Cassazione Civile, Sentenza n. 1662/2023 del 19/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La Zürich aveva agito per ottenere l'accertamento della piena responsabilità di Giacomo Girelli per l'incidente occorso a Markus Lehmann durante un'arrampicata, chiedendo il rimborso di quanto corrisposto a titolo di indennità assicurativa. In primo grado e in appello i giudici hanno ritenuto invece che l'evento fosse integralmente imputabile al danneggiato (Lehmann), esperto della disciplina e unico decisore circa le modalità dell'arrampicata, per cui ogni minima colpa di Girelli (che aveva prestato assistenza nonostante inesperienza) veniva escludente ai fini dell'onere risarcitorio.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso della Zürich. Ha ritenuto inammissibili o infondati i tre motivi proposti (erronea applicazione del diritto svizzero/art.44 CO; valore probatorio della confessione del Girelli; omissione di esame e ricusazione del c.t.u.), confermando che i giudici di merito hanno applicato correttamente gli artt. 41 e 44 del codice svizzero delle obbligazioni trovando la causa esclusiva nell'operato del danneggiato. Ha condannato la ricorrente al rimborso delle spese di legittimità (e liquidato importi) e rilevato l'obbligo del versamento del contributo unificato ex art.13 co.1-quater DPR 115/2002.
Norme richiamate
Riferimento procedurale collegato alla censura di errata applicazione di norme straniere e alla correttezza dell'istruttoria; la Corte ha ritenuto che il motivo non avesse specificamente colto la ratio della decisione impugnata
legge n. 218/1995 (artt. 14 e 15)
Norme sul diritto applicabile alle obbligazioni con elementi di internazionalità; utilizzate per richiamare i criteri di applicazione del diritto svizzero nel caso
Codice svizzero delle obbligazioni, artt. 41 e 44
Norme svizzere sulla responsabilità civile e sulla eventuale riduzione del risarcimento per concorso colposo della vittima; la Corte ha ritenuto che la valutazione del concorso del danneggiato sia stata correttamente determinata in base a tali articoli, escludendo qualsiasi concorso causale di Girelli
Richiamato dalla parte ricorrente come norma analoga all'art.44 CO; la Corte ha valutato la questione ma ha ritenuto che il giudice d'appello avesse comunque operato una valutazione giuridica dei fatti
art. 360 c.p.c. (nn. 3, 4 e 5)
Norme che indicano i motivi di cassazione: violazione di norme di diritto (n.3), omissione di pronuncia su punto rilevante (n.4), omesso esame di un fatto decisivo (n.5). La Corte ha valutato l'ammissibilità e fondatezza delle doglianze mosse sulla base di tali numeri, dichiarandole inammissibili o infondate
Norma sul valore probatorio della confessione: la Corte ha ritenuto che la confessione resa dal Girelli fosse stata correttamente valutata nel contesto complessivo e non costituisse prova piena idonea a ribaltare la ricostruzione dei fatti
Norme relative alla ricusazione degli ausiliari del giudice e alla loro nomina; utilizzate dalla ricorrente per contestare l'imparzialità del c.t.u., censura ritenuta comunque inammissibile per difetto di specificazione e di tempestiva deduzione
Richiamato in relazione alla necessità che questioni importanti siano dedotte e decise nelle fasi precedenti del giudizio; la mancata specificazione ha penalizzato la ricorrente
Norma che disciplina i requisiti del ricorso per cassazione e la necessità di indicare i mezzi di impugnazione; la Corte ha rilevato violazioni (es. art.366 n.6) relativi all'adeguata allegazione delle doglianze
Disciplina il divieto di sindacare in Cassazione fatti già definitivamente valutati da due gradi di giudizio (c.d. doppia conforme); la Corte ha escluso la possibilità di sollevare in Cassazione il vizio relativo all'art.360 n.5 per fatti già concordemente valutati
art. 23 comma 8-bis d.l. 137/2020 e art.16 comma 1 d.l. 228/2021
Norme emergenziali che hanno consentito alla Corte di trattare il ricorso in camera di consiglio senza udienza pubblica; la Corte ha operato in tale modalità perché non richiesto il contraddittorio orale
art. 13 comma 1-quater d.P.R. n.115/2002
Norma sul contributo unificato: la Corte ha rilevato la sussistenza dei presupposti per l'applicazione dell'ulteriore importo a carico della ricorrente
Massime di principio
- Quando l'assicuratore chiede il rimborso a seguito di indennizzo, il giudice valuta la causalità e il concorso colposo: l'alta esperienza e la piena assunzione delle scelte operative da parte della vittima possono escludere la responsabilità dell'assicurato/assistente anche se inesperto
- La confessione dell'imputato/parte ha valore probatorio ma va valutata nel contesto probatorio complessivo; non costituisce automaticamente prova piena idonea a modificare una coerente ricostruzione dei fatti
- Le contestazioni sull'imparzialità del c.t.u. devono essere dedotte tempestivamente e con precisione: in appello e poi nel ricorso per cassazione va indicato se e come la questione è stata sottoposta ai giudici di merito
- In Cassazione non è possibile riproporre una diversa valutazione dei fatti già condivisa dai primi due gradi (c.d. doppia conforme): i motivi devono essere fondati su errori di diritto o vizi che siano specificamente individuati
- Nella redazione del ricorso per cassazione è essenziale indicare con precisione l'errore compiuto dalla corte impugnata (ratio decidendi contestata); motivi vaghi o non confrontati con le argomentazioni di merito sono inammissibili
- Se vi è diritto applicabile straniero, il giudice italiano applica la norma straniera e la valuta secondo i criteri di diritto sostanziale previsti; l'eventuale riferimento a considerazioni 'di equità' non sostituisce l'interpretazione normativa quando la decisione è fondata su norma straniera
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