Cassazione Penale, Sentenza n. 23414/2025 del 24/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato sussistente conflitto negativo di competenza e, richiamando il principio della perpetuatio jurisdictionis, ha ritenuto che la competenza vada fissata al momento della presentazione dell'istanza. Avendo il provvedimento di esecuzione emesso dalla Procura di Catania la data anteriore (23/08/2022) rispetto alla domanda (29/09/2022), la competenza è stata dichiarata in capo al Tribunale di sorveglianza di Catania.
Esito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza relativo alle istanze di concessione di misure alternative presentate da Lisbona Salvatore. Il Tribunale di Milano ha prospettato il conflitto dopo la trasmissione degli atti dal Tribunale di Catania, sostenendo la propria incompetenza per effetto del principio della perpetuatio jurisdictionis e rilevando un provvedimento di cumulo emesso dalla Procura di Milano (18/09/2024). Il Tribunale di Catania aveva originariamente emesso il provvedimento esecutivo (23/08/2022) e successivamente si era dichiarato incompetente (23/10/2024) per via del cumulo; la questione verteva su quale Tribunale fosse competente a decidere sull'istanza depositata il 29/09/2022.
Norme richiamate
art. 28 comma 1 lett. a) cod. proc. pen.
Usato per qualificare la situazione come conflitto negativo di competenza: due giudici ordinari hanno ricusato di prendere cognizione del medesimo fatto, determinando una stasi del procedimento risolvibile solo dalla Corte di cassazione.
art. 656 comma 6 cod. proc. pen.
Rilevato per individuare il titolo esecutivo che radica la competenza territoriale del tribunale di sorveglianza; la competenza si ancorava al provvedimento di esecuzione emesso dalla Procura di Catania del 23/08/2022.
Principio della perpetuatio jurisdictionis (giurisprudenziale)
La competenza del tribunale di sorveglianza si cristallizza al momento della presentazione della domanda e non viene alterata da successivi mutamenti, come l'emissione di un successivo provvedimento di cumulo.
Massime di principio
- La competenza territoriale per le istanze di misure alternative va determinata in base alla situazione esistente al momento della presentazione dell'istanza (perpetuatio jurisdictionis).
- Un successivo provvedimento di cumulo o altra modifica intervenuta dopo la domanda non sposta la competenza già radicata.
- Se due giudici ordinari si rifiutano di conoscere del medesimo fatto e si crea una stasi processuale, si configura un conflitto negativo ai sensi dell'art. 28 c.1 lett. a) c.p.p., risolvibile dalla Corte di cassazione.
- Per stabilire la competenza investigare quale procura ha emesso il titolo esecutivo prima della domanda (data e contenuto del provvedimento esecutivo sono determinanti).
- In situazioni analoghe occorre documentare esattamente le date di deposito dell'istanza e delle eventuali pronunce/provvedimenti delle procure per provare quale autorità fosse competente al momento della domanda.
- Se sussiste controversia, la parte interessata o il giudice che ritiene di essere incompetente possono sollevare il conflitto di competenza per evitare la stasi del procedimento.
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