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Sentenza

Sentenza n. 10498/2023 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Sez. III) n. 10298 del 2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202306089

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: Diniego di accesso documentale opposto da ITA s.p.a. e dinieghi o silenzio-diniego relativi a documentazione concernente la cessione del ramo aviation da Alitalia a ITA

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente privato)

Prevale il privato

La controversia

L'appellante, dipendente di Alitalia in amministrazione straordinaria, aveva contestato davanti al giudice del lavoro l'omessa prosecuzione del rapporto alle dipendenze di ITA, rivendicando l'applicazione dell'art. 2112 c.c. e sostenendo l'avvenuto trasferimento di azienda o di ramo di azienda. Aveva quindi chiesto l'accesso difensivo a documenti organizzativi, contabili, tecnici e contrattuali relativi alla cessione del ramo aviation, indicandone la funzione probatoria nel giudizio lavoristico. ITA aveva negato l'accesso richiamando la tutela degli interessi professionali, finanziari, industriali e commerciali, nonché l'elevato numero dei documenti e la difficoltà di reperimento. Il Ministero aveva richiamato i segreti commerciali e industriali e la secretazione disposta dal Tribunale di Civitavecchia. Il TAR aveva respinto il ricorso ritenendo l'istanza massiva, generalizzata ed esplorativa, nonché priva di un sufficiente nesso di strumentalità tra i singoli documenti e la pretesa azionata. In appello sono stati dedotti l'erroneità della sentenza, la sufficienza dell'individuazione della finalità difensiva, la prevalenza dell'accesso difensivo sulla riservatezza ai sensi dell'art. 24, comma 7, l. 241/1990 e l'illegittima integrazione della motivazione del diniego da parte del TAR. L'appellante ha inoltre specificato i documenti di interesse, tra cui accordi e proposte di cessione, relazioni estimative, fatture, accordi di trasferimento dei codici, documentazione commissariale, report operativi, contratti di servizi, autorizzazioni ministeriali e organigrammi. ITA aveva eccepito anche la sopravvenuta carenza di interesse per effetto di una sentenza parzialmente favorevole del giudice del lavoro.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'eccezione di sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che era disponibile soltanto il dispositivo della sentenza del Tribunale del lavoro, che aveva accolto il ricorso solo parzialmente e non consentiva di ritenere formato un giudicato favorevole sulle ulteriori pretese relative alla continuità del rapporto e al risarcimento. Ha accolto il motivo principale di appello. In materia di accesso difensivo, l'istanza non può fondarsi su esigenze probatorie generiche, ma deve indicare il nesso di strumentalità necessaria tra documentazione e situazione giuridica da tutelare. Tuttavia, l'amministrazione e il giudice dell'accesso non devono anticipare la valutazione sull'ammissibilità, rilevanza o decisività dei documenti nel giudizio principale: tale valutazione spetta al giudice investito di quel giudizio, salvo l'assoluta mancanza di collegamento o l'esercizio pretestuoso dell'accesso. Nel caso concreto l'appellante aveva individuato una specifica documentazione e aveva spiegato il collegamento con la necessità di dimostrare il trasferimento del ramo aviation, assolvendo all'onere di allegazione e prova del nesso di strumentalità. Non era necessario dimostrare l'utilità di ciascun documento con un livello di dettaglio incompatibile con la non conoscenza del contenuto degli atti. L'istanza non è stata ritenuta esplorativa, poiché riferita a documenti specificamente individuati e proposta dopo l'instaurazione del giudizio lavoristico. L'appello è stato accolto nei limiti indicati: la sentenza del TAR è stata riformata, il diniego di ITA è stato annullato ed è stata ordinata l'ostensione entro trenta giorni dei documenti indicati nell'appello, esclusi quelli relativi al contratto di cessione del 14 ottobre 2021 già acquisiti nel giudizio civile. È stata consentita, con motivazione, l'oscurazione mediante omissis o il differimento delle parti interferenti con la procedura di dismissione della partecipazione del MEF. È rimasto fermo, per mancata impugnazione, il rigetto nei confronti dei Ministeri, ritenuti non detentori della documentazione. Le spese del doppio grado sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 24, comma 7, l. 241/1990

    il diritto di accesso ai documenti amministrativi deve essere comunque garantito ai richiedenti per curare o per difendere i propri interessi giuridici

    L'accesso difensivo richiede la dimostrazione di un nesso di strumentalità necessaria tra documenti e situazione giuridica da tutelare; soddisfatto tale requisito, la tutela difensiva è tendenzialmente prevalente sulla riservatezza, ferma la verifica dei presupposti generali dell'accesso.

  • art. 22, comma 1, lett. e), l. 241/1990

    È stato richiamato dall'appellante per sostenere la legittimazione passiva di ITA quale società esercente un'attività di pubblico interesse.

  • art. 116 c.p.a.

    Il giudizio in materia di accesso consente al giudice amministrativo di accertare la spettanza del diritto ostensivo; tale giudizio non comporta, salvo il caso di assoluta estraneità o abuso, una valutazione anticipata della rilevanza probatoria dei documenti nel processo principale.

  • art. 2112 c.c.

    Costituisce la disposizione sostanziale invocata nel giudizio lavoristico per sostenere il passaggio automatico del rapporto di lavoro in caso di trasferimento di azienda o ramo di azienda.

Massime di principio

  • Nell'accesso difensivo il richiedente deve indicare e dimostrare un nesso di strumentalità necessaria tra la documentazione richiesta e la situazione giuridica che intende curare o difendere; non è sufficiente il generico richiamo a una controversia pendente o futura.
  • L'amministrazione detentrice e il giudice amministrativo, nel giudizio sull'accesso, non devono anticipare la valutazione sull'ammissibilità, rilevanza o decisività dei documenti nel giudizio principale, poiché tale apprezzamento spetta al giudice di quel giudizio, salvo l'assoluta mancanza di collegamento o l'esercizio pretestuoso e temerario dell'accesso.
  • Quando i documenti non sono conosciuti dal richiedente, l'onere di dimostrare la strumentalità non impone l'indicazione analitica dell'utilità di ciascun documento; è sufficiente una specifica individuazione della documentazione e l'allegazione di un collegamento concreto con la finalità difensiva, tale da consentire una verifica di utilità secondo una prova di resistenza.
  • Non è esplorativa l'istanza che riguardi documenti specificamente individuati e sia proposta per acquisire elementi relativi a una controversia già instaurata, anche se la documentazione deve essere esaminata nel suo complesso per verificare la fattispecie dedotta in giudizio.
  • L'esito parzialmente favorevole di una sentenza del giudice ordinario, della quale sia disponibile soltanto il dispositivo e dalla quale non risulti la formazione di un giudicato sulle ulteriori pretese, non determina la sopravvenuta carenza di interesse all'accesso difensivo finalizzato a sostenere tali pretese.

Come è indicizzato

MaterieAccesso difensivoDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereOnere della prova e principio dispositivoTutela del terzoTrasparenza e pubblicità

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