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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42287/2022 del 09/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della condanna per il reato di omessa dichiarazione/omesso versamento delle ritenute come sostituto d'imposta (art. 10-bis d.lgs. 74/2000). Il ricorrente contestava che il reato non si fosse perfezionato in mancanza dell'esito del procedimento amministrativo previsto dall'art. 36-bis d.P.R. 600/1973 (avviso bonario e possibilità di regolarizzazione entro 30 giorni), denunciando inoltre l'assenza di prova della notifica dell'avviso bonario, l'insussistenza del dolo per la grave crisi finanziaria della società e la sussistenza dell'esimente dell'adempimento di un dovere (con riguardo alla procedura di concordato). In secondo luogo si contestava la legittimità della confisca, sostenendo che non potesse colpire beni non riconducibili al profitto della società incorporata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il primo motivo: il reato ex art. 10-bis si perfeziona con la presentazione della dichiarazione annuale del sostituto (Modello 770) e l'omesso versamento delle ritenute risultanti dalla stessa, indipendentemente dall'esito del procedimento amministrativo di riliquidazione ex art. 36-bis. La mancata notifica dell'avviso bonario non era stata efficacemente provata dall'imputato e le argomentazioni relative allo stato di crisi e alla richiesta di concordato non esonerano dalla responsabilità penale, trattandosi di reato a dolo generico. Ha ritenuto inoltre generico il secondo motivo sulla confisca: i giudici di merito avevano correttamente ritenuto che, per effetto della fusione, la società incorporante era succeduta nelle posizioni debitorie e nei beni soggetti a sequestro/ confisca. Il ricorso è dunque inammissibile; a carico del ricorrente sono poste le spese e una somma alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 10-bis d.lgs. 74/2000

    Il reato di omesso versamento delle ritenute da parte del sostituto d'imposta si perfeziona con la presentazione della dichiarazione annuale (Modello 770) se non sono stati versati gli importi dovuti risultanti dalla dichiarazione stessa; è un reato a dolo generico, per il quale la difficoltà finanziaria non esclude automaticamente il dolo.

  • art. 36-bis d.P.R. 600/1973

    Regola il procedimento amministrativo di riliquidazione e l'invio dell'avviso bonario che consente la regolarizzazione entro 30 giorni; tale procedura è amministrativa e non posticipa il momento di perfezionamento del reato penale previsto dall'art. 10-bis quando la dichiarazione è già stata presentata senza i versamenti dovuti.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti alla riproduzione dei motivi di impugnazione in Cassazione; la Corte ha richiamato la necessità di specificità e novità delle censure rispetto a quelle già valutate in appello, valorizzando il profilo formale dell'inammissibilità per genericità.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata in relazione ai vizi di motivazione e qualificazione delle censure in Cassazione; la Corte ha valutato la mancanza di contestazioni specifiche alla motivazione di merito.

  • art. 51 cod. pen.

    Adempimento di un dovere come causa di giustificazione: la Corte ha ritenuto inapplicabile tale esimente perché gli eventuali divieti o prescrizioni posti dal giudice del concordato sono intervenuti successivamente all'omissione contestata e non prima, quindi non erano idonei a giustificare il mancato versamento.

  • art. 27 Cost.

    Principio della presunzione di non colpevolezza citato dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che l'accusa avesse dimostrato gli elementi del reato e che le censure difensive non avessero efficacemente confutato la prova, per cui non si è ravvisata violazione del principio.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato in tema di diritto a un processo equo e presunzione di innocenza; la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione in quanto gli elementi essenziali del reato erano stati accertati.

Massime di principio

  • Per il reato ex art. 10-bis d.lgs. 74/2000 il momento di perfezionamento può coincidere con la presentazione della dichiarazione annuale del sostituto (Modello 770) quando da essa risultino ritenute dovute e non versate; il procedimento amministrativo di riliquidazione non sospende automaticamente la rilevanza penale.
  • La procedura di avviso bonario ex art. 36-bis DPR 600/1973 è rilevante ai fini amministrativi e della possibilità di regolarizzazione, ma non costituisce di per sé condizione necessaria per il perfezionamento del reato penale già configurato al momento della dichiarazione omessa.
  • Lo stato di crisi finanziaria o la presentazione di istanze concorsuali (es. concordato preventivo) non esonerano automaticamente il sostituto d'imposta dalla responsabilità penale: si richiede prova della mancanza di consapevolezza o dell'impossibilità sopravvenuta antecedente all'omissione, non della mera difficoltà economica.
  • La confisca può colpire beni della società successore quando, a seguito di fusioni o incorporazioni, quest'ultima abbia acquisito la posizione patrimoniale e le obbligazioni della società che ha realizzato il profitto illecito.
  • In Cassazione le censure devono essere specifiche, concrete e non meramente reiterative rispetto a quelle già disattese in grado di merito; motivi generici o privi di relazione puntuale con la motivazione impugnata possono determinare l'inammissibilità del ricorso.

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