Cassazione Penale, Sentenza n. 40831/2023 del 06/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato il sequestro preventivo di euro 460.000. Due censure principali: 1) incompetenza territoriale del Tribunale di Napoli, con la richiesta di devolvere la competenza al circondario di Santa Maria Capua Vetere (luogo di residenza dell'indagato o luogo in cui sarebbe stata posta in essere parte dell'azione relativamente al reato di ricettazione); 2) impossibilità di configurare la ricettazione rispetto alla somma sequestrata perché il denaro proverrebbe da pregresse vincite di gioco documentate e non sarebbe, dunque, provento di reato, con rilievo non decisivo delle modalità di conservazione dei contanti.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Sulla competenza territoriale ha confermato che, in assenza di elementi sui luoghi di operatività dell'associazione e sui luoghi di commissione dei delitti satelliti, deve prevalere il criterio del luogo di prima iscrizione della notitia criminis; ha inoltre ricordato che la ricettazione è reato istantaneo e che la mera verifica del luogo di detenzione non determina la competenza. Quanto al merito del sequestro, la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia adeguatamente riscontrato il fumus criminis sulla base di indizi (intercettazioni, precedenti sequestri di orologi di pregio, disponibilità di ingente contante custodito in modo sospetto, conversazioni che documentano il giro d'affari e l'origine degli orologi), per cui il ricorso che mira a rivalutare la gravità indiziaria è inammissibile o infondato. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Riferimento al reato associativo: la competenza è stata ricondotta al criterio fondato sul reato associativo quando non risultano individuati sede operativa o luoghi di commissione dei reati satellite.
Norma sulla ricettazione: la Corte ha richiamato la natura istantanea del reato (si consuma con l'acquisto o la detenzione della cosa), con conseguenze sulla determinazione della competenza per territorio e sulla valutazione degli elementi indiziari relativi al provento.
Citato dal ricorrente in relazione alla determinazione della competenza; la Corte non ha accolto l'argomento perché ha ritenuto applicabile il criterio della prima iscrizione in assenza di elementi contrari.
Richiamato come regola suppletiva per la determinazione della competenza territoriale; la Corte ha precisato che non può operare per spostare la competenza quando la connessione o la continuazione non è comune a tutti i partecipi.
Richiamato nella discussione sulla connessione/continuazione: la Corte ha ricordato che la competenza non può essere alterata per mera connessione quando il disegno criminoso non è comune a tutti gli indagati.
Richiamato tra le norme contestate dal ricorrente in relazione alla decisione impugnata; la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia motivato correttamente senza violare le norme sul provvedimento cautelare.
Richiamato dal ricorrente quale vizio di motivazione del provvedimento; la Corte non ha ritenuto dimostrata alcuna violazione nella valutazione degli indizi minima richiesta per il sequestro preventivo.
Norma richiamata in relazione alla forma del ricorso e al riassunto dei motivi: il ricorso è stato presentato e riassunto secondo l'articolo richiamato.
Norma sulla condanna alle spese in cassazione: la Corte ha applicato tale disposizione condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Massime di principio
- In assenza di elementi che individuino la sede operativa dell'associazione o il luogo di commissione dei reati satellite, la competenza territoriale si determina con il criterio della prima iscrizione della notitia criminis.
- Il reato di ricettazione è istantaneo: ai fini della competenza territoriale non rileva il luogo in cui successivamente si accerta la detenzione dell'oggetto, ma il momento in cui la cosa passa in possesso dell'autore.
- La connessione o la continuazione possono spostare la competenza territoriale solo se il medesimo disegno criminoso è comune a tutti i partecipi; l'interesse di un imputato a un processo unitario non può prevalere su quello degli altri a non essere sottratti al giudice naturale.
- Il sequestro preventivo richiede la sussistenza del fumus criminis e non una valutazione del grado di probabilità o della prova piena: intercettazioni, precedenti sequestri analoghi, consistenti disponibilità di contante e comportamenti sospetti possono costituire elementi sufficienti per il fumus.
- Le doglianze che mirano a un riesame in fatto e a una rivalutazione della gravità indiziaria sono inammissibili in sede di cassazione se il giudice di merito ha fornito motivazione congrua sugli elementi indiziari.
- La modalità di custodia di contante non esclude automaticamente la sua riconducibilità a provento illecito se il quadro indiziario complessivo lascia ragionevoli profili di sospetto.
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