Cassazione Penale, Sentenza n. 46042/2022 del 05/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Berdini era stato condannato per il reato di cessione di stupefacenti (circa 1300 grammi di hashish) in relazione a forniture a Marco Pesaresi. Ha impugnato per cassazione sostenendo: 1) vizi nella valutazione probatoria, in particolare possibile condizionamento e 'allineamento' delle dichiarazioni dei coimputati Pesaresi e Palazzetti e mancati riscontri; 2) errata mancata riqualificazione ai sensi dell'art. 73, comma 5, DPR 309/90 (cioè da traffico a detenzione per uso personale) rilevando il proprio stato di assuntore e l'assenza dello stupefacente al momento del rinvenimento; 3) erronea applicazione della recidiva, contestandone i presupposti e la rilevanza temporale del precedente; 4) insufficiente motivazione sulla determinazione della pena e mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha valutato i motivi: ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi relativi alla prova, alla riqualificazione e alla pena, confermando l'accertamento di responsabilità e la qualificazione come traffico di sostanze; ha invece ritenuto fondato il motivo relativo alla recidiva, perché la Corte non aveva adeguatamente valutato, ai sensi dell'art. 133 cod. pen., il nesso concreto tra precedenti e l'attuale condotta quale indice di pericolosità sociale.
La decisione
La Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla declaratoria di recidiva e ha rinviato per nuovo giudizio sul punto alla Corte di appello di Perugia. Nel resto il ricorso è stato dichiarato inammissibile e la sentenza è stata dichiarata irrevocabile ai sensi dell'art. 624 cod. proc. pen. Pertanto la condanna per il traffico di stupefacenti è confermata, eccetto la valutazione della recidiva che dovrà essere rinnovata in concreto dalla Corte di appello di rinvio.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73, comma 4
Norma che disciplina le fattispecie di traffico di sostanze stupefacenti; applicata per qualificare l'attività del ricorrente come cessione/traffico in ragione della quantità e delle modalità emerse.
D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, art. 73, comma 5
Previsione sulla possibile riqualificazione in detenzione per uso personale; la Corte ha ritenuto corretta la mancata riqualificazione in presenza di quantitativi idonei a ricavare migliaia di dosi, sicché la qualità di 'assuntore' del ricorrente e l'assenza dello stupefacente addosso non risultano, di per sé, idonee a escludere il reato di traffico.
Criteri per il giudizio della recidiva e per la determinazione della pericolosità sociale del condannato; la Corte ha richiamato l'obbligo di verificare concretamente il rapporto tra precedenti e reato attuale e ha disposto la rinnovazione del giudizio sulla recidiva perché la motivazione era insufficiente.
Codice penale, art. 81, comma finale
Citato nell'imputazione con riferimento alla concorso e alle pene: indicazione formale della partecipazione alle pene previste. La sentenza lo menziona inquadrando la responsabilità penale complessiva.
Richiamato nell'imputazione in relazione alla personalizzazione della pena e circostanze; la decisione ha valutato gli elementi personali del ricorrente in sede di determinazione della pena, pur senza accogliere la richiesta di attenuanti generiche.
Codice di procedura penale, art. 624
Prevede la declaratoria di irrevocabilità della sentenza per le parti non annullate; applicato dalla Corte per rendere irrevocabile la parte della condanna non investita dall'annullamento.
Massime di principio
- La verifica in Cassazione dell'apprezzamento critico della prova è limitata: le censure generiche sulla valutazione delle dichiarazioni dei coimputati sono spesso inammissibili se non indicano elementi concreti di collusione o contraddittorietà.
- Le dichiarazioni di coimputati possono costituire prova credibile se valutate come spontanee, coerenti e corroborate da altri elementi (osservazioni, captazioni, riscontri materiali).
- La consistente quantità di stupefacente e la capacità di ricavarne molte dosi costituiscono indicio rilevante di attività di traffico e ostano alla riqualificazione in semplice detenzione per uso personale.
- La qualificazione del reato ai sensi dell'art. 73 DPR 309/90 non si basa solo sulla presenza della sostanza addosso o sullo stato di assuntore, ma su un giudizio complessivo che considera quantità, modalità, circostanze e riscontri investigativi.
- La recidiva non può essere accertata in modo meramente formale: il giudice deve esaminare concretamente, in base ai criteri dell'art. 133 cod. pen., se i precedenti siano indice di una perdurante inclinazione al reato che abbia influito sulla commissione del fatto attuale; carenze motivazionali su questo punto giustificano la cassazione parziale e il rinvio.
- Se la Corte di Cassazione annulla solo una parte della decisione (es. la recidiva) e dichiara irrevocabile il resto, la pena e la condanna principali restano efficaci mentre il giudice di rinvio deve riesaminare esclusivamente il profilo annullato.
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