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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36984/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato il riesame contro il decreto del GIP che disponeva il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ex art. 240-bis c.p. della somma di Euro 6.000, ritenuta sproporzionata rispetto alle capacità reddituali dell'indagato; la difesa ha dedotto (i) vizi formali e di ritualità del nuovo sequestro, sostenendo che l'originario sequestro della polizia giudiziaria (del 21/02/2023) non era stato convalidato e dunque era inefficace, rendendo illegittimo il successivo provvedimento; (ii) carenza e apparente difetto di motivazione nella valutazione della legittima provenienza/disponibilità delle somme e nel giudizio di sproporzione; (iii) motivazione meramente apparente circa il "periculum in mora" che giustificherebbe il sequestro preventivo.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il nuovo sequestro, richiesto dal PM ai sensi dell'art. 321 c.p.p. in funzione della confisca ex art. 240-bis c.p., fosse legittimo anche se intervenuto nella fase in cui era pendente l'obbligo di restituzione conseguente alla mancata convalida del precedente atto della polizia giudiziaria: la possibilità per il PM di chiedere un nuovo provvedimento cautelare è consentita e la condotta del PM che non ha restituito prima le somme non invalida il nuovo sequestro. Quanto alla motivazione, la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente valutato gli elementi prodotti dalla difesa e motivato la decisione di non ritenere provata la legittima disponibilità delle somme (in assenza di altre fonti reddituali i versamenti risultavano assorbiti dalle esigenze familiari), e che la trattazione sul "periculum in mora" fosse congrua, posto anche il carattere volatile dei beni e le difficoltà economiche dell'indagato che giustificavano il ricorso alla condotta illecita. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali conformemente all'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca "allargata" è applicabile e giustificabile quando vi siano elementi che giustificano l'anticipazione dell'effetto ablativo; la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro disposto in funzione di tale norma.

  • art. 73, commi 1 e 3, d.P.R. n. 309/1990

    Norma relativa al delitto di cui è indagato l'Anelli (illecita detenzione/merceo di stupefacenti); il profitto ritenuto derivante dal reato ha giustificato l'adozione del vincolo cautelare.

  • art. 321 cod. proc. pen. (comma 3-bis e comma 2)

    La Corte ha distinto tra il precedente sequestro della polizia giudiziaria, non convalidato e quindi inefficace, e la legittimità della nuova richiesta/adozione del sequestro da parte del PM ai sensi dell'art. 321, comma 2: il fatto che esistesse un obbligo di restituzione non inficia automaticamente il nuovo provvedimento cautelare quando il PM formula una nuova domanda motivata.

  • art. 416-bis, comma 7, cod. pen.

    Citato in relazione al principio generale della confisca obbligatoria per i delitti di associazione mafiosa; la Corte richiama che anche in questi casi valgono i criteri di motivazione sul "periculum in mora" nella misura cautelare reale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le statuizioni sulle spese processuali a seguito dell'inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese.

  • Sentenza Sezioni Unite n. 36959 del 24/06/2021 "Ellade"

    La sentenza di legittimità richiede, in linea generale, una motivazione adeguata anche sul "periculum in mora" per le misure reali anticipate; la Corte nel caso concreto ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito motivazione sufficiente e coerente rispetto a tale principio.

Massime di principio

  • La Cassazione è assai limitata nel sindacare i giudizi di fatto e le valutazioni di merito relative a misure reali: il ricorso è ammesso principalmente per violazione di legge o per vizi motivazionali tali da rendere il provvedimento privo dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza.
  • La mancata convalida di un primo sequestro compiuto dalla polizia giudiziaria e l'ordine di restituzione non impediscono necessariamente che il Pubblico Ministero chieda e ottenga un nuovo sequestro, se la nuova istanza è motivata su basi diverse e attuali.
  • Per contrastare un sequestro finalizzato alla confisca è essenziale documentare in modo solido la legittima disponibilità delle somme (fonti reddituali alternative, documenti bancari, giustificativi di spesa); elementi deboli o generici sono facilmente ritenuti insufficienti.
  • Nelle misure reali deliberate per confisca "allargata" il giudice deve motivare anche il rischio di dispersione ("periculum in mora"), ma la motivazione può essere concisa se coerente e proporzionata, specie quando sussistono elementi oggettivi di volatilità dei beni o di rischio di sottrazione.
  • In situazioni analoghe, agire tempestivamente per ottenere la restituzione delle somme non convalidate e produrre documentazione probante è cruciale; valutare altresì la possibilità di impugnare il provvedimento del GIP nei termini e con censure mirate ai limiti consentiti in Cassazione.

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