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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23429/2025 del 24/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era stato condannato per il porto, fuori dall'abitazione e senza giustificato motivo, di un coltello a serramanico rinvenuto in un marsupio nella sua auto alle ore 2:50. In cassazione ha dedotto l'assenza del reato per giustificazione (dimenticanza), la mancanza di offensività concreta per le modalità di porto e le ridotte dimensioni della lama, nonché ha chiesto attenuanti generiche e sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la condanna (ammenda di 800 euro ai sensi dell'art. 4 legge n. 110/1975) ritenendo il coltello qualificabile come arma impropria e il reato come reato di pericolo: il porto di armi improprie è vietato se privo di giustificato motivo. La giustificazione fornita dal ricorrente è stata ritenuta tardiva e contraddittoria, essendo stata resa solo in dibattimento e non immediatamente agli operanti. La Corte ha altresì confermato il diniego delle attenuanti generiche per mancanza di resipiscenza e ha dichiarato inammissibili le richieste generiche relative alla sospensione condizionale. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Legge n. 110/1975, art. 4, comma 3

    Il porto di determinati oggetti equiparati ad armi improprie è reato di pericolo quando avviene "senza giustificato motivo"; per le armi improprie non è richiesta la prova di un pericolo concreto, basta l'assenza del giustificato motivo.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e)

    Consente la censura in cassazione per vizio di motivazione (mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà) su aspetti essenziali; la Corte ha considerato invocata la carenza motivazionale ma l'ha ritenuta infondata.

  • Codice penale, art. 133

    Indica i criteri e gli elementi considerabili per l'applicazione delle circostanze attenuanti generiche; la giurisprudenza richiede elementi positivi per la loro concessione, non la mera assenza di elementi negativi.

  • Regolamento per l'esecuzione del TULPS (art. 80 e richiami agli artt. 19 e 42 TULPS)

    L'abrogazione di alcune disposizioni del TULPS ha eliminato la categoria di piccole lame automaticamente esenti dal divieto di porto: la dimensione non esclude di per sé la pericolosità dell'arma, che va valutata sulle caratteristiche e sul contesto.

Massime di principio

  • Il porto di coltelli classificabili come armi improprie costituisce reato di pericolo: basta l'assenza di un giustificato motivo per integrare il reato, senza bisogno di dimostrare un pericolo concreto.
  • La giustificazione rilevante ai fini dell'art. 4 L.110/1975 deve essere fornita immediatamente agli operanti e idonea ad essere verificata: dichiarazioni fornite solo in dibattimento sono, di regola, inidonee a giustificare il porto.
  • Le dimensioni della lama non escludono automaticamente la rilevanza penale; la pericolosità va valutata sulle caratteristiche dell'oggetto e sul contesto (ora, luogo, modalità di porto).
  • La valutazione sulla sussistenza delle attenuanti generiche e sulla resipiscenza è giudizio di merito non sindacabile in Cassazione se motivato in modo non contraddittorio; per ottenere le attenuanti servono elementi positivi a favore dell'imputato.
  • Le doglianze che richiedono una diversa valutazione del fatto o dell'attendibilità delle prove sono inammissibili in Cassazione: il sindacato si limita a vizi della motivazione (mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà).
  • Le richieste di benefici (es. sospensione condizionale) devono essere specifiche e motivate; domande generiche o aspecifiche risultano inammissibili.

Testo integrale

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