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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36909/2023 del 07/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Delogu era stato condannato per incendio doloso pluriaggravato per avere appiccato il fuoco all'autovettura di servizio nel garage della Stazione dei Carabinieri di Sedilo. Impugnava la conferma della condanna in appello con sei motivi: (1) contestazione della valutazione del movente (le minacce sarebbero riferite all'autovettura personale e non a quella di servizio); (2) incompatibilità delle sue condizioni psico-fisiche (ridotta funzionalità di una mano, limitata flessione del ginocchio, elevato tasso alcolico) con la condotta contestata; (3) mancata plausibilità di agire nonostante la presenza di numerose videocamere; (4) illogicità rispetto alla disponibilità di notevole quantitativo di liquido infiammabile; (5) mancanza di verifica adeguata del percorso di accesso al garage; (6) inefficacia probatoria delle tracce di intonaco ritrovate su indumenti e scarpe (intonaco comune e incertezza sul luogo di repertamento). Chiedeva dunque la cassazione per vizi di motivazione e grave carenza probatoria.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse svolto una motivazione articolata e congrua, valutando unitariamente gli indizi (movente, tracce di intonaco su mani/scarpe, comportamento ostativo dell'imputato, incompatibilità dell'alibi e compatibilità temporale) e avendo adeguatamente respinto le obiezioni difensive. Si è affermato che le censure del ricorrente erano, in gran parte, mera ripetizione dei motivi d'appello e non motivi nuovi di legittimità; inoltre la valutazione indiziaria era conforme ai criteri di legge. Il ricorrente è quindi rimasto condannato alla pena di nove mesi di reclusione e a 4.000,00 euro di ammenda, oltre alla condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende per colpa dell'impugnazione ritenuta irrituale.

Norme richiamate

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato i criteri di valutazione della prova indiziaria: ogni indizio deve essere certo, valutato nella sua intrinseca valenza dimostrativa e poi considerato unitariamente per verificare se, nel complesso, consenta di provare il fatto oltre ogni ragionevole dubbio.

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato quale parametro di rigore probatorio richiesto per la conferma della responsabilità penale in sede di merito; la Corte ha ritenuto rispettato lo standard probatorio richiesto dall'articolo.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    Richiamata a supporto della possibilità di irrogare una sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle ammende) per impugnazioni ritenute irrituali o di scarsa fondatezza.

Massime di principio

  • In materia di prova indiziaria il giudice deve valutare gli elementi con metodo: accertare la certezza dei singoli fatti, valutarne la rilevanza probatoria e poi considerarli nel loro insieme per escludere ragionevoli alternative; se questo procedimento è rispettato la valutazione di merito non è sindacabile in Cassazione salvo vizi logico-giuridici evidenti.
  • La Cassazione respinge i ricorsi che si limitano a riproporre motivi già discussi in appello senza indicare specifici vizi di motivazione o di diritto: è necessario evidenziare errori di diritto o contraddizioni manifeste nella motivazione, non soltanto esprimere una diversa lettura delle prove.
  • Il movente, pur non essendo di per sé prova, può avere funzione rafforzativa in un quadro indiziario convergente; la sua valutazione è ammessa come elemento integrativo purché inserita in una motivazione logica e congrua.
  • L'assenza di una risposta testuale a ogni singola obiezione non costituisce automaticamente vizio motivazionale se la decisione d'insieme mostra di aver considerato e rigettato implicitamente quelle critiche sulla base di ragioni espresse.
  • Per impugnare con successo in Cassazione questioni relative alla compatibilità fisica o alla possibilità materiale di compiere il fatto è necessario dimostrare errori nella valutazione tecnica (perizia) o incoerenze manifeste, non la mera insistita negazione della possibilità.
  • Le tracce materiali (es. intonaco su indumenti e scarpe) assumono valore probatorio se collegate logicamente al percorso o al luogo del reato; la loro carattere comune non le esclude di per sé, ma richiede che la valutazione globale determini l'univoca significazione.

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