Cassazione Penale, Sentenza n. 23350/2026 del 24/06/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione dei principi costituzionali e dei diritti fondamentali (art. 2 L. 69/2005) e per carenza di specificità del mandato di arresto europeo: il ricorrente denunciava che il mandato non indicava con precisione il ruolo da lui svolto nei reati contestati (partecipazione all'associazione, truffa del 17/06/2020, furti, usurpazione di carica) e non specificava adeguatamente le date di commissione degli illeciti, rendendo impossibile l'esercizio della difesa; inoltre la difesa sosteneva che la Corte avrebbe dovuto chiedere informazioni integrative ai sensi dell'art. 16 L. 69/2005 e che doveva valutare l'eccezione di residenza prevista dall'art. 19, comma 2, L. 69/2005
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che il mandato di arresto europeo contenesse una descrizione sufficientemente dettagliata delle circostanze, del periodo temporale (arco gennaio-giugno 2020 con indicazioni più specifiche per le singole truffe: gennaio-marzo 2020, marzo-aprile 2020, giugno 2020) e delle modalità di partecipazione dell'imputato all'attività criminale (schemi truffaldini verso persone anziane, falsificazione di identità, accesso illecito alle abitazioni, ecc.). La Corte ha richiamato la modificazione normativa (d.lgs. n. 10/2021) che ha eliminato l'obbligo di allegare la relazione illustrativa delle fonti di prova al mandato, facendo gravare sul mandato stesso l'onere della completezza informativa; di conseguenza non ha ritenuto necessario l'acquisizione di ulteriori informazioni ai sensi dell'art. 16 L. 69/2005. Ha inoltre respinto l'eccezione di residenza ai sensi dell'art. 19, comma 2, ritenendo che il ricorrente non avesse dimostrato una residenza in Italia continuativa per almeno cinque anni (presenze documentate solo a partire dalla fine del 2025). In conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
Il mandato di arresto europeo deve contenere la descrizione delle circostanze della commissione del reato, inclusi momento, luogo e grado di partecipazione del ricercato; tali informazioni devono essere sufficienti per consentire il controllo da parte dell'autorità esecutrice
Prevede la possibilità per l'autorità di esecuzione di chiedere informazioni o documenti integrativi al fine di chiarire il contenuto del mandato; è esercizio discrezionale quando il mandato risulta già sufficientemente dettagliato
Contiene l'eccezione di rifiuto per motivi di residenza stabile nello Stato di esecuzione (richiesta di prova di residenza sul territorio nazionale per almeno cinque anni); la Corte ha ritenuto che il ricorrente non abbia fornito tale prova
Decreto legislativo 2 febbraio 2021, n. 10
modifiche all'art. 6 della L. 69/2005 (art. 6, comma 1, lett. e) del d.lgs. n. 10/2021 richiamato)
Ha eliminato l'obbligo di allegare al mandato la relazione illustrativa delle fonti di prova; ne consegue che il mandato deve essere, di per sé, sufficientemente completo e che sono venute meno le correlate cause di rifiuto basate sulla mancanza di allegati
Trattato sull'Unione Europea
art. 6 (richiamato nella doglianza difensiva)
Riferimento ai diritti fondamentali dell'UE posto a tutela dei principi supremi dell'ordinamento; la Corte ha ritenuto che non vi fosse violazione di tali principi dalla formulazione del mandato
Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (Corte EDU)
Richiamata dalla difesa come garanzia dei diritti fondamentali; la Corte nazionale ha ritenuto che il mandato non violasse le garanzie convenzionali
Codice penale polacco
artt. 227, 258, 278, 286, comma 1
Indica i reati per i quali è richiesta la consegna (partecipazione a organizzazione criminale, truffa, furto, usurpazione di carica); la Corte ha ritenuto che tali fattispecie siano anche configurabili nel diritto italiano e che il mandato descrivesse adeguatamente i fatti-reato
Massime di principio
- Un mandato di arresto europeo non è annullato per la sola carenza di date puntuali se il mandato indica un arco temporale entro il quale collocare i fatti e la descrizione consente di individuare i profili essenziali dell'illecito
- A seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 10/2021, il mandato deve essere autosufficiente: la mancanza di allegati probatori non costituisce di per sé motivo di rifiuto se la descrizione è idonea a consentire il controllo dell'autorità esecutrice
- L'autorità nazionale può richiedere informazioni integrative ai sensi dell'art. 16 L. 69/2005, ma tale potere è esercitato solo se il mandato non risulta già sufficientemente dettagliato; la richiesta è discrezionale
- L'eccezione di residenza (art. 19, comma 2, L. 69/2005) richiede prova effettiva e documentata di residenza continuativa per almeno cinque anni nel territorio nazionale; la semplice dichiarazione o presenze sporadiche non sono sufficienti
- Il ritardo temporale tra la commissione dei fatti e l'emissione del mandato non costituisce automaticamente motivo di rifiuto della consegna se non compromette la possibilità di esercitare la difesa o la chiarezza degli addebiti
- Richieste generali di tutela dei 'principi supremi' o dei diritti fondamentali devono essere concretamente fondate su elementi che mostrino una lesione effettiva; la vaghezza della doglianza non è sufficiente a bloccare l'esecuzione del mandato
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