Sentenza del 23/01/2019 n. 1758 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia che aveva confermato integralmente un avviso di accertamento relativo al periodo d'imposta 2002, per complessivi euro 911.886,91, ai fini Irpeg, Irap e Iva. L'accertamento riguardava, tra l'altro, costi ritenuti non deducibili, non inerenti o imputati a un esercizio errato, commissioni pagate alla casa madre, costi per servizi, autovetture e formazione, omessa contabilizzazione di commissioni attive, oneri sociali e violazioni Iva su operazioni di cartolarizzazione e servizi finanziari. Il motivo principale accolto dalla Corte riguardava la nullità della sentenza d'appello per motivazione apparente o incomprensibile: la CTR aveva richiamato principi generali e valutato cumulativamente le irregolarità senza esaminare in modo specifico le singole riprese fiscali né spiegare il percorso logico e giuridico seguito.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, dichiarando assorbiti il secondo e il terzo. Ha dichiarato nulla la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, l'ha cassata e ha rinviato la causa alla medesima Commissione, in diversa composizione, affinché esamini nuovamente le singole contestazioni e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. La Corte non ha deciso definitivamente sulla deducibilità dei costi o sulla fondatezza delle violazioni Iva: tali questioni dovranno essere rivalutate dal giudice del rinvio.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 546/1992, artt. 36 e 62
La sentenza tributaria deve contenere una motivazione effettiva e controllabile; la violazione dei requisiti motivazionali può essere fatta valere in cassazione.
Art. 132, comma 1, n. 4, c.p.c.
La sentenza è nulla quando manca l'esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione oppure quando la motivazione è solo apparente, incomprensibile o non consente di ricostruire il ragionamento del giudice.
Art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5, c.p.c.
Prevede i motivi di ricorso per cassazione invocati dalla società: violazione o falsa applicazione di legge, nullità della sentenza o del procedimento e vizio della motivazione su fatti decisivi.
D.Lgs. n. 917/1986, art. 109, già art. 75, TUIR
Disciplina, tra l'altro, i requisiti di certezza, determinabilità, inerenza e competenza temporale dei componenti negativi di reddito. Nel caso concreto, la CTR ha richiamato tali principi senza applicarli analiticamente alle singole poste contestate.
Consente il deposito di memorie illustrative prima dell'udienza di discussione in cassazione.
Massime di principio
- Una sentenza tributaria non è validamente motivata se si limita a richiamare principi astratti o a confermare genericamente l'accertamento senza esaminare le singole contestazioni e spiegare perché ciascuna ripresa sia legittima.
- La motivazione deve consentire alle parti e alla Corte di cassazione di ricostruire con chiarezza il percorso logico e giuridico seguito dal giudice; in caso contrario si configura motivazione apparente e la sentenza è nulla.
- La valutazione cumulativa di numerose irregolarità, soprattutto quando riguardano imposte e componenti diversi, non sostituisce l'analisi specifica di ogni voce dell'accertamento.
- La cassazione con rinvio per vizio motivazionale non comporta automaticamente la vittoria definitiva del contribuente nel merito: il giudice di rinvio dovrà riesaminare la controversia e potrà confermare o modificare le singole riprese, fornendo però una motivazione completa e concreta.
- Quando l'accertamento contiene molteplici contestazioni, è opportuno che il contribuente impugni specificamente ogni voce e che il giudice risponda separatamente alle questioni relative a inerenza, certezza, competenza, imputazione a conto economico e applicazione dell'Iva.
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