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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20764/2024 del 27/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva l'estinzione del reato per prescrizione. Il fatto risale al 2 ottobre 2017; il ricorrente sosteneva che, applicando il termine prescrizionale massimo di cinque anni per le contravvenzioni, il reato si sarebbe estinto il 2 ottobre 2022 e, tenuto conto di 152 giorni di sospensione, il reato sarebbe stato prescritto in data 3 marzo 2023, cioè prima dell'udienza di appello del 7 giugno 2023. Denunciava quindi errata applicazione della legge e vizio della motivazione in relazione all'art. 157 c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che, essendo il fatto commesso il 2 ottobre 2017, fosse applicabile la disciplina introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103 (cd. legge Orlando) per i reati commessi dal 3 agosto 2017: tale disciplina prevede la sospensione del corso della prescrizione per determinati periodi (fra cui un anno e sei mesi aggiuntivi collegati ai gradi di giudizio). La Corte ha spiegato la successiva evoluzione normativa (legge Bonafede, riforma Cartabia con art. 161-bis e introduzione dell'art. 344-bis per l'improcedibilità) e ha indicato che la normativa applicabile va determinata in base alla data del fatto. Concludendo che alla prescrizione dovevano essere aggiunti i periodi di sospensione previsti dalla legge Orlando, la Corte ha ritenuto che il reato non fosse ancora estinto per prescrizione. Ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La normativa applicabile alla prescrizione si determina in base alla data del fatto: individuare esattamente la data del reato è fondamentale per scegliere il regime (Cirielli, Orlando, Bonafede, Cartabia).
  • Per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2020 si applicano, in linea di principio, i periodi di sospensione introdotti dalla legge Orlando; tali sospensioni possono prolungare la durata effettiva della prescrizione oltre il termine teorico.
  • La semplice sottrazione degli anni previsionali non è sufficiente: bisogna conteggiare anche eventuali periodi di sospensione e le loro durate previste dalla normativa applicabile, nonché eventuali interruzioni o cause estintive.
  • In casi di successione normativa, la Corte valuta quale disciplina sia applicabile e può ritenere applicabile la norma più favorevole al reo secondo le regole generali di diritto penale nel tempo.
  • Quando si contesta la prescrizione occorre documentare e dimostrare con precisione i calcoli temporali (date di commesso reato, depositi di sentenze, udienze, sospensioni) e la normativa applicabile; omissioni o errori in tali calcoli rendono improbabile l'accoglimento dell'eccezione.
  • La dichiarazione di inammissibilità del ricorso per motivi manifesti comporta spesso condanna alle spese e, se previsto, al pagamento in favore della Cassa delle ammende.

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