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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21688/2023 del 22/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne per coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Gli appellanti deducono: insufficiente e manifesta illogicità della motivazione sul capo A) (coltivazione) perché è stata giudicata la responsabilità senza accertare il principio attivo delle piante già mature; carenza di prova e motivazione sul capo B) (hashish) per mancanza di accertamento dell'efficacia drogante e del peso utile; mancanza di motivazione circa la destinazione alla cessione (anziché ad uso personale) della sostanza ritrovata presso Manuel; mancata motivazione sul diniego della non menzione della condanna per Jessica; errata motivazione e applicazione di legge nel rigetto della sospensione condizionale della pena per Jessica.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato la maggior parte dei motivi di ricorso, confermando la responsabilità penale irrevocabile per entrambi e le condanne inflitte in sede di merito. In particolare: i primi tre motivi (sul valore probatorio delle piante mature, sull'identificazione dell'hashish e sulla destinazione alla cessione) sono stati ritenuti infondati alla luce del principio consolidato che la coltivazione è configurabile anche senza valutazione immediata del principio attivo quando la pianta sia del tipo botanico idoneo e coltivata con modalità tali da produrre stupefacente, e considerando gli accertamenti di laboratorio e gli indici di contesto (bilancino, macchine per confezionamento, sacchetti, denaro, doppiofondo del furgone). Tuttavia i motivi quarto e quinto relativi alla mancata motivazione circa la non menzione della condanna e al diniego della sospensione condizionale della pena per De Luca Jessica sono stati ritenuti fondati: la sentenza di merito non ha adeguatamente motivato sul diniego di tali benefici. Ne consegue l'annullamento parziale della sentenza nei soli punti relativi a tali benefici in capo a Jessica e il rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Torino per un nuovo giudizio su quei punti; per il resto il ricorso è rigettato. Il ricorso di De Luca Manuel è stato integralmente rigettato e questi è condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    presente nell'imputazione (concorso nel reato)

    utilizzato per inquadrare la responsabilità concorrente degli imputati nella commissione dei reati

  • D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 26, 28 e 73, commi 1 e 4

    art. 26, 28 e 73, comma 1 e 4 d.p.r. 9 ottobre 1990 n. 309

    normativa sostanziale sugli stupefacenti applicata per configurare i reati di coltivazione e detenzione ai fini di spaccio; il comma 4 dell'art. 73 riguarda le circostanze aggravanti/forme particolari di detenzione

  • art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    art. 606 lett. b) ed e) cod.proc.pen.

    si tratta dei motivi di cassazione invocati (vizi di motivazione, errata applicazione di legge); la Corte di Cassazione ha valutato se sussistesse carenza o manifesta illogicità della motivazione

  • Sez. U. n. 12348 del 19/12/2019 (Caruso)

    Sez. U. n. 12348 del 19/12/2019, dep. 2020, Caruso, Rv. 278624

    principio di diritto consolidato: il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile indipendentemente dalla immediata valutazione del principio attivo quando la pianta sia del tipo idoneo e coltivata con modalità atte a portarla a maturazione; invece sono escluse le coltivazioni di minime dimensioni e domestiche destinate esclusivamente all'uso personale

  • Giurisprudenza di Sez. 3 e Sez. 4 (casi su perizia/accertamento tecnico)

    Sez. 3, n. 15137 del 15/02/2019, Rv. 275968; Sez. 4, n. 4324 del 27/10/2015 dep. 2016, Rv. 265976

    orientamento secondo cui il giudice non è obbligato a disporre sempre una perizia tecnica per stabilire qualita' e quantita' del principio attivo se possono essere desunte da altre prove e dal contesto, purché la decisione sia adeguatamente motivata

Massime di principio

  • La coltivazione di piante del tipo psicoattivo è perseguibile anche senza misurazione immediata del principio attivo se la pianta è del tipo botanico idoneo e le modalità di coltivazione mostrano finalità produttive; solo le coltivazioni minime e domestiche, con tecniche rudimentali e senza altri indici, possono essere considerate per uso personale
  • L'identificazione della sostanza come stupefacente può essere desunta da analisi di laboratorio e da altre fonti di prova; l'assenza di un accertamento tecnico sul principio attivo non comporta automaticamente l'inesistenza del reato se il contesto probatorio è consistente
  • Per stabilire la destinazione alla cessione (spaccio) il giudice di merito valuta il complesso degli elementi di fatto: quantità, presenza di bilancini, materiale per confezionamento, denaro, doppiofondo, e le dichiarazioni dell'interessato; tale valutazione è sindacabile in Cassazione solo per carenza o manifesta illogicità della motivazione
  • Le decisioni sui benefici (non menzione, sospensione condizionale) richiedono motivazioni specifiche e non possono essere rigettate con argomentazioni generiche; la mancanza di motivazione adeguata su questi punti può portare all'annullamento parziale e al rinvio
  • In caso di esito di giudizio abbreviato e di elementi probatori coerenti tra loro, la conferma della responsabilità in sede di legittimità è frequente salvo vizi di motivazione o di diritto su punti specifici

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