Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11055/2026 del 24/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza di conferma della misura cautelare in carcere censurando la ritenuta sussistenza dell'aggravante dell'"ingente quantità". Si denunciava: errore nel riferimento alla tipologia di sostanza (sosteneva trattarsi di marijuana e non di hashish), carattere meramente congetturale delle valutazioni sul superamento della soglia dei 2 kg di THC (individuata dalle Sezioni Unite "Biondi"), e l'assenza di consulenza tecnica per determinare la concentrazione di principio attivo, rilevando che la diversa concentrazione tra hashish e marijuana avrebbe reso inapplicabile il parametro adottato dal Tribunale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di interesse del ricorrente: la censura riguardava solo la configurabilità dell'aggravante e non la sussistenza del quadro indiziario o delle esigenze cautelari, sicché l'eventuale esclusione dell'aggravante non avrebbe inciso sulla legittimità della misura custodiale. La Corte ha inoltre osservato che il Tribunale, pur in assenza della consulenza tecnica, aveva fornito una motivazione ritenuta immune da rilievi deducibili in questa sede, richiamando dati internazionali (potenza media della cannabis intorno all'11% di THC) non contestati. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende; non è derivata remissione in libertà e la Cancelleria curerà gli adempimenti comunicativi previsti dalla normativa processuale.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 309/1990 - Testo unico in materia di stupefacenti, artt. 73, 80

    Le disposizioni incriminatrici relative al traffico di stupefacenti e alle eventuali aggravanti sono state richiamate come fondamento del provvedimento cautelare; l'aggravante dell'"ingente quantità" trova base nella normativa sostanziale sugli stupefacenti

  • Codice di procedura penale, art. 303, comma 1, lett. a)

    Rilevato come l'eventuale approfondimento sulla fase procedimentale ("termine di fase") e le conseguenze sulla misura cautelare dovranno essere trattate con specifica istanza diretta a ottenere la perdita di efficacia della misura

  • Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, art. 94, comma 1-ter

    Norma richiamata per gli adempimenti comunicativi della Cancelleria nel caso in cui il provvedimento non determini la rimessione in libertà del detenuto

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 20891 del 18/06/2020 (Piccirillo)

    "è inammissibile, per carenza di interesse, il ricorso per cassazione contro un provvedimento de libertate non rivolto a contestare la sussistenza del quadro indiziario e delle esigenze cautelari ma solo la configurabilità di determinate circostanze aggravanti, quando dall'esistenza o meno di tali circostanze non dipende, per l'assenza di ripercussioni sull'an o sul quomodo della cautela, la legittimità della disposta misura"

    Principio applicato: il ricorso è inammissibile se limita la critica a circostanze aggravanti che non incidono sulla legittimità della misura cautelare; occorre un interesse concreto collegato all'effetto sulla misura

  • Sezioni Unite - sentenza "Biondi" (parametri su soglia THC)

    "soglia dei due chilogrammi di THC"; parametro indicato come 5% di THC

    Le Sezioni Unite hanno individuato criteri/parametri per il calcolo dell'"ingente quantità" in relazione al contenuto di principio attivo (citata come riferimento per la soglia di 2 kg di THC e per il parametro percentuale del 5%); la Corte ha confrontato tale parametro con dati internazionali sulla potenza media della cannabis

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione contro un provvedimento "de libertate" è inammissibile per carenza di interesse quando contesta soltanto l'applicazione di un'aggravante che non incide sulla legittimità della misura cautelare: occorre che la censura possa effettivamente determinare la cessazione o la modifica della misura per essere rilevante in cassazione
  • Se la critica riguarda aspetti tecnico-scientifici (es. percentuale di THC, distinzione tra hashish e marijuana) e non incide direttamente sulle esigenze cautelari, il rimedio adeguato è un'istanza volta a dichiarare la perdita di efficacia della misura o l'impugnazione del provvedimento cautelare per vizio sostanziale nel quadro indiziario
  • In assenza di consulenza tecnica, i giudici possono fare riferimento a dati scientifici o fonti internazionali non contestate dalle parti per suffragare le proprie valutazioni; tuttavia tale uso richiede una motivazione idonea e può essere oggetto di doglianze in sede corretta quando incida sulla detenzione
  • Nel valutare la configurabilità dell'aggravante dell'"ingente quantità" è rilevante la determinazione del contenuto di principio attivo; la semplice enunciazione di possibili differenze tra tipologie di sostanza (hashish vs marijuana) non è sufficiente se non supportata da accertamenti tecnici
  • Ricorsi manifestamente privi di interesse o infondati possono comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (es. somma alla Cassa delle Ammende)

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.