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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23384/2026 del 24/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Si contestava a Francesca Cucinotta il reato di appropriazione di energia elettrica mediante allaccio abusivo alla rete Enel, per un quantitativo stimato in 98.153,77 Kwh, al fine di trarne un ingiusto profitto, con le aggravanti di avere commesso il fatto con mezzo fraudolento e su cose destinate a pubblico servizio (richiamati artt. 624 e 625, n. 2 e n. 7, c.p.). Il Tribunale di Messina aveva dichiarato che non si dovesse procedere per prescrizione, ritenendo estinto il reato il 18 ottobre 2024 con decorrenza del termine prescrizionale dal 18 aprile 2017. Il Procuratore generale ha impugnato per cassazione sostenendo che la corretta determinazione del massimo edittale, tenuto conto delle aggravanti a effetto speciale, porta a un termine massimo di prescrizione che si estingue il 18 ottobre 2029.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore generale, ritenendo errata la valutazione del termine prescrizionale fatta dal Tribunale. La Corte ha rilevato che il massimo edittale per la fattispecie contestata è pari a dieci anni (art. 625, comma 2, c.p.), per cui il termine massimo di prescrizione è di dodici anni e sei mesi; iniziato a decorrere il 18 aprile 2017, il termine si estinguerà quindi il 18 ottobre 2029. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Messina in diversa persona fisica. La Corte ha inoltre precisato che, per l'entrata in vigore della legge 9 agosto 2024, n. 114 (che ha modificato l'art. 593, comma 2, c.p.p.), il regime impugnatorio applicabile è quello vigente al momento della pronuncia della sentenza (principio tempus regit actum), con la conseguenza che il ricorso per cassazione era l'unico rimedio esperibile dal pubblico ministero e il rinvio doveva essere disposto al giudice che aveva emesso la sentenza in diversa composizione.

Norme richiamate

  • art. 624 cod. pen.

    Norma di riferimento per il reato di appropriazione (furto/appropriazione); utilizzata per inquadrare la fattispecie della sottrazione di energia elettrica.

  • art. 625 cod. pen., n. 2 e n. 7

    Aggravanti applicate al fatto (uso di mezzo fraudolento e su cose destinate a pubblico servizio); la Corte ha considerato rilevanti le aggravanti a effetto speciale ai fini della determinazione del massimo edittale.

  • art. 625, comma 2 cod. pen.

    La Corte ha richiamato questo comma per stabilire che il massimo edittale della fattispecie è pari a dieci anni, punto di partenza per il calcolo del termine prescrizionale massimo.

  • art. 593, comma 2 cod. proc. pen.

    Modificato dalla legge 9 agosto 2024, n. 114; stabilisce i limiti all'impugnabilità da parte del pubblico ministero per certe sentenze di proscioglimento. La Corte ha applicato la nuova disciplina al momento della pronuncia della sentenza (tempus regit actum).

  • art. 550, commi 1 e 2 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione alla limitazione dell'appellabilità da parte del pubblico ministero per sentenze di proscioglimento: la modifica normativa del 2024 ha inciso sull'esercizio dell'impugnazione da parte del pubblico ministero per reati ricompresi in questo articolo.

  • art. 569, comma 4 cod. proc. pen.

    Norma che in casi ordinari prevede il rinvio al giudice competente per l'appello in caso di cassazione; la Corte ha spiegato che, data la particolare situazione di inappellabilità del pubblico ministero, il rinvio doveva invece essere al giudice che ha emesso la sentenza impugnata, in diversa persona fisica.

  • Legge 9 agosto 2024, n. 114

    Ha modificato l'art. 593, comma 2, c.p.p. limitando l'appellabilità del pubblico ministero contro certe sentenze di proscioglimento; la Corte ha applicato la legge alla sentenza impugnata in virtù del principio tempus regit actum.

  • Giurisprudenza: Sez. 5, n. 6984 del 05/02/2025, P., Rv. 287528

    Richiamata per il principio secondo cui il regime impugnatorio applicabile è quello vigente al momento della pronuncia della sentenza (tempus regit actum), salvo disciplina transitoria.

Massime di principio

  • Il calcolo della prescrizione deve partire dal corretto massimo edittale della fattispecie, comprensivo delle aggravanti a effetto speciale: errori in questa determinazione possono invalidare una sentenza di proscioglimento per prescrizione.
  • Quando una legge intervenuta modifica le regole di impugnazione, si applica il regime vigente al momento della pronuncia della sentenza (principio tempus regit actum), salvo diversa disciplina transitoria.
  • La modifica delle regole di appellabilità del pubblico ministero può incidere sulla sede del rinvio dopo annullamento in Cassazione: se l'appello non è più esperibile dal PM, il rinvio per nuovo giudizio va al giudice che ha emesso la decisione, in diversa persona fisica.
  • In casi di contestazione di reati che colpiscono servizi pubblici (es. furto di energia), verificare sempre l'eventuale presenza di aggravanti speciali e il loro effetto sul massimo della pena e quindi sul termine prescrizionale.
  • In fase difensiva è essenziale verificare non solo la decorrenza della prescrizione ma anche l'esistenza di cause di sospensione o interruzione; l'assenza di tale verifica può portare a decisioni correggibili in sede di legittimità.

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