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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31452/2023 del 13/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Lo straniero ha proposto opposizione avverso il decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Roma, deducendo di aver manifestato la volontà di presentare domanda di protezione internazionale e chiedendo la sospensione del procedimento espulsivo. In cassazione ha lamentato la violazione dell'art. 7 d.lgs. 25/2008, assumendo che il richiedente asilo abbia diritto di permanere nel territorio nazionale fino alla decisione sulla domanda e che la sua comunicazione via PEC alla Questura, con richiesta di formalizzazione della domanda, fosse sufficiente a integrare la qualità di richiedente o comunque a precludere l'espulsione.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il giudice di pace avesse fondato il rigetto su una pluralità di rationes decidendi autonome: da un lato l'assenza di una effettiva domanda di protezione internazionale prima del decreto di espulsione; dall'altro, anche a voler ritenere presentata la domanda, il decreto non sarebbe stato annullabile ma soltanto sospeso, secondo l'orientamento di legittimità richiamato. Poiché il ricorso non censurava la seconda ratio autonoma, la critica è risultata priva di interesse e quindi inammissibile. Nessuna statuizione sulle spese è stata adottata, e non sono stati dovuti esborsi per l'esenzione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 13 d.lgs. 286/1998

    artt. 13 d. lgs. 286/1998

    costituisce il fondamento normativo dell'opposizione al decreto di espulsione e del controllo del giudice di pace sul provvedimento prefettizio.

  • art. 18 d.lgs. 150/2011

    artt. 13 d. lgs. 286/1998 e 18 d. lgs. 150/2011

    regola il rito dell'opposizione al decreto di espulsione; il procedimento è inoltre esente da tasse o imposte.

  • art. 7 d.lgs. 25/2008

    è invocato dalla parte ricorrente per sostenere il diritto del richiedente asilo a rimanere nel territorio nazionale sino alla decisione sulla domanda di protezione internazionale.

  • art. 13, comma 8, d.lgs. n. 286 del 1998

    art. 13, comma 8, del d.lgs. n. 286 del 1998

    il giudice di pace adito in opposizione al decreto di espulsione non può annullare il provvedimento per la sola sopravvenuta proposizione della domanda di protezione internazionale, poiché l'effetto è la sospensione dell'efficacia e non l'invalidità del decreto.

  • art. 18, comma 8, d.lgs. 150/2011

    art. 18, comma 8, d. lgs. 150/2011

    il procedimento è esente da ogni tassa o imposta.

Massime di principio

  • Quando una decisione di merito si fonda su più rationes decidendi autonome e ciascuna è da sola sufficiente a sorreggerla, il ricorrente deve impugnarle tutte; l'omessa censura di una sola di esse rende inammissibile il ricorso per difetto di interesse.
  • Nel giudizio di opposizione al decreto di espulsione, la mera manifestazione di volontà di chiedere protezione internazionale non è equiparata, di per sé, alla presentazione della domanda, se il giudice di merito accerta in fatto che la domanda non è stata ancora formalmente proposta.
  • La proposizione della domanda di protezione internazionale dopo l'adozione del decreto di espulsione non determina automaticamente la caducazione del decreto, ma può comportarne soltanto la sospensione dell'efficacia, con esclusione del potere del giudice di pace di annullarlo per tale sola ragione.
  • Il diritto a permanere nel territorio nazionale previsto dalla normativa sull'asilo opera in relazione alla effettiva presentazione della domanda di protezione internazionale e non alla sola intenzione di proporla.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniGiurisdizione internazionale
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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