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Parere

Parere n. 1039/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario proposto da Valeria Caronia per l’annullamento del DM 8 aprile 2009 n. 42;

Giustizia amministrativa201212703

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del D.M. 8 aprile 2009, n. 42, recante norme per l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie a esaurimento del personale docente ed educativo per il biennio 2009/2011.

Esito

INAMMISSIBILITA

Prevale l’amministrazione

La questione giuridica

La ricorrente ha impugnato il D.M. n. 42/2009 nella parte in cui consentiva l'iscrizione nella terza fascia delle graduatorie a esaurimento soltanto agli iscritti al secondo e ultimo anno del IX ciclo SSIS, per l'anno accademico 2008/2009, escludendo gli iscritti al primo anno del medesimo ciclo. Ha dedotto essenzialmente eccesso di potere per disparità di trattamento, sostenendo l'irragionevolezza della distinzione operata dall'amministrazione. Il Consiglio di Stato ha esaminato preliminarmente la sussistenza dell'interesse a ricorrere, rilevando che non risultava agli atti né la presentazione da parte della ricorrente di una domanda di inserimento o conferma in graduatoria, né l'adozione di un provvedimento di omesso o deteriore collocamento, né la relativa impugnazione.

Il parere

La Sezione ha ritenuto non necessaria un'ulteriore istruttoria e ha espresso parere definitivo per l'inammissibilità del ricorso. Il D.M. n. 42/2009 è stato qualificato come atto generale disciplinante una procedura di aggiornamento e inserimento nelle graduatorie a esaurimento. Secondo i principi richiamati, gli atti generali sono direttamente impugnabili soltanto quando producano una lesione immediata; quando la lesione si concretizza attraverso atti applicativi, il ricorrente deve partecipare alla procedura e impugnare l'atto applicativo che abbia determinato l'omesso o deteriore collocamento. Poiché la ricorrente aveva censurato esclusivamente l'atto generale senza dimostrare la partecipazione alla procedura e l'esistenza di un concreto pregiudizio derivante dalla mancata inclusione o dal collocamento deteriore, è stata ritenuta insussistente la condizione dell'interesse a ricorrere. La Sezione ha inoltre richiamato il precedente parere definitivo n. 4793/2011, reso sul ricorso n. 249/2011, avente questione in parte sovrapponibile.

Osservazioni

Interesse a ricorrere e impugnazione dell'atto applicativo

L'impugnazione dell'atto generale non è ammissibile in assenza della prova di una lesione concreta e attuale. La ricorrente avrebbe dovuto dimostrare di avere presentato domanda di inserimento o conferma in graduatoria e impugnare l'eventuale provvedimento di omesso o deteriore collocamento adottato in applicazione della disciplina censurata.

Censure relative al D.M. n. 42/2009

Le doglianze sulla disparità di trattamento tra gli iscritti al secondo e ultimo anno e quelli iscritti al primo anno del IX ciclo SSIS non possono essere esaminate nel merito, poiché non risultano integrate le condizioni processuali necessarie per la proposizione del ricorso straordinario.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 605, lett. c), legge n. 296/2006

    piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente per gli anni 2007-2009, per complessive 150.000 unità

    La disposizione ha previsto il piano di stabilizzazione del personale docente e la trasformazione delle graduatorie permanenti in graduatorie a esaurimento, quale strumento di contrasto al precariato storico.

  • art. 2, comma 416, legge 24 dicembre 2007, n. 244

    Costituisce la base normativa richiamata per la disciplina della formazione iniziale degli insegnanti.

  • D.M. 8 aprile 2009, n. 42

    norme per l'integrazione e aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo per il biennio 2009/2011

    È qualificato come atto generale che disciplina una procedura di aggiornamento e inserimento nelle graduatorie a esaurimento; la sua impugnazione diretta richiede una lesione immediata, altrimenti occorre impugnare l'atto applicativo lesivo.

  • D.M. 10 settembre 2010, n. 249

    Ha definito la disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria.

  • d.P.R. 24 novembre 1971, n. 1199

    Disciplina il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, rimedio nell'ambito del quale è stato reso il parere.

Massime di principio

  • Gli atti generali e regolamentari sono direttamente impugnabili soltanto quando producano una lesione immediata e diretta della posizione soggettiva del destinatario; non è sufficiente una potenzialità lesiva ipotetica o futura.
  • Quando l'atto generale disciplina una procedura concorsuale o selettiva e la lesione si concretizza mediante un atto applicativo, il ricorrente deve partecipare alla procedura, così da differenziare la propria posizione da quella del quisque de populo, e impugnare l'atto applicativo che abbia prodotto l'esclusione, l'omesso inserimento o il collocamento deteriore.
  • La mancata dimostrazione della partecipazione alla procedura e dell'adozione di un provvedimento concretamente lesivo determina il difetto dell'interesse a ricorrere e l'inammissibilità dell'impugnazione dell'atto generale.

Impugnazione del D.M. n. 42/2009 sulle graduatorie a esaurimento

Il Consiglio di Stato, Sezione Prima, ha esaminato un ricorso straordinario proposto da una docente contro il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, volto all'annullamento del D.M. 8 aprile 2009, n. 42, recante norme per l'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie a esaurimento del personale docente ed educativo per il biennio 2009/2011.

Premesse e contenuto della controversia

La ricorrente contestava la disposizione che consentiva l'iscrizione nella terza fascia delle graduatorie a esaurimento agli iscritti al secondo e ultimo anno del IX ciclo SSIS, per l'anno accademico 2008/2009, ma non agli iscritti al primo anno del medesimo ciclo. La censura principale riguardava un presunto eccesso di potere per disparità di trattamento e irragionevolezza.

L'amministrazione ha richiamato un precedente contenzioso promosso dalla medesima ricorrente e definito in senso reiettivo con il parere definitivo n. 4793/2011, relativo al ricorso n. 249/2011, concernente una questione in parte sovrapponibile. Ha inoltre rappresentato che la ricorrente risultava ormai titolare ordinaria presso la scuola primaria con decorrenza giuridica dal 1° settembre 2021.

Quadro normativo e qualificazione dell'atto

La Sezione ha richiamato l'art. 1, comma 605, lettera c), della legge n. 296/2006, che aveva previsto un piano triennale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale docente negli anni 2007-2009, destinato a fronteggiare il precariato storico. Nell'ambito di tale intervento, le graduatorie permanenti erano state trasformate in graduatorie a esaurimento.

È stato inoltre richiamato il D.M. 10 settembre 2010, n. 249, adottato in attuazione dell'art. 2, comma 416, della legge n. 244/2007, in materia di formazione iniziale degli insegnanti. Il D.M. n. 42/2009 è stato qualificato come atto generale, poiché disciplinava la procedura di integrazione, aggiornamento e inserimento nelle graduatorie a esaurimento.

Interesse a ricorrere e impugnazione degli atti generali

Secondo la giurisprudenza richiamata, gli atti generali dell'amministrazione possono essere impugnati direttamente quando contengano disposizioni immediatamente lesive delle posizioni soggettive dei destinatari. Negli altri casi, l'interesse a ricorrere si concretizza soltanto con l'adozione dell'atto applicativo che produce la lesione.

La Sezione ha ricordato altresì che, anche quando l'atto generale costituisca la lex gara o la fonte delle regole di una procedura selettiva, il ricorrente deve presentare domanda di partecipazione, per differenziare la propria posizione da quella del quisque de populo, e impugnare l'atto applicativo che abbia concretamente determinato la lesione, eventualmente mediante motivi aggiunti. A questo riguardo è stato richiamato il principio dell'Adunanza plenaria n. 4 del 26 aprile 2018.

Applicazione al caso concreto

Nel caso esaminato, dagli atti non risultava che la ricorrente avesse presentato domanda di inserimento o conferma in graduatoria. Non risultava neppure l'adozione di un provvedimento di omesso o deteriore collocamento, né la sua impugnazione.

La ricorrente aveva quindi contestato esclusivamente l'atto generale, facendo valere in astratto il diritto all'inserimento in graduatoria, senza dimostrare la partecipazione alla procedura e l'esistenza di un concreto pregiudizio derivante dall'applicazione della disciplina censurata.

Conclusioni

La Sezione ha ritenuto non necessaria un'ulteriore istruttoria e ha espresso parere definitivo nel senso che il ricorso straordinario dovesse essere dichiarato inammissibile. La decisione è fondata sul difetto dell'interesse a ricorrere, non essendo stata provata una lesione concreta, attuale e individualizzata della posizione della ricorrente.

Come è indicizzato

MateriePersonale scolasticoConcorsi pubbliciLegittimazione e interesse a ricorrereRicorso straordinario al Presidente della Repubblica
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereEccesso di potereDecadenza e tardività

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