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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25240/2022 del 01/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Bari che aveva parzialmente riformato la sentenza di primo grado relativa a un tentato furto aggravato. Hanno dedotto cinque motivi: 1) carenza/illogicità della motivazione riguardo alle immagini di videosorveglianza (contestata la mancata verbalizzazione dell'acquisizione, la discrepanza di data/ora e la rilevanza di tali incongruenze); 2) omissione di motivazione circa la non applicabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p.; 3) omessa motivazione circa l'applicazione della recidiva reiterata specifica infraquinquennale; 4) omessa motivazione sul diniego delle attenuanti generiche; 5) prescrizione del reato maturata prima del deposito della sentenza di appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivazioni principali: 1) la sentenza di appello documenta l'acquisizione delle immagini nell'annotazione della polizia giudiziaria dell'8 luglio 2014, e il filmato riproduce chiaramente l'autovettura e i due imputati riconoscibili, rendendo irrilevanti eventuali discrepanze di data/ora; 2) la causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. non è applicabile perché la pena edittale del reato contestato (tentato furto aggravato) è pari a 6 anni e 8 mesi, superiore al limite previsto dalla norma; motivo quindi manifestamente infondato; 3) il terzo motivo è privo di rilevanza, essendo la recidiva non applicata; 4) il giudizio sulle attenuanti generiche è valutazione di merito non sindacabile in Cassazione se non viziato nella motivazione: la Corte territoriale ha indicato elementi decisivi (precedenti per Croce; per Lanza le attenuanti erano state bilanciate con le aggravanti); 5) la prescrizione non era maturata: calcoli esposti portano a una scadenza solo l'8 novembre 2022. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati alle spese e al versamento di euro 4.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    Individua il furto e le aggravanti; la pena edittale del reato di tentato furto aggravato è stata utilizzata per calcolare l'inderogabilità della causa di non punibilità ex art. 131-bis e per la determinazione del termine di prescrizione.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di non punibilità per pene di lieve entità; la Corte ha ritenuto non applicabile la norma perché la pena edittale del reato contestato (6 anni e 8 mesi) supera il limite previsto dalla disposizione.

  • art. 161 cod. pen.

    Regola la prescrizione; la Corte ha applicato il criterio di calcolo del termine di prescrizione aumentato per le interruzioni previste, giungendo alla data di scadenza 8 novembre 2022.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente la condanna al pagamento in favore della Cassa delle ammende; la Corte ha imposto tale versamento di euro 4.000,00 per ciascun ricorrente.

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e insufficiente motivazione); la Corte ha dichiarato alcuni motivi inammissibili per manifesta infondatezza o per insussistenza di interesse.

  • art. 133 cod. pen.

    Elenca gli elementi per valutare le attenuanti generiche; la Corte di merito ha effettuato una valutazione di fatto, ritenuta adeguata e non sindacabile in Cassazione.

  • art. 75 d.lgs. n. 159/2011

    Norma citata in primo grado a carico del Croce (illecito connesso ad attività delittuosa), menzionata negli atti di merito ma non centrale nel decisum di Cassazione qui esaminato.

  • art. 73 d.lgs. n. 159/2011

    Norma richiamata in relazione a contestazioni specifiche in primo grado; citata negli atti ma non determinante nella decisione di inammissibilità.

Massime di principio

  • La verbalizzazione dell'acquisizione di filmati o annotazioni della polizia giudiziaria effettuata tempestivamente (es. annotazione del giorno del fatto) può essere considerata sufficiente per la catena di custodia quando il contenuto probatorio del filmato è chiaro e consente l'identificazione.
  • Discrepanze di data/ora nei fotogrammi sono spesso irrilevanti se il contenuto del filmato consente l'identificazione degli autori e dell'oggetto del reato; l'onere di provare la rilevanza probatoria della discrepanza grava sulla difesa.
  • La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. non è applicabile quando la pena edittale del reato (anche al netto del tentativo) supera il limite imposto dalla norma; occorre verificare la pena edittale concreta prima di invocarla.
  • Le questioni relative alle attenuanti generiche e al loro diniego sono valutazioni di fatto del giudice di merito: in Cassazione sono sindacabili solo se la motivazione è contraddittoria o mancante rispetto agli elementi decisivi.
  • Se una doglianza di appello è manifestamente infondata ab origine, il mancato esame in corte d'appello di tale motivo può rendere privo di interesse un ricorso per cassazione; la Corte può dichiarare inammissibile il ricorso per assenza di esito utile.
  • La prescrizione deve essere calcolata considerando la pena edittale, le riduzioni per il tentativo e gli eventuali aumenti per interruzioni; occorre verificare esattamente le date e gli eventi interruttivi per stabilire la maturazione.
  • La prova video, ove chiara e idonea a riprodurre il fatto e i protagonisti, ha alto valore probatorio; la difesa deve spiegare concretamente perché la rilevanza probatoria dovrebbe essere esclusa (es. manipolazione, impossibilità di riconoscimento), non limitandosi a contestazioni formali.

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