Cassazione Civile, Ordinanza n. 00627/2023 del 12/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
Un cittadino albanese aveva proposto opposizione davanti al giudice di pace contro un decreto prefettizio di espulsione emesso ai sensi dell'art. 13, comma 2, lett. c), del testo unico immigrazione, fondato su plurimi precedenti penali e di polizia, tra cui una condanna per omicidio volontario e altri fatti ritenuti indice di pericolosità sociale. Il giudice di pace aveva respinto l'opposizione ritenendo la pericolosità sociale attuale e insussistenti prove di inespellibilità o di prevalenti ragioni familiari. Il ricorso per cassazione articolava due motivi: con il primo si denunciava l'omesso esame dell'attualità della pericolosità sociale, sostenendo che il giudice si fosse limitato a considerare i precedenti penali senza verificare la situazione attuale, il sostentamento da parte di una zia e il rapporto con essa; con il secondo si lamentava la violazione delle norme del TUI poste a tutela dell'unità e dei rapporti familiari, per mancato esame della documentazione relativa alla zia che lo ospitava e intendeva prendersene cura.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la procura alle liti apposta al ricorso non era speciale ai fini del giudizio di cassazione, perché del tutto generica e priva di riferimento al provvedimento impugnato e alla volontà di proporre ricorso per cassazione. La formula utilizzata conferiva una delega ampia per il procedimento in ogni fase e grado, ma non soddisfaceva il requisito della specificità richiesto per l'impugnazione di legittimità. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile senza pronuncia sulle spese, con attestazione anche dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, lett. c), d.lgs. n. 286/1998
Costituisce la base del decreto di espulsione per ragioni di ordine pubblico o sicurezza legate alla pericolosità dello straniero.
art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998
Richiamato dal giudice di merito per escludere il diritto alla permanenza quando emergano ragioni ostative connesse alla pericolosità.
art. 4, comma 3, d.lgs. n. 286/1998
Prevede un divieto di ingresso in Italia per chi sia stato condannato per determinati reati, tra cui l'omicidio doloso.
Norma invocata in tema di inespellibilità; nel caso concreto la Corte riporta che non era stata offerta prova della sua operatività.
La procura su foglio separato deve essere speciale e riferita al giudizio/atto di cassazione; il mero richiamo a tutte le fasi e gradi non basta.
La procura al ricorso per cassazione deve avere carattere speciale e riferirsi specificamente al provvedimento impugnato.
Richiamato nella formula della procura, ma tale riferimento ai poteri processuali generali non vale a integrare la specialità richiesta per la cassazione.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
Impone il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato quando il ricorso è dichiarato inammissibile.
Massime di principio
- È inammissibile il ricorso per cassazione quando la procura speciale sia generica e non contenga uno specifico riferimento al provvedimento impugnato o alla volontà di proporre ricorso per cassazione.
- Ai fini della validità della procura per cassazione non basta il richiamo alla rappresentanza "in ogni fase e grado" del giudizio, perché tale formulazione è compatibile con attività processuali diverse e non soddisfa il requisito di specialità.
- La specialità della procura per cassazione richiede che essa sia rilasciata dopo la decisione impugnata e che sia espressamente collegata al giudizio di legittimità e alla sentenza da impugnare.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il giudice dà atto della sussistenza dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato se ricorrono le condizioni di legge.
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