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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20762/2024 del 27/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per guida in stato di ebbrezza (art. 186 cod. strada) con tassi alcolemici rilevati pari a 2,34 g/l e 2,23 g/l. Il ricorrente denunciava: mancata acquisizione/escussione di prove decisive (escussione di Longato Patrizia e libretto metrologico dell'etilometro) che avrebbero dimostrato l'assenza di verifiche periodiche sull'etilometro; erronea configurazione dell'aggravante per avere provocato un incidente stradale; ingiustificata negazione delle circostanze attenuanti generiche e mancata riduzione della pena; e mancato avviso per possibile sostituzione della pena detentiva ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e ha confermato la decisione di merito. Motivi principali: il ricorrente aveva ottenuto e accettato il rito abbreviato non condizionato senza sollevare contestazioni preliminari sull'utilizzo degli scontrini dell'etilometro, per cui non poteva poi contestarne l'utilizzabilità tardivamente; l'onere di prova sull'omologazione/controlli dell'etilometro grava sul P.M. solo se il difensore allega in modo tempestivo la contestazione del buon funzionamento; le valutazioni del giudice di merito sull'aggravante per incidente e sul diniego delle attenuanti sono logiche e non sindacabili in cassazione; infine, la richiesta di sostituzione della pena ai sensi dell'art. 545-bis non era stata proposta in appello, perciò non poteva pretendere l'avviso ex comma 1 di tale norma. Conseguente condanna del ricorrente alle spese.

Norme richiamate

  • art. 186, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada)

    art. 186, commi 2 lett. c), 2-bis e 2-sexies

    Norma che incrimina la guida in stato di ebbrezza e prevede aggravanti; nella sentenza applicata per la condanna dell'imputato e per l'individuazione delle aggravanti (incidente, orario notturno). La prova del tasso alcolemico è centrale per l'accertamento.

  • art. 379, Regolamento di esecuzione del Codice della Strada

    Stabilisce l'obbligo di omologazione e delle verifiche periodiche sugli etilometri; la Corte precisa che tali dati hanno rilievo processuale solo se l'imputato contesta il buon funzionamento e ne allega l'eccezione tempestivamente.

  • art. 438 c.p.p.

    Disciplina l'ammissione al rito abbreviato: l'accettazione del rito abbreviato non condizionato comporta implicitamente l'accettazione del quadro probatorio posto a base della decisione; eccezioni sull'utilizzabilità di prove devono essere sollevate prima dell'introduzione del rito.

  • art. 441 c.p.p.

    Prevede l'escussione di testi nel dibattimento; il ricorrente aveva chiesto l'escussione della teste Longato Patricia ai sensi di questa norma, istanza poi rigettata dal G.U.P., decisione ritenuta legittima in sede di merito.

  • art. 173, comma 1, disposizioni attuative c.p.p.

    Limita la esposizione dei motivi di ricorso in cassazione ai fini della motivazione della decisione; richiamata per la corretta esposizione dei motivi.

  • art. 62-bis c.p.

    Riguarda le circostanze attenuanti generiche: la Corte ha ritenuto corretta la valutazione del giudice di merito che ha negato le attenuanti, motivando in relazione ai criteri dell'art. 133 c.p.; la giurisprudenza richiede motivazione per riconoscere le attenuanti, mentre la decisione negativa non necessita di analitica motivazione oltre quanto già fornito.

  • art. 65 c.p.

    Norma collegata alla determinazione della pena e alla riduzione; la richiesta di riduzione della pena non è stata ritenuta fondata in base alle valutazioni di merito sulle circostanze attenuanti.

  • art. 545-bis c.p.p.

    Regola la sostituzione delle pene detentive brevi con pene alternative e l'obbligo di avviso delle parti: la Corte ha ricordato che l'eventuale applicazione in appello va specificamente devoluta nelle difese di parte; in mancanza di richiesta in appello il giudice non è tenuto a dare l'avviso previsto.

  • legge 24 novembre 1981, n. 689, art. 53

    Riferimento normativo sulla possibilità di pene sostitutive; citata in relazione all'art. 545-bis c.p.p. e all'ipotesi di sostituzione della pena detentiva.

Massime di principio

  • Se l'imputato accetta un rito abbreviato non condizionato senza sollevare preventivamente eccezioni sull'utilizzabilità di prove (es. scontrini dell'etilometro), non potrà poi contestarne l'utilizzo in sede di impugnazione per cassazione.
  • L'onere per il P.M. di dimostrare l'omologazione e le verifiche periodiche dell'etilometro scatta solo se l'imputato allega tempestivamente e con sufficiente specificità la contestazione del buon funzionamento del dispositivo.
  • Le valutazioni di fatto e le decisioni discrezionali del giudice di merito (es. valutazione dell'aggravante incidente, diniego delle attenuanti) sono, se logiche e congrue, sottratte al sindacato di legittimità in Cassazione.
  • Per ottenere l'applicazione o l'avviso relativo alle pene sostitutive ex art. 545-bis c.p.p. occorre che la questione sia sollevata specificamente nel giudizio di appello; la mancata richiesta impedisce di opporsi successivamente all'assenza dell'avviso.
  • In tema di attenuanti generiche il giudice che le concede deve motivare positivamente la meritevolezza della deroga, mentre la decisione negativa è legittima se sorretta da motivazione logica e coerente con gli elementi processuali.

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