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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28518/2025 del 04/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 12/12/2024 che aveva confermato la condanna del Meazza per: capo 1) bancarotta documentale semplice (omessa/irregolare tenuta della contabilità per l'esercizio 2018) ex art. 217, comma 2 L. Fall.; capi 2) e 3) due reati di bancarotta fraudolenta per distrazione di somme nell'esercizio delle funzioni di amministratore unico della MGF Energie s.r.l. I motivi di ricorso contestavano: per il capo 1) la regolarità della contabilità per 2016-2017, la cessazione dell'attività nel 2018, la sostituzione dell'amministratore prima del termine di deposito del bilancio e l'assenza del dolo e la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. per particolare tenuità; per i capi 2) e 3) la mancata sussistenza della distrazione in quanto i fondi sarebbero stati versati a terzi per attività svolte e il credito che ha determinato il fallimento sarebbe sorto solo nel 2018; per il terzo motivo la mancanza di motivazione dell'omessa valutazione sulla concessione di pene alternative ai sensi dell'art. 20-bis c.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato la maggior parte del ricorso, ritenendo infondati o manifestamente infondati i primi due motivi e confermando la condanna per bancarotta documentale e per bancarotta fraudolenta distrattiva sulla base della documentazione probatoria (mancata prova della destinazione dei fondi, prelievi non giustificati, pagamenti a soggetti e società riconducibili all'imputato o a sodalizio). È stata altresì respinta la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis c.p. per l'assenza dei requisiti di particolare tenuità e per il significativo pregiudizio accertato (passivo pari a circa 3,5 milioni). Tuttavia la Cassazione ha accolto il terzo motivo: ha censurato l'omessa motivazione della Corte d'appello in ordine alla richiesta di pene sostitutive ai sensi dell'art. 20-bis c.p., annullando la sentenza limitatamente a tale punto e rinviando ad altra Sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo esame e decisione sulla concessione delle sanzioni sostitutive; per il resto il ricorso è stato rigettato e le condanne sono confermate.

Norme richiamate

  • art. 217, comma 2, legge fallimentare

    Norma applicata per il reato di bancarotta documentale semplice: obbligo dell'imprenditore alla regolare tenuta delle scritture contabili per tutta la durata del mandato; responsabilità dell'amministratore anche se la contabilità è stata affidata a terzi, salvo prova rigorosa contraria

  • art. 216 L. Fall. (prima parte del n.1)

    Rilevante per i fatti di disposizione di beni poi qualificati come distrazione una volta intervenuto il fallimento; gli atti, pur non delittuosi in astratto, acquisiscono rilevanza penale ex tunc al momento del fallimento

  • art. 33 legge fallimentare

    Richiamata per la quantificazione del passivo accertato nella relazione della curatela, utilizzata nella valutazione del pregiudizio per i creditori

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulla particolare tenuità del fatto: esclusa dalla Corte di merito perché la condotta è risultata offensiva per il bene giuridico protetto, reiterata e con ricadute significative sul credito; quindi non applicabile

  • art. 20-bis cod. pen.

    Consente l'applicazione di pene alternative; la Corte d'appello ha omesso di motivare sulla richiesta formulata in appello, omissione che ha determinato l'annullamento limitato con rinvio per nuovo esame

  • art. 2214 e art. 2241 cod. civ.

    Richiamati per il principio che l'imprenditore è personalmente obbligato alla tenuta dei libri contabili; la delega a terzi non esclude la responsabilità dell'imprenditore

  • art. 2389 cod. civ.

    Richiamato in relazione ai compensi degli amministratori: la misura del compenso deve essere determinata dall'assemblea; prelievi senza delibera possono costituire distrazione

  • art. 133 cod. pen.

    Richiami normativi utilizzati nella valutazione del grado di colpevolezza e delle circostanze per il diniego della particolare tenuità

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di possibilità di formulare richieste nuove in appello; la giurisprudenza consente comunque la valutazione da parte del giudice d'appello di istanze formulate in gravame

  • art. 53 legge n. 689/1981

    Menzi ono giurisprudenziale sulla possibilità di richiedere sanzione sostitutiva anche in appello; utile per il principio che l'appellante non è limitato a quanto chiesto in primo grado

Massime di principio

  • L'amministratore è sempre responsabile dell'adeguata tenuta delle scritture contabili: la semplice delega a un consulente non esonera dalla responsabilità penale salvo prova rigorosa e specifica della corretta esecuzione e della consegna della documentazione al successore.
  • L'obbligo di tenuta dei libri contabili permane finché non sia formalmente cessata l'attività (es. cancellazione dal registro delle imprese) o non sia provata la consegna delle scritture; la inattività di fatto non elimina l'obbligo.
  • In casi di bancarotta fraudolenta per distrazione, il giudice può desumere la distrazione dalla mancata dimostrazione, da parte dell'amministratore, della destinazione dei beni o delle somme: l'onere probatorio gravita sul soggetto che ha gestito il patrimonio sociale.
  • I prelevamenti a titolo di compenso agli amministratori devono essere supportati da delibera assembleare che determini il quantum; in assenza di ciò i prelievi possono essere qualificati come distrazione.
  • La particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) non è riconosciuta quando la condotta ha potenzialità lesiva concreta e significative ricadute sul patrimonio e sui creditori, o quando la condotta è reiterata o sistematica.
  • La richiesta di applicazione di pene alternative può essere formulata in appello e il giudice d'appello ha il dovere di motivare la decisione su tale istanza; l'omessa pronuncia su richiesta formulata in gravame è motivo di annullamento e rinvio.

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