Cassazione Penale, Sentenza n. 38454/2025 del 27/11/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per violazione di legge processuale e manifesta illogicità della motivazione relativa alla configurazione del principio del ne bis in idem processuale. Il Procuratore ha censurato la decisione del tribunale che ha dichiarato il non luogo a procedere per divieto di un secondo giudizio, sostenendo che i fatti ascritti nei reati contestati nel procedimento impugnato sono diversi rispetto a quelli già contestati nel procedimento 5928/22 RGNR 584/25 RGT, per cui il ne bis in idem non sarebbe applicabile. Il ricorso originario in Cassazione è stato inoltre oggetto di istanza di riqualificazione in appello dal Pubblico Ministero (e dalla difesa di Caporaso), chiedendo la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Salerno.
La decisione
La Corte ha ritenuto improponibile il ricorso per cassazione in ragione della natura appellabile della sentenza impugnata (sentenza di non luogo a procedere adottata in udienza di comparizione predibattimentale ex art. 554-ter c.p.p.), pertanto ha riqualificato il ricorso in appello e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Salerno. Non è stata pronunciata decisione nel merito sulla questione del ne bis in idem; la Corte si è limitata a convertire l'impugnazione e a trasmettere gli atti per la prosecuzione del rimedio in sede di appello.
Norme richiamate
Richiamato come parametro dei reati concausali/concorrenti; utilizzato nell'ambito della indicazione delle fattispecie penalmente rilevanti contestate agli imputati
Norma richiamata tra le fattispecie contestate; il tribunale aveva valutato la preclusione dell'azione a causa di precedente contestazione in altro procedimento
Fattispecie amministrativa/penale richiamata tra i capi; la sentenza ha considerato la preesistenza di contestazioni con riferimento a norme del DPR 380/2001
Norme richiamate come oggetto di contestazione penale; la decisione ha affrontato la questione processuale della sovrapposizione di contestazioni relative a tali articoli
Norma che disciplina la sentenza emessa in udienza di comparizione predibattimentale; la Corte ha ritenuto che la sentenza impugnata fosse stata pronunciata in tale forma e, perciò, sia appellabile
Richiamato in relazione al ricorso 'per saltum' (improcedibilità del per saltum in taluni casi); la Corte ha evidenziato che l'impugnazione proposta non poteva restare in Cassazione e andava convertita in appello
art. 606 c.p.p. comma 1 lett. d) ed e)
Richiamato per chiarire i limiti del ricorso per cassazione 'per saltum' (i casi in cui la conversione in appello è prevista e la rimessione alla Corte d'appello è necessaria)
Massime di principio
- Se la decisione di primo grado è una pronuncia di non luogo a procedere resa in udienza di comparizione predibattimentale ex art. 554-ter c.p.p., l'impugnazione competente è in genere l'appello e non il ricorso per cassazione; un ricorso per cassazione può essere riqualificato in appello
- La conversione del ricorso per cassazione in appello è opportuna quando l'impugnazione verte su questioni che richiedono valutazione unitaria in sede di secondo grado (ad es. profili che coinvolgono più reati con diversi regimi sanzionatori e necessità di valutazione comune delle pene)
- Il principio del ne bis in idem processuale richiede un'attenta comparazione tra fatti e contestazioni tra i procedimenti: l'identità normativa degli articoli non è di per sé sufficiente a determinare il divieto; occorre verificare l'identità materiale dei fatti
- Il ricorso per cassazione 'per saltum' ha limiti soggettivi e oggettivi; quando il caso rientra nei casi esclusi, la corte è tenuta a convertire l'impugnazione in appello anziché decidere nel merito
- Quando la parte ricorrente chiede la riqualificazione in appello e la controparte (difesa) condivide l'istanza, la Corte, purché sussistano i presupposti di legge, può procedere direttamente alla conversione e alla trasmissione degli atti
- La presenza di reati puniti con pene congiunte rispetto ad altri puniti con pene alternative (o con pena pecuniaria) può influire sulla determinazione del rimedio processuale competente e sulla necessità di valutazione unitaria in appello
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