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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22387/2026 del 17/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente era stata ritenuta responsabile nei giudizi di merito del reato di guida in stato di ebbrezza aggravato dalle specifiche soglie previste dall'art. 186, comma 2, lett. c), commi 2-bis e 2-sexies cod. strada. Con il primo motivo di ricorso contestava, sotto la formale veste di vizio di legittimità, l'affermazione di penale responsabilità, ma in sostanza censurava la ricostruzione del fatto e la valutazione delle prove compiute dai giudici di merito. Con il secondo motivo deduceva l'erronea esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la condotta dovesse essere ritenuta non punibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché diretto a una rivalutazione del fatto e del compendio probatorio, attività riservata ai giudici di merito, i quali avevano offerto una motivazione congrua, logica e fondata su corrette inferenze e massime di अनुभवienza. Ha ritenuto infondato anche il secondo motivo, osservando che l'esclusione della particolare tenuità del fatto era stata motivata con riferimento al disvalore oggettivo della condotta, apprezzamento coerente con le risultanze istruttorie e non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 186, comma 2, lett. c), commi 2-bis e 2-sexies cod. strada

    Norma incriminatrice richiamata come base della condanna di merito per guida in stato di ebbrezza nelle ipotesi aggravate previste dalla disciplina stradale.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto può essere esclusa in ragione del concreto disvalore oggettivo della condotta, se la motivazione sul punto è congrua e immune da vizi logici.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, è posta a carico del ricorrente la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito trasformare una censura di violazione di legge in una richiesta di nuova valutazione del fatto o delle prove, poiché tale apprezzamento appartiene in via esclusiva ai giudici di merito.
  • La motivazione della sentenza di merito è insindacabile in cassazione quando sia congrua, coerente e priva di vizi logici, anche se sorretta da criteri inferenziali e massime di esperienza condivisibili.
  • L'esclusione della particolare tenuità del fatto è legittima quando il giudice valorizzi il concreto disvalore oggettivo della condotta con argomentazione non incongrua e coerente con il materiale probatorio.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento della somma stabilita in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieGuida in stato di ebbrezzaCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiReati stradaliParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoOnere della prova

Testo integrale

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