delle scritture contabili e la mancata considerazione del compendio probatorio a discarico; la configurazione del dolo e delle condotte distrattive; la mancata applicazione della teoria dei vantaggi compensativi infragruppo; vizi di motivazione sulle statuizioni civili in presenza di declaratoria di prescrizione (art. 578 c.p.p.) e la legittimità delle pene accessorie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili per reiterazione di censure già affrontate e per genericità degli argomenti. Tuttavia ha rilevato d'ufficio l'illegalità delle pene accessorie fissate in misura fissa di dieci anni applicate a Scambia Gianni alla luce della normativa successiva (codice della crisi d'impresa d.lgs. n.14/2019 e modifiche), e ha constatato la prescrizione dei reati a lui ascritti ai capi C e D del procedimento n. 2114/03: per tali capi ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio (estinzione del reato per prescrizione), mentre ha dichiarato inammissibile il ricorso di Scambia Gianni quanto agli effetti civili. Il ricorso di Scambia Mario è stato dichiarato inammissibile nella sua totalità. Sono confermate le statuizioni civili in capo ai ricorrenti; Scambia Gianni e Scambia Mario sono condannati a rifondere le spese di rappresentanza e difesa sostenute dalla parte civile in Cassazione.
Norme richiamate
Quando il reato è stato già oggetto di condanna con statuizioni civili, il giudice d'appello o la Cassazione, nel dichiarare estinto il reato per prescrizione o amnistia, decidono sull'impugnazione ai soli effetti delle disposizioni che riguardano gli interessi civili; il vaglio deve essere civilistico (illecito aquiliano) e non può accertare la responsabilità penale
In presenza di causa estintiva del reato l'assoluzione nel merito prevale solo se risulta evidente l'innocenza; il giudice d'appello, valutando gli effetti civili, deve approfondire il compendio probatorio quando la prescrizione interviene dopo una condanna di primo grado
art. 216 legge fallimentare (L.F.)
Norma incriminatrice sulla bancarotta fraudolenta patrimoniale/documentale; richiamata nelle contestazioni e nella valutazione dell'elemento soggettivo e oggettivo delle condotte
art. 219 L.F.
Aggravante del danno di rilevante gravità che incide sui termini di prescrizione e sulla pena; la sua esclusione ha rilevanza prescrizionale nel calcolo dei termini
art. 322 d.lgs. 12 gennaio 2019, n.14 (Codice della crisi d'impresa)
Disciplina la bancarotta fraudolenta nel nuovo codice della crisi; la modifica delle pene accessorie (fino a dieci anni) è stata richiamata per valutare la illegittimità delle pene accessorie fissate prima della riforma
Prevede l'ipotesi di vantaggi compensativi (nei rapporti infragruppo) che possono escludere l'ingiustizia del profitto dell'atto di gestione; applicazione in dottrina e giurisprudenza richiede prova specifica e prognosi fondata dei vantaggi
Fondamento dell'azione civile per il risarcimento del danno nonostante l'estinzione penale del reato; il giudice dell'impugnazione valuta la sussistenza dell'illecito civile facendo riferimento al fatto storico contestato
Riferimento al principio di direzione e coordinamento del gruppo societario; rilevo nella discussione sui rapporti infragruppo e sui vantaggi compensativi ma richiede prova concreta di direzione/controllo
Normativa che ha inciso sul calcolo dei termini della prescrizione, richiamata per determinare il termine più favorevole ai fini prescrizionali (es. per reati tentati)
Massime di principio
- Un ricorso che ripropone censure già esaminate dal giudice di merito o che è generico e non confronta i rilievi con la motivazione di appello è molto probabilmente inammissibile in Cassazione.
- Quando in appello interviene la prescrizione per reati già oggetto di condanna con statuizioni civili, il giudice dell'impugnazione può decidere sulle pretese civili: il controllo deve essere civilistico (illecito aquiliano) e non può accertare la colpevolezza penale.
- La teoria dei "vantaggi compensativi" infragruppo può escludere la rilevanza penale di un atto distrattivo solo se chi la invoca dimostra, in modo specifico e concreto, che il saldo complessivo delle operazioni ha prodotto o fondatamente poteva produrre vantaggi idonei a compensare l'immediato pregiudizio della società depauperata; mere affermazioni generiche sul "gruppo" non sono sufficienti.
- Per i reati di bancarotta fraudolenta (documentale e patrimoniale) è sufficiente il dolo generico: cioè la consapevolezza che l'operazione può arrecare pregiudizio ai creditori; non è necessario provare un fine specifico di arrecare danno.
- La Corte di Cassazione può rilevare d'ufficio profili di illegittimità della pena (anche delle pene accessorie) connessi a mutamenti normativa successivi e ciò può incidere sugli effetti del giudizio d'impugnazione (anche determinando la declaratoria di prescrizione e l'annullamento).
- Il giudice d'appello, nel confermare statuizioni civili dopo che il reato è estinto per prescrizione, deve effettuare una valutazione motivata e approfondita del compendio probatorio in chiave civilistica; la verifica resta circoscritta agli elementi costitutivi dell'illecito civile e non può diventare un nuovo accertamento penale.
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