Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36907/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di condanna per tentato omicidio e reati connessi, censurando in particolare: 1) l'applicazione dell'aggravante prevista dall'art. 416-bis.1 cod. pen. (cd. metodo mafioso), ritenendone mancanti gli elementi tipici evocativi di forza intimidatrice o di collegamento a fenomeni di criminalità organizzata; 2) il diniego delle circostanze attenuanti generiche e, per alcuni, della circostanza del contributo di minima importanza (art.114 cod. pen.), nonché la qualificazione del loro ruolo (contestazione della configurabilità del concorso anomalo ex art.116 cod. pen.). Alcuni hanno inoltre invocato il riconoscimento delle attenuanti per confessione, risarcimento e comportamento processuale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i motivi che attaccavano la qualificazione del concorso (esclusione del concorso anomalo) e il mancato riconoscimento del contributo di minima importanza e di altre attenuanti connesse al ruolo e al comportamento di alcuni imputati. Tuttavia ha ritenuto fondati i ricorsi con riferimento all'applicazione dell'aggravante di cui all'art.416-bis.1 cod. pen., rilevando che la motivazione della Corte territoriale era insufficiente e non aveva dimostrato in modo certo la sussistenza, nelle modalità esecutive, degli elementi idonei ad evocare la forza intimidatrice tipica dell'agire mafioso (mancanza di certezza sulla genesi del contrasto, assenza di prova di effetto intimidatorio sulla collettività/astanti, uso delle condotte valorizzate non di per sé probative). Di conseguenza la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente all'aggravante del metodo mafioso e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio sul punto e sul trattamento sanzionatorio; gli altri motivi relativi alle attenuanti sono stati considerati assorbiti ma non preclusi.

Norme richiamate

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    L'aggravante non richiede necessariamente l'esistenza di una compagine mafiosa o l'appartenenza degli autori, ma richiede modalità esecutive concretamente idonee a evocare la forza intimidatrice tipica dell'agire mafioso (anche se non diretta sulle vittime), ovvero a sfruttare la condizione di soggezione/omertà per agevolare la consumazione del reato. In questo caso la Corte ha ritenuto che gli elementi fattuali non fossero sufficienti a dimostrare tale carattere.

  • art. 416-bis cod. pen.

    La disposizione è richiamata nella cornice interpretativa dell'art.416-bis.1; la giurisprudenza richiede collegamenti fattuali derivanti dal metodo mafioso anche se non si richiede la piena appartenenza a un sodalizio.

  • art. 116 cod. pen.

    Il concorso anomalo richiede che l'evento più grave non sia voluto neppure in forma eventuale e che non sia frutto di fattori eccezionali o sopravvenuti. La Corte ha ritenuto, alla luce della ricostruzione fattuale (organizzazione comune, ruoli e modalità), che fosse invece configurabile il pieno concorso e non il concorso anomalo.

  • art. 114 cod. pen.

    La circostanza del contributo di minima importanza presuppone che il contributo del singolo sia causalmente marginale e che il reato si sarebbe realizzato comunque; la Corte ha ritenuto che il contributo di ciascun imputato fosse efficiente e non minimale.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Le attenuanti per ravvedimento/confessione richiedono apprezzamento della tempestività, spontaneità e del reale significato riabilitativo della condotta post-fatto; nel caso la Corte di merito non ha ritenuto tali elementi sufficienti per concedere le generiche.

  • art. 703 cod. pen.

    Norma relativa alla contravvenzione contestata (menzionata nella sentenza di merito), richiamata nel quadro delle imputazioni; nessuna interpretazione particolare operata in cassazione rispetto a questa norma.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata per il riferimento ai motivi di ricorso nei limiti necessari per la motivazione della Cassazione.

Massime di principio

  • Perché sia riconosciuta l'aggravante del "metodo mafioso" (art. 416-bis.1) è necessario dimostrare, oltre alla brutalità del fatto, modalità esecutive che concretamente evocano la forza intimidatrice tipica di gruppi mafiosi: ad esempio condotte volte a suscitare soggezione nella collettività o a sfruttare l'omertà degli astanti. Elementi come possesso di armi o reazione pronta non sono di per sé sufficienti.
  • L'applicazione dell'aggravante può prescindere dalla prova di un vincolo associativo formale o dall'appartenenza degli autori a una cosca, ma richiede collegamenti fattuali specifici che dimostrino l'effetto intimidatorio o la funzionalità delle modalità esecutive alla supremazia mafiosa.
  • La configurabilità del concorso anomalo (art.116) è limitata: va esclusa quando la partecipazione è sinergica e pianificata fin dall'origine; se esistono ruoli e una comune organizzazione dell'azione, è probabile il concorso ordinario.
  • Per ottenere il riconoscimento del contributo di minima importanza (art.114) occorre dimostrare causalmente che l'apporto del singolo è irrilevante rispetto alla realizzazione del reato (analisi controfattuale stretta).
  • Le attenuanti generiche e quelle per ravvedimento/confessione (art.62-bis) richiedono elementi concreti di sincere manifesta riprovazione e cambiamento: confessioni tardive o motivate da esigenze difensive non sempre bastano; la tempestività, spontaneità e riparazione sono valutate complessivamente.
  • In sede di impugnazione per Cassazione, la critica alla motivazione della Corte territoriale trova accoglimento quando sussiste un vizio logico o probatorio concreto, in particolare sulla valutazione di elementi che la giurisprudenza di legittimità considera essenziali (ad es. elemento intimidatorio per art.416-bis.1).

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.