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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 594/2025 del 08/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Iapicco, sottoposto a misura cautelare (arresti domiciliari) per reati di detenzione e traffico di stupefacenti e detenzione di proiettili, ha chiesto la modifica del luogo degli arresti domiciliari con rientro nella sua residenza a Nocera Inferiore e autorizzazione a svolgere un lavoro di contabile a Nocera Superiore (sei ore mattutine, senza contatti con il pubblico). La difesa ha invocato l'osservanza delle prescrizioni, l'ottimo comportamento durante la detenzione domiciliare, la perdita del sostegno economico dei parenti e la necessità di provvedere al nucleo familiare, nonché la volontà di reinserimento sociale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il ricorrente abbia soltanto reiterato le stesse deduzioni già esaminate in appello senza confrontarsi con le motivazioni dell'ordinanza impugnata e senza allegare fatti nuovi idonei a escludere il rischio di recidiva. I giudici hanno ritenuto persuasiva la valutazione del Tribunale secondo cui la concessione degli arresti domiciliari originari era stata motivata dall'esigenza di allontanamento dall'ambiente criminale dove era maturata la condotta (grave quantità di stupefacenti), esigenza non scalfita dalle nuove deduzioni difensive. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento, in via equitativa, di tremila euro alla Cassa delle ammende, oltre alla condanna prevista dall'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73

    Norma che incrimina il traffico e la detenzione di sostanze stupefacenti; i fatti ad essa ascritti (detenzione di rilevanti quantitativi di stupefacenti) sono stati valutati come indice di pericolosità e di collegamento dell'imputato a un contesto criminale territoriale, giustificando le esigenze cautelari.

  • codice penale, art. 697

    Riguarda la detenzione di proiettili, contestata insieme ai reati di droga e considerata nel quadro complessivo della gravità delle condotte contestate.

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Prevede la sintesi dei motivi del ricorso; qui è richiamato in relazione alla modalità di esposizione sintetica delle censure in cassazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per disporre la condanna alle spese del procedimento nei confronti del ricorrente a seguito dell'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • Per ottenere la modifica della misura cautelare (es. rientro nel domicilio originario) è necessario allegare fatti nuovi e concreti che incidano sulle esigenze cautelari originarie; la sola reiterazione di argomentazioni già valutate non è sufficiente.
  • Il buon comportamento durante la detenzione domiciliare e la difficoltà economica dei parenti possono essere elementi favorevoli, ma non eliminano automaticamente il rischio di recidiva se il provvedimento cautelare è fondato sulla necessità di interrompere i legami con un contesto criminale locale consolidato.
  • Le autorizzazioni a svolgere attività lavorativa non sopravanzano le esigenze di prevenzione della recidiva: l'eventuale lavoro va valutato nel concreto e confrontato con il rischio derivante dal ritorno nell'ambiente di riferimento.
  • In sede di impugnazione (anche in Cassazione) occorre confrontarsi espressamente con le ragioni della decisione impugnata e spiegare perché tali ragioni risultino errate o superate da nuovi elementi; altrimenti il ricorso può essere dichiarato inammissibile.
  • Il mancato rispetto di tali regole processuali può comportare non solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso, ma anche condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (es. somma alla Cassa delle ammende).

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